dom
25
apr
2010
Perché?!? C'è il rischio di andare perduti in eterno?
Il vangelo di oggi è breve e penetrante. Dice più o meno così: (Parla Gesù) "Io e il Padre insieme siamo troppo forti e chi sta con noi sta tranquillo. Il Padre, che comanda, mi ha affidato delle pecore, io le conosco, esse mi seguono e nessuno ci dividerà!" Fine del Vangelo.
Bello, no? La vita spesso sembra in pericolo: ferite, angosce, ingiustizie... la buona notizia è che apparteniamo a qualcuno, non siamo di Nessuno, siamo di Qualcuno.
Essere di qualcuno è proprio bello. Si, a volte possiamo credere che essere di nessuno è meglio: fai quello che vuoi. Il problema è che non è così facile sapere quello che vuoi quando sei di Nessuno: tipo capitan Sparrow, che ha la bussola magica pronta ad indicare la direzione giusta per raggiungere la meta agognata ma non agogna... anche la bussola non serve più.
La malattia che ci corrode dentro si chiama, in latino, NOLUNTAS; in italiano non c'è una parola sola bisogna fare un giro: non volontà di qualcosa di preciso. Sarebbe lungo stare qui a spiegare come avviene questa cosa e per ora fidati di quello che ti dico:
NON SA CHE COSA VUOLE CHI NON SA A CHI APPARTIENE!
Tutti siamo di qualcuno. Se non sappiamo di chi siamo non sappiamo cosa vogliamo.
Il Vangelo dice: tranquilli, appartenete tutti a me (parla Gesù) e io appartengo al Padre. Siamo tutti in una botte di ferro!
Il segreto, infatti, della vita è appartenere a chi ci vuole bene. Solo chi non ha trovato nessuno che gli voleva bene ha potuto inventare che si sta meglio da soli, che è meglio appartenere a Nessuno.
Ecco, penso che questo sia il modo per perdersi in eterno: pensare che stare soli è meglio!
Con oggi ripartiamo con questa rubrica su scala più ampia. Vorrei essere regolare nel postare e puntuale nel rispondere. Tenetemi d'occhio: se mi sento di qualcuno la mia forza di volontà aumenta.
Buona Domenica e Buona festa della Liberazione: apparteniamo a quelli che hanno dato la vita per la libertà degli italiani. Ciao.
don Flaviano