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02
feb
2012
mar
31
gen
2012
“Giovani sognatori, figli di un padre sognatore”
Messaggio ai Giovani del MGS 2012
Miei amatissimi figli,
Giovani Carissimi del Movimento Giovanile Salesiano, scrivo a voi, come padre ed amico, per mezzo del mio nono Successore.
Ho ancora impresso nella mente e nel cuore l’incontro avuto con voi a Madrid, il 17 di agosto, nel grande cortile dell’ Istituto Salesiano di Atocha. Un’esperienza certamente indimenticabile dal punto di vista emotivo, ma soprattutto molto significativa dal punto di vista salesiano. Ho goduto nel vedere il vostro senso di responsabilità, la vostra fierezza di essere giovani impegnati nel vivere la propria fede. Ho ammirato il desiderio di investire bene la vostra vita, secondo il progetto di Dio ed il sogno che custodite nel cuore. Mi sono commosso nel vedervi pregare, accogliendo con gioia la Parola. È stato un incanto guardarvi immersi nel silenzio adorante di Gesù Eucaristia. Alla luce di tutto questo la vostra allegria mi è sembrata ancor più bella, più pura, più contagiante. Ho goduto poi nel vedere in mezzo a voi, insieme a tanti giovani animatori, molti Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra questi vari Ispettori, delegati e delegate di Pastorale Giovanile. È questo il loro posto! Presenti e attenti alla vostra vita, ai vostri desideri e nello stesso tempo fedeli accompagnatori della vostra crescita e del vostro cammino spirituale.
Ora sono felice di sapere che mi state preparando una grande festa per il 2015. Quassù, in cielo, guardando il volto di Gesù, conosciamo tutta la storia che si
svolge sulla terra. È una storia bellissima perché redenta, anche se, talvolta, voi ne vedete solo i risvolti drammatici. Diversamente da quanto forse pensate, non esistono distanze tra noi e
voi, poiché sapete bene che, dal momento in cui Gesù è entrato nella storia con il Suo Natale, non c’è nascita umana che non sia sacra, non c’è volto di bambino che non abbia impressa nei suoi
occhi la Luce splendente del Redentore. Questa vicinanza rende la mia presenza tra voi più autentica ed efficace, reale come ai tempi dell’Oratorio di Valdocco in Torino, con un vantaggio in più,
quello di potermi render vivo in tutte le presenze salesiane sparse in 130 paesi del mondo.
Vi parlo, dunque, come allora, più con il caldo linguaggio del cuore che con astratti argomenti logici, anche se riconosco, nella presente confusione ed evanescenza
del pensiero odierno, quanto siano importanti la chiarezza delle idee e la fondatezza delle convinzioni. Sono molti i messaggi e messaggini che ricevete, ma io vorrei che riattivaste con me i
canali di una comunicazione intensa, quella che intercorre tra inseparabili amici di lunga data, una comunicazione che è condivisione e dialogo.
Vorrei trovare le parole appropriate per correre lungo quel sentiero misterioso e complesso che giunge al vostro cuore, tante volte ferito dall’indifferenza degli
adulti o dal fallimento di amori traditi. Guardando i giovani di oggi nella scuola, allievi talvolta annoiati e demotivati, o sulle strade, scanzonati zingari senza meta, ho l’impressione di un
generale malessere, di un arrancare monotono nella quotidianità della loro vita. Scorgo alle volte, per analogia, lo stesso paesaggio che mi si presentò in sogno all’età di nove anni: una grande
moltitudine di giovani bisognosi di aiuto, di comprensione, di opportunità, di amore.
Per voi, per tutti i giovani ero stato scelto. A voi venni mandato dal Signore, anche se non capii subito, in tutta la sua importanza, la singolarità di quella
chiamata. «Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto: e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo per i miei
figli».
Dentro questa vostra moderna realtà ho la sensazione che, spesso, ai giovani manchi l’aria per respirare. Credo di poter dire che corrono il rischio di morire di
asfissia spirituale. La corruzione diffusa, il disinteresse nei loro confronti, la precarietà del futuro, reso incerto da un’economia impazzita, una religione ridotta a gelido schema
istituzionale ed una conseguente preghiera vuota di passione e di entusiasmo, una società o comunità familiari in cui si vivono spesso relazioni asettiche e in cui si scambiano parole impoverite
di senso e di calore, spengono lo slancio vitale ed inaridiscono ogni sorgente di buoni propositi.
In questo contesto segnato da povertà di valori e da una cultura di basso profilo, chiedo a voi giovani un salto di qualità, un'energia nuova, un gesto profetico per
annunciare ai vostri compagni, ai tanti amici "quiescenti", alle vostre famiglie talvolta “spente” o in difficoltà, un progetto di vita coraggioso, generato da profonde convinzioni umane e
religiose.
Non potete uscire dal pantano nel quale siete bloccati, non potete gustare aria di libertà fuori dalle prigioni di questo grigiore storico, se non è dato anche a voi
il tempo e la forza di sognare. Le visioni hanno trasformato i nostri padri in profeti capaci di incidere nella vita dei loro contemporanei.
“Il mio sogno … il vostro sogno … il sogno di Dio”
Quel sogno dei nove anni è stato l’evento che ha segnato la mia vita, che mi ha dato, con il passare del tempo, l’ispirazione per orientarmi nella scelta del campo
dove operare, la capacità di escogitare un indovinato sistema pedagogico per conquistare il vostro cuore, la temeraria pazienza di battermi per cambiare il mondo, il vostro
mondo.
Con l’aiuto del Signore invito anche voi, che siete la “speranza fatta carne”, a trovare, tra le tante suggestioni illusorie che vi raggiungono, il sogno che vi
rende persone creative, il sogno che ridesta la volontà assopita, che smuove le energie segrete, che dà la forza di affrontare e superare le inevitabili difficoltà della crescita, che dona
l’indomita fermezza di sostenere l'attesa del compimento senza pretendere subito ciò che si sogna.
Sognare con il cuore rivolto a Dio e con i piedi per terra non è evasione, ma significa aprire la propria vita a qualcosa di nuovo, che ancora non si conosce del
tutto, ma che si sente comunque significativo. Vuol dire proiettarsi verso qualcosa che ancora non si possiede, ma in cui ci si riconosce; vuol dire scoprire con intelligenza la presenza di “un
Dio che ci accompagna” nel fluire dei giorni. Nessun progetto, dal più modesto fino al più prestigioso, che riempia di senso l’esistenza, può diventare realtà senza essersi prima nutrito di un
sogno. È indispensabile, per fare scelte coraggiose dentro una società liquida, senza anima e povera di valori, ritrovare la forza di avere ampie visioni che sradichino l'uomo dalla sua
mediocrità e lo facciano camminare verso cieli nuovi e terra nuova.
Al compimento del 58° anno, per comando di Papa Pio IX, ho scritto la storia dei primi 40 anni della mia vita, cui ho dato come titolo «Memorie dell’Oratorio di San
Francesco di Sales». Non l’ho fatto certo per desiderio di immortalità o per bramosia di grandezza. Siamo eterni perché siamo nel cuore di Dio, amati e salvati dal Figlio suo, Gesù. È un gesto
che ho compiuto per amore, un testamento spirituale per esservi di aiuto nel presente e per il futuro. Vi invito a leggere questo “vissuto”, non tanto per una curiosità storica del mio passato,
quanto perché, tra le righe segnate di sangue e di sudore, scoprite che il fine di tutto è realizzare appieno la vita. Capirete che, quanti hanno responsabilità educative devono necessariamente
intendere la propria vita come un servizio d’amore, devono leggere il loro tempo come opportunità di accoglienza, devono acquisire sapere non per umiliare o manipolare, ma per “plasmare” il
cuore, per orientarlo a Cristo. L’educare ci rivela come innamorati di Dio e dell’uomo, perché è un esercizio pratico di carità.
Come Salesiani, perciò, educhiamo con un magistero di ascolto e di rispetto più che con la sferza e la predica, con un silenzio sofferto che rivela amore ed attesa
più che con il duro rimprovero, con l'autorità che sgorga dalla nostra vita coerente ed irreprensibile, più che con il potere che deriva da un ruolo o dalla legge. Educhiamo soprattutto con
l’amore. Se il nostro amore gratuito, riflesso della misericordia di Gesù, si eclissa, i giovani muoiono di freddo perché sopportano meno la notte degli affetti che l'ombra della
ragione.
Vorrei, mentre vi abbraccio tutti con affetto, rivelarvi il più grande segreto del mio cuore. Ho sempre creduto che la mia missione doveva avere una
caratterizzazione particolare: salvare i giovani attraverso i giovani. Ho sempre voluto che il mio amore per voi fosse missione condivisa da voi e che voi stessi diventaste apostoli dei giovani.
Uno può anche volere forzatamente una cosa o un ideale, ma se non trova la giusta modalità, la sua capacità di perseverare vacilla, perché ciò che non convince non può divenire meta stabile di
una vita. Come ai tempi di Isacco dobbiamo scavare nuovi pozzi, dar vita ad una nuova cultura, a nuovi modi di vivere insieme. Conto su di voi, scommetto la mia vita ancora una volta sulle vostre
capacità di rialzarvi, di ritrovare fiducia nella vita, intuizioni per programmarvi un futuro di solidarietà e di pace.
Nel formare il mio gruppo di Salesiani ho puntato tutto sui giovani ed è stata una folgorazione vincente. Solo voi giovani avete le potenzialità di trasformare le
vostre conoscenze in sapienza, e di immettere questa sapienza nella vita. Non ripiegatevi su voi stessi, viandanti stanchi e rassegnati, ma interpretate la vostra condizione umana come “avventura
divina”, coinvolgendovi ed integrandovi con tutti i figli di Dio sparsi nel mondo, nella splendida Storia della salvezza.
Siate i nuovi profeti, uomini capaci di indicare nello smarrimento degli spiriti la via da percorrere, nell'incertezza del variabile il nuovo che Dio fa germogliare
nel cuore e nella storia. Il senso della vita, come profezia e come missione, diventa un tesoro immenso per la società.
Non c'è più tempo né spazio per la mediocrità, poiché la tiepidezza e il grigiore spirituale ci stanno forzando a nutrirci degli scarti culturali del nostro tempo.
Non sciupate, cari giovani, la vostra giovinezza vivendola superficialmente, senza bussola e senza energia! Sognate in grande! Fate cose grandi nella vostra vita!
La vita è testimonianza nella misura in cui rende visibile la grandezza di cui è costituita, nella misura in cui vince le paure che la intimidiscono, nella misura in
cui fa risuonare con forza parole vere e sensate. Siate testimoni pronti a rischiare, non perché vi fidate della vostra forza, ma perché sapete fare della debolezza lo strumento affinché appaia
l'agire efficace di Dio. Scendete ai marciapiedi del quotidiano e percorrete le strade della vita ordinaria, dove tanti vostri amici spendono la propria esistenza nella ricerca spesso vana della
felicità. Gridate a loro la vostra voglia di cambiamento.
Siate sentinelle, pronte a lanciare segnali d’amore in grado di suscitare speranza e coraggio di vivere, liberi e lucidi interpreti delle esigenze del Vangelo. Siate
cittadini che spendono un po’ di vita per il bene comune, in spirito solidaristico ed attento alle realtà territoriali.
L’abbandono delle istituzioni può ingenerare scetticismo; la mancanza di padri, quali fari di luce nella notte tempestosa, può lasciarvi senza stella polare che
indichi la rotta, in balia al naufragio drammatico dei più puri sentimenti soffocati dalla corsa al successo, al guadagno personale, al piacere superficiale. Tutte queste sfide rimettono
continuamente in gioco il senso della vita. Trovate il sogno che vi restituisca i valori che aiutano ad andare avanti e danno forza per superare le difficoltà. Non vogliate camminare da soli, ma
piuttosto stando “insieme”, rafforzando il sentimento di responsabilità verso voi stessi e verso gli altri, sviluppando l’attitudine alla solidarietà, che, spezzando l’isolamento, vi irrobustisca
nella ricerca del senso della vita più che del successo.
Promuovete una cultura della solidarietà, coltivate atteggiamenti di servizio disinteressato, aumentando in cuore la consapevolezza della necessità di contrapporsi
alle mille forme di persistente egoismo di cui è affetta la società. Il volontariato è "una scuola di vita, un fattore peculiare di umanizzazione", di apertura ai
valori.
