dom

16

ott

2011

"Basterebbe davvero poco"

Ho trascorso un mese, insieme ai salesiani e ad un gruppo di giovani, nella Missione Salesiana di Ebolowa (in Camerun). Essendo medico, ho lavorato durante quei giorni presso l’Ambulatorio annesso alla Missione. Vorrei pertanto parlarvi di due tra i casi in cui mi sono imbattuto, soprattutto perché riguardano pazienti di età giovane o giovanissima: il I° riguarda un bambino di 4 anni, arrivato in braccio alla propria madre perché incapace di stare in piedi con le proprie forze; era pallidissimo, quasi incosciente, con polso appena percettibile; chiedo alla madre che sintomi abbia; mi risponde che da alcuni giorni presenta una grave dissenteria, probabilmente legata alla malaria; la invito a portarlo il prima possibile in ospedale perché il piccolo ha urgente bisogno di essere reidratato e trasfuso: la mamma mi guarda senza prendere alcuna iniziativa; allora Suor Maria Josè, che funge da infermiera e da interprete, mi spiega, che non ha i soldi per il ricovero; le dò quanto necessario per le esigenze più urgenti dichiarandomi disposto a provvedere anche per altre eventuali necessità successive; dopo 2 giorni vado a trovare in ospedale il bambino, sta meglio è fuori pericolo, dopo 5-6 giorni apprendo che è tornato a casa in buone condizioni di salute. E’ proprio vero: basterebbe davvero poco per salvare tante piccole vite.

II° episodio: arriva in ambulatorio, zoppicando, un bambino di 9 anni, anch’egli accompagnato dalla mamma la quale mi mostra una radiografia della gamba del bambino, effettuata circa 3 mesi prima, in occasione di un incidente stradale, che evidenzia una frattura scomposta (ossia con monconi non in asse) delle due ossa della gamba (tibia e perone); evidentemente, se il bambino era in grado di camminare, la frattura si era saldata, ma osservando la gamba interessata era possibile scorgere un moncone osseo che aveva perforato la cute e sporgeva all’esterno: si rendeva necessario, anche perché il moncone era chiaramente infetto, sottoporlo ad una revisione ortopedica riallineando i monconi ossei (il che richiedeva naturalmente una scomposizione della saldatura avvenuta spontaneamente) ed una sutura della ferita cutanea, accompagnata ad intensa terapia antibiotica. Anche alla mamma di questo ragazzo è stata consegnata una somma per affrontare questo iter terapeutico. Sono ripartito senza avere ricevuto notizie sul decorso, (l’ospedale si trova nella capitale Yaoundè a 170 km di distanza e i mezzi di comunicazione non sono sempre agevoli) ma lo specialista che doveva trattarlo si era dichiarato ottimista sull’esito dell’intervento.

Mauro

 

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