mer
02
nov
2011
di don Flaviano
Sono pronto a scrivere di nuovo. Per l’ennesima volta riprendo il tentativo di avere un ritmo regolare. Speriamo bene.
Il 1° Novembre è il giorno in cui festeggiamo tutti i Santi. E’ stata una bellissima festa nella comunità salesiana in cui sono ospite in questo momento. La preghiera comune, la celebrazione con le persone fedeli alla missione educativa comune, un gradito pranzo, la visita agli amici dell’Ospedale in cui sono stato, l’assenza di campionati – gran premi – mondiali e quant’altro, il ricordo dei confratelli defunti a Macerata, una ottima partita a Risiko con i confratelli più giovani... tutto ha contribuito a rendere grazie nel modo più confacente a noi che siamo consacrati dal Signore.
Tutto è girato intorno all’idea fondamentale che stiamo percorrendo un cammino, fatto di tante cose, diretto al Paradiso, casa dei Santi. E la gioia è stata questa: ricordare il nostro destino vero: creati per il paradiso.
Capita spesso che ciascuno di noi, preso dalle urgenze della vita quotidiana, si trova perso lungo la via che sta percorrendo. Le feste servono proprio a questo: a recuperare l’idea di un percorso pieno di senso. E di feste ce ne sono molte (la sapienza cristiana della Chiesa!) durante il mese: almeno una a settimana, la Domenica. Se riuscissimo a viverle con fermento!
Ieri per esempio è stato il modo migliore per introdurre il ricordo di oggi: quello dei defunti (anche qui, sapienza della Chiesa!). La morte è lo spauracchio di ogni uomo sulla faccia della terra. Tranne di quelli che credono autenticamente nella possibilità del Paradiso. Ma cos’è ‘sto Paradiso?
Siamo purtroppo incapaci di concentrarci su quali siano le vere bellezze della vita, altrimenti lo capiremmo subito cos’è il Paradiso. Siamo presi dal desiderio di non soffrire e non vedere la sofferenza, dal desiderio di avere i beni necessari ad apparire persone ammirabili, dal desiderio di sentirci amati come vogliamo noi, dal desiderio di costruire il mondo come lo vorremmo noi, dal desiderio di conquistare la fama e da altre forme del desiderio che derivano più o meno da quelle che ho espresso qui. Se lasciassimo spazio all’unico desiderio, che li fonda tutti ed è poi costretto a deperire quando i suoi pargoli - le sue creature – si trasformano dietro vere e proprie perversioni, ci troveremmo di fronte alla più grande delle verità: siamo in vita per vivere nell’eternità.
Il desiderio fondamentale è conoscere il Padre. Egli solo può dischiudere il senso della domanda che tutti portiamo nel cuore. “Perché mi trovo a vivere le gioie e i dolori (mai solo le une o solo gli altri, stiamo attenti) di questa vita misteriosa?” Questa domanda risolve le altre domande e l’eventuale risposta risolve le altre risposte: ecco perché il desiderio fondamentale è quello di conoscere il Padre nostro che è nei cieli. Un canto diffuso ma un po’ datato mi ha insegnato ad esprimermi così: “Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi... Scoprirai allora il cielo dentro di te!” Eccolo il Paradiso da conoscere e da desiderare. Ancora “Vivere la vita e generare ogni momento il paradiso, è quello che Dio vuole da te...” Eccolo il Paradiso! Vi lascio in fondo il testo della canzone del Gen Verde a cui mi riferisco e un link con cui ascoltare il brano; vorrei però concludere con l’origine di tutto.
Gesù, il Figlio, dice: Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv 10,30). Per questo affronta la sua missione di salvatore degli uomini fino alla morte, che teme, ma di cui non è schiavo. Non c’amore più grande – dice Gesù – che dare la propria vita per gli amici (Gv 15,13): ecco perché egli è amato dal Padre e dai fratelli. Ha amato il Padre e i fratelli a partire dalla consapevolezza che il Paradiso da cui viene e a cui torna è l’amore primigenio del Padre.
I Santi sono tutti santi perché sono tutti morti bene, vivendo il Paradiso a cui erano chiamati senza restare schiavi della paura del dolore e della morte (che restano come sfide ineliminabili).
Tutti Santi perché tutti morti bene. Tutti morti bene e, quindi, tutti vivi in eterno. Preghiamo perché noi e i nostri morti possiamo affrontare bene questo momento della vita.
Alla prossima!
Vivere la vita
con le gioie e coi dolori di ogni giorno,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita
e inabissarti nell'amore è il tuo destino,
è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui,
correre con i fratelli tuoi...
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
Vivere la vita
è l'avventura più
stupenda dell'amore,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita
e generare
ogni momento il paradiso
è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni
al mondo l'unità,
perché Dio sta nei fratelli tuoi...
Scoprirai allora
il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
Vivere perché ritorni
al mondo l'unità,
perché Dio sta nei fratelli tuoi...
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai,
una scia di luce lascerai.