mar
10
nov
2009
di Erika Eramo, da www.donbosco.it
Tutti i ragazzi del Movimento Giovanile Salesiano del Centro Italia si sono ritrovati domenica 8 novembre all’Aquila, città ancora in ginocchio a causa del recente terremoto. Poco dopo l’arrivo presso alcune tendopoli si è cantato e pregato tutti insieme, ma soprattutto ci sono state testimonianze toccanti dei terremotati.
In particolar modo ha colpito l’immaginario collettivo quella di una mamma che ha detto col cuore in mano: “Non mi lamento più perché non ho più niente”. E’ stata letta inoltre una poesia in dialetto abruzzese di un ragazzo molto giovane ed è stato mandato un filmato sugli alunni di una scuola media che cantano: “L’Aquila è crepata, la dobbiamo ricostruire noi.”
Dopo il momento comunitario del pranzo ci sono state un paio d’ore dedicate ad i laboratori triennio-universitari in cui ci si è confrontati sulle aspettative e su ciò che aveva più coinvolto durante la giornata. In molti si sono soffermati sull’aspetto di come in venti secondi, un lasso di tempo così breve, possa cambiare la vita e di come dei ragazzi tanto giovani abbiano affrontato, con uno spirito decisamente battagliero, una tale tragedia. Altri spunti di riflessione sono stati: cosa ci dà fastidio, cosa vorremmo cambiare e quanto spazio si dedica a Dio nella propria giornata. Il dibattito si è concluso con le motivazioni che avevano portato ad essere lì quel giorno e, tra le tante, ne sono uscite principalmente tre: per incontrare Dio, per aiutare gli altri e per un momento di formazione. Prima di ripartire per Roma si è celebrata la Santa Messa, altro momento toccante che si è andato ad aggiungere agli altri, di spensieratezza, riflessione, ma soprattutto condivisione.