Cari giovani, sapete come mi state a cuore. Vi penso sempre nel Signore e sempre vi penso in quella grande famiglia che è la Chiesa. Per questo mi è caro chiudere
questo mio messaggio con alcuni pensieri che il Papa Benedetto XVI ha espresso in un suo messaggio natalizio. Mi pare che queste sue parole traccino per tutti noi una rotta, un itinerario, un
progetto di vita. elemento
Parlando alla curia vaticana, il Santo Padre si è riferito alla GMG 2011, svoltasi a Madrid, come “una forma nuova, ringiovanita d’essere cristiani”. E proprio di
quella Giornata Mondiale della Gioventù ha voluto sottolineare cinque principali aspetti che hanno caratterizzato l’evento indimenticabile. Possono essere cinque vie per annunciare e testimoniare
Cristo oggi, a un mondo che sembra stanco ed annoiato della proposta cristiana.
Il primo aspetto. La partecipazione di giovani procedenti da tutte le parti del mondo, con diversità di razze, popoli, lingue e culture, ha evidenziato “una nuova
esperienza di cattolicità, della universalità della Chiesa”, che ci fa scoprire che tutti siamo fratelli e sorelle, uniti in una sola famiglia, toccati dall’unico Signore, Gesù, e condividendo
una comune liturgia. Questa non è una idea, bensì una reale esperienza.
Secondo: l’impegno generoso e gioioso di migliaia di volontari ha messo in rilievo questo nuovo modo di essere uomini, di essere cristiani. “Essere per gli altri è
una cosa bella”. La vita e il tempo trovano il loro pieno significato quando vengono donati liberamente, quando non si conservano per sé.
Terzo: l’intenso silenzio alla presenza del Santissimo Sacramento, in atteggiamento di adorazione, è espressione della fede in questa sorgente di spiritualità, che
dà l’energia per la consegna della propria vita. Il Signore Risorto è presente ovunque, ma in modo speciale nell’ Eucaristia.
Quarto: l’accostarsi al Sacramento della Penitenza ha mostrato che, pur essendo stati creati da Dio e quindi destinati a raggiungere la pienezza di vita che viene
dall’Amore, sperimentiamo in noi la forza del male che ci porta all’egoismo nelle più variegate forme. Questa condizione ci rende consapevoli che siamo bisognosi del perdono, perdono che è segno
anche di responsabilità.
Infine: la gioia, che proviene dalla fede, dalla certezza d’essere voluti, accolti, benvoluti, amati da Dio, da Qualcuno che ci dice “è buono che tu ci sia”, da
Qualcuno che ha pensato a noi e a un progetto per noi.
In sintesi, la “nuova evangelizzazione” è un appello a essere insieme, a essere per gli altri, ad adorare Dio, ad ottenere il suo perdono, ad affidarci al suo amore.
Ecco la strada che apre alla gioia.
Un saluto pieno di affetto, miei cari amici! Mentre pensate a Me, sappiate che anch’ io penso a voi. Vi porto nel cuore, il luogo dove ospito le persone più care. Mi
ricordo di voi e vi sostengo con la mia preghiera presso Gesù, perché siate sua immagine, facendo della vostra vita un dono. Solo così incontrerete la felicità, la gioia di un sogno che,
spalancandovi al Mistero di Dio, vi permetterà di navigare verso acque limpide e profonde, verso quella pienezza di potenzialità che Dio da sempre ha seminato nei nostri cuori.
Con l’amore di un padre.
Roma, 31 gennaio 2012
Il vostro don Bosco
lun
30
gen
2012
Domani celebreremo la festa di San Giovanni Bosco in tutto il mondo; andiamo a vedere da vicino come si vivrà questa festa nell'Italia centrale!
Seguono le locandine trasmesse dalle Case Salesiane dell'Italia centrale sulla nostra pagina di Facebook "Spazio MGS"!
Attendiamo ulteriori vostre segnalazioni, comunicateci quanto di bello avete vissuto in questi giorni o vi apprestate a vivere nelle vostre Case!
mar
10
gen
2012
Quest'anno il mini-campo invernale dell’Oratorio Salesiano di Vasto rivolto agli universitari (e per la prima volta anche ai ragazzi del 5° superiore) si è svolto ad Assisi e dintorni, ripercorrendo la vita di San Francesco. Eravamo 12 ragazzi accompagnati da don Giorgio e dalla famiglia Colonna.
