sab
15
mag
2010
Se mi fermo a pensare al fatto che la gran parte dei giovani oggi è convinta che si possa vivere con o senza Gesù, a scelta, divento un po' triste.
C'è un modo di ragionare che si è infilato nelle nostre teste sussurrando piano piano che Gesù sia una "cosa" che serve, ad alcuni, per vivere meglio, ma non a tutti: con qualcuno funziona ma c'è pure chi ce la fa senza. Una specie di ricostituente; un "aiutino"; un "rinforzino". C'è chi ne ha bisogno e chi no. Chi lo ha provato e non lo lascia più e chi non ne ha mai sentito il bisogno.
Messa così non rende tristi anche voi?
In realtà sarebbe bello mostrare che Gesù è l'unica via per compiere un fatto semplice e allo stesso tempo improbabile: salvarsi! Da cosa? Cosa è che rischia di andare perso nella vicenda umana di ciascuno di noi? Noi stessi.
Vedete, cari ragazzi, ciascuno di noi si trova a dover credere a due possibilità non equivalenti: o noi siamo un accumulo di materia che produce intelligenza o noi siamo persone spirituali impastate di materia.
Se anche scegliessimo di essere la seconda delle ipotesi (sulla prima ora corro via ma ci torneremo in altri post) rimane sempre aperto un dilemma: come può lo Spirito conciliarsi con la carne? Come riusciremo a tenere insieme ciò che sembra inconciliabile? Come potremo non perdere l'unità di quello che in realtà sentiamo comunque nostro pure se a corrente alternata (una volta prevale l'uno e una volta l'altro)?
Come si può mangiare spiritualmente o pregare materialmente? Come si può amare spiritualmente e carnalmente insieme? Come si può vivere su questa terra camminando verso il cielo?
Se non troviamo risposta a queste domande siamo persi. CI sentiremo sempre irrimediabilmente divisi: in alcuni momenti drammaticamente legati alla materia con un'enorme nostalgia del cielo; e in altri momenti fragilmente lanciati nel cielo preoccupati di perdere il caro legame con la terra. Questa è la perdizione. Vivere divisi. Prigionieri della terra o esiliati in cielo.
Ecco Gesù è la via che tiene insieme tutto: Egli ci salva, ci porta a destinazione, ci traghetta nel giusto luogo. Egli è figlio dello Spirito di Dio e della carne di Maria. Egli è vero Dio e vero uomo. Egli è presente in cielo con il suo corpo carnale.
Gesù è il primo uomo a vivere in cielo con la sua carne. A chi lo segue concederà la stessa meta: la salvezza nell'unità di Spirito e Carne.
Abbiate fede, cari miei, cercate e troverete: in Gesù è il vostro corpo che viene salvato ed è il vostro spirito che viene reso concreto, visibile, tangibile e adorabile.
Buona Domenica dell'Ascensione: con il suo corpo siede alla destra del Padre.
A presto
don Flaviano