"Il tempo per Dio non è mai troppo" e ci volevano proprio due giorni per "staccare la spina", nonostante il periodo festivo ricco di celebrazioni, per stare con gli amici di sempre, per pregare e per visitare luoghi così importanti per la vita di un cristiano, che per alcuni di noi erano nuovi!
Il 27 dicembre, dopo la messa delle ore 7, siamo partiti facendo tappa a Spoleto a metà mattina. Abbiamo percorso il paese a piedi, abbiamo visitato il maestoso duomo e subito dopo pranzo siamo ripartiti alla volta di Assisi. Nel primo pomeriggio ci siamo fermati a Rivotorto (frazione di Assisi) per visitare il santuario francescano del Sacro Tugurio, luogo dove, secondo la tradizione san Francesco redasse la prima regola, dopo aver deciso di vivere la propria vita seguendo quanto scritto nel Vangelo “sine glossa”. Percorrendo a piedi la "via della luce" siamo giunti nel centro di Assisi; abbiamo visitato la Basilica di san Francesco, la basilica di santa Chiara, dove abbiamo pregato il vespro assieme alle clarisse, e la cattedrale di san Rufino: tutti luoghi molto suggestivi. Non è mancato il tempo per gustare la deliziosa atmosfera natalizia che c'era in quelle vie affollate, adornate ed illuminate.
La serata l’abbiamo passata a Perugia, presso l’ostello internazionale della gioventù; dopo cena abbiamo avuto un momento di condivisione sulla giornata. Il giorno dopo abbiamo terminato la nostra visita ad Assisi, con la chiesa di san Damiano e la basilica di santa Maria degli Angeli, dove al suo interno è presente la Porziuncola, la cappellina dove san Francesco pregava e dove ha vissuto il transito. Dopo aver pranzato siamo saliti all'eremo delle carceri,dove abbiamo celebrato l'Eucarestia. Nel tardo pomeriggio infine, abbiamo fatto ritorno a casa.
ORATORIO SALESIANO DI VASTO
mer
04
gen
2012
Sai Cantare? Ti piace Scrivere Testi? Hai un Gruppo Musicale? La Musica è la tua passione? Nulla di tutto ciò ma ci vuoi provare lo stesso?
Partecipa! Attendiamo con ansia il Nuovo Inno Forum!
Dopo Roma e Firenze Loreto ci attende più carichi di sempre!
In palio un'arrangiamento e una registrazione professionale dell'Inno e n°1 Borsa di studio presso la Hope Music School di Roma dal 18 al 26 Febbraio 2012
Non perdere questa occasione!
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dom
04
dic
2011
Il 26 e il 27 novembre si è svolto nel nostro oratorio il primo incontro del GxG e del GR ADO rivolto a tutti i ragazzi delle superiori. Eravamo in 64, provenienti dai diversi oratori salesiani dell’Abruzzo; si sono uniti a noi anche alcuni ragazzi di una parrocchia di Pescara che stanno cercando di creare una realtà come la nostra. L’attività di sabato, per noi del GXG, è iniziata con la visione di un video che conteneva diverse opinioni inerenti il rapporto che i giovani hanno con la chiesa.
Don Giorgio ci ha esposto i principi su cui la chiesa si fonda, vedendo nei laici veri figli di Dio e fratelli in Gesù Cristo, compartecipi e protagonisti. Gesù deve essere il nostro esempio da seguire, poiché ha vissuto le nostre stesse esperienze e seguendoLo abbiamo la possibilità di vivere la nostra vita alla grande!
Una frase che ci ha colpito maggiormente è quella di Giovanni Paolo II: "la chiesa serve l'uomo e gli indica la via del vero amore, nella quale soltanto egli può trovare il vero Dio".
Dopo una serata allegra trascorsa in compagnia dei nostri "nuovi compagni di cammino", abbiamo fatto una semplice ma intensa adorazione eucaristica, concludendo la serata con la "tipica buonanotte salesiana" a cura di suor Rita.
La domenica mattina, destati di buon mattino e fatta un'abbondante colazione, abbiamo fatto una preghiera, per poi riprendere le attività lasciate il giorno precedente guidati questa volta, da suor Rita. Abbiamo visto uno spezzone del film sulla vita del cardinal Romero, e letto vari scritti di San Giovanni Crisostomo, Carlo Carretto, Giovanni Paolo II, della I lettera ai Corinzi e della lettera agli Efesini. Si è paragonata la chiesa ad un corpo, del quale Cristo ne è il capo, noi siamo le membra. Dio è veramente l'unico che è capace di fare le "cose nuove", specialmente i nostri cuori. Questo è il lavoro di Cristo e questo è il lavoro della Chiesa.
Infine, in tarda mattinata abbiamo partecipato alla S. Messa. Il tutto si è concluso al termine del pranzo, con i saluti e il ritorno nei rispettivi oratori, non prima di averci dato appuntamento al prossimo incontro, che si terrà ad Ortona il 4 e il 5 febbraio 2012. Questa prima esperienza è stata molto costruttiva anche perchè abbiamo iniziato l'Avvento in maniera diversa. Noi ragazzi speriamo mediante questo cammino, di maturare, e crescere saldi nella fede.
FRANCESCA SIMONE E LUDOVICA
gio
01
dic
2011
Domenica 27 novembre i ragazzi dell’oratorio di Macerata sono andati con entusiasmo e grinta al 2° incontro del GR Leader presso l’oratorio Civitanova Marche; un’ esperienza fantastica, che ci fa conoscere nella realtà di oggi la figura di Don Bosco un Leader, e sarà proprio questo il tema finale dei vari incontri.
Questa giornata, iniziata con stanchezza a causa del risveglio alle 7:30 con la successiva partenza dalla stazione del treno alle 8, ci ha portati a rincontrare i ragazzi degli oratori di Civitanova Marche, Ancona, Porto Recanati e Vasto; dopo un’oretta libera per il parco ecco iniziare le varie attività.
La cosa fondamentale prima di iniziare una giornata è conoscere le persone che ci sono intorno, per questo ognuno di noi si è presentato; in seguito gli animatori, aiutati dei vari salesiani, ci hanno esposto il tema della giornata: la “Generosità”, facendoci ascoltare la canzone: “Impara a dare più di quello che hai e lascia sempre più di quello che c’è” tratta dal film “Giuseppe – Il Re dei Sogni”. Come preparazione alla messa abbiamo trascorso alcuni minuti di Deserto, dove ci veniva richiesto di pensare e rispondere ad alcune domande riguardo i doni che il signore ci dà, mentre alcuni sacerdoti erano a nostra disposizione per le confessioni.
Dopodiché ecco l’ora della famosa ed attesa divisione per gruppi, momento ideale per conoscersi e divertirsi. Ai vari gruppi sono stati dati dei fogli dove in ognuno vi era scritta una parte della storia di Giuseppe, richiedendoci di interpretarla per far capire agli altri ragazzi che cosa stava accadendo; un momento impegnativo dove, dopo aver scherzato e riso, bisognava mettere da parte il divertimento e tirare fuori l’impegno e il talento.
Alle 12:30 ci siamo recati in chiesa per la Santa Messa della 1° domenica di Avvento dove il vangelo ci ricordava come il Signore possa arrivare in qualsiasi momento e come quindi sia necessario “vegliare” e non addormentarsi mai.
Dopo uno sfizioso pranzo a base di panini e acqua, tutti i ragazzi, maschi e femmine (Dio li creò!, ndr), hanno giocato a calcio, una partita fantastica, perché dopo una corsetta
c’era sempre una risata, dopo uno sbaglio nessuno ti rimproverava, ma tutti ti sorridevano. Grondanti di sudore ci siamo nuovamente divisi in gruppi per continuare il lavoro iniziato
prima; quando eravamo tutti pronti ogni gruppo ha rappresentato la propria scenetta ed il risultato è stato la completa storia di Giuseppe interpretata non da attori né da famosi interpreti, ma
da giovani ragazzi che con divertimento, impegno e volontà hanno dato il massimo.
La giornata era giunta ormai al termine, o almeno così si pensava, e dopo una merenda con dei dolci offerti dagli animatori era ora di salutare tutte le nuove amicizie e tornare
alla vita di tutti i giorni. Arrivati alla stazione un inaspettato imprevisto: sullo schermo dei treni c’era scritto “Civitanova – Macerata SOPPRESSO”.
Nessuno di noi se lo aspettava, e dopo un attimo di sorpresa e tristezza, la stanchezza ormai aveva preso il sopravvento, abbiamo chiamato i genitori che sempre pronti a fare tutto per i figli si sono precipitati per farci tornare a casa “sani e salvi”!
Ora la giornata sembrava veramente conclusa, l’avevamo trascorsa al meglio e siamo tornati a casa con un insegnamento in più: “Aiutare”, soprattutto in famiglia, perché impigrirsi e arrendersi tutti i giorni davanti al divano ci impedisce di “Risplendere nel Cielo”.
Nicol (Macerata)
ven
28
ott
2011
Carissimo/a amico/a, è passato ormai un mese dalla stupenda esperienza della GMG a Madrid. Nei nostri occhi, come nei tuoi, scorrono ancora le immagini di moltitudini di giovani che hanno vissuto un'esperienza unica di incontro con Cristo e risuonano le parole del Papa. Per noi del Movimento Giovanile Salesiano, poi, questa GMG è stata ancora più speciale!
La giornata del 17 agosto ad Atocha ha allargato gli orizzonti di un movimento che è mondiale e che in quel cortile ha espresso tutta la sua forza nella preghiera come nella festa, nel silenzio come nella musica. Quello stesso cortile ha poi accolto due giorni dopo l'incontro del MGS Italia, per la prima volta tutto insieme. Tante provenienze, tante ispettorie, tante inflessioni dialettali, ma un'unica voglia di stare insieme nel nome di don Bosco. È stato un momento che ha segnato la storia del nostro movimento, battezzato da presenze importanti e da parole forti, come quelle di don Frisoli e del Rettor Maggiore. Abbiamo capito e toccato con mano che insieme siamo una forza e possiamo dare vita in maniera più energica al sogno di don Bosco. "Noi siamo don Bosco oggi" ci ha ripetutto più volte la Madre Generale. La GMG di Madrid è un cammino dal quale non si può tornare indietro e traccia una strada in cui anche tu sei coinvolto per portare agli altri quello che hai vissuto, come ci ha richiamato Benedetto XVI. Ti ringraziamo per avere dato vita, insieme a tutti gli altri 1537 italiani del MGS, al desiderio di essere tutti un corpo solo. Hai preso parte ad un'esperienza da lungo tempo voluta, desiderata e preparata. Con un'ottantina di giovani come te abbiamo lavorato per un anno intero in tutta Italia per preparare liturgie, animazioni, formazione, logistica, segreteria (a loro va il nostro grazie più grande). Certo non sarà mancata qualche difficoltà o qualche scomodità, ma la gioia che abbiamo visto negli occhi di ciascuno di voi è stata un dono più grande di tutti gli imprevisti. Volevamo condividere con te queste riflessioni, questi pensieri ancora emozionati. Vogliamo affidare a te, insieme a tutti gli altri, il cammino del MGS Italia affinché questo sogno continui. Vogliamo affidartelo nella preghiera e anche nell'azione.
Vogliamo che tu ti prenda a cuore questo sogno. Vogliamo tenerci in contatto attraverso due mezzi semplici ma che grazie al contributo di ciascuno si stanno riempiendo di significato:
Iscriviti alla pagina facebook: http://www.facebook.com/mgsitalia Visita il sito: http://www.mgsitalia.it/
Il Movimento Giovanile Salesiano è una storia che continua perché vissuta da giovani con il cuore di don Bosco!
Buon viaggio insieme.
Emanuele, Chiara, Marco, Giorgia, Ivana,
don Luigi, Sr Giuseppina, Marco, Orazio
cioè la Segreteria Nazionale "allargata" per la GMG!
lun
01
ago
2011
dom
03
lug
2011
Luglio 1846 - Don Bosco giace in una stanzetta, più bianco delle lenzuola. “Infiammazione polmonare violenta". Margherita cava la corona del Rosario e un grosso fazzoletto dalla tasca della veste. Con la destra asciuga a Giovanni il sudore, con la sinistra sgrana il Rosario, e ogni tanto dice: “Madonna santa, l’ho consacrato a te. Non farmelo morire”.
Presto si accorge di non essere sola a pregare. I poveri ragazzi dell’Oratorio si stanno passando la notizia:
“Don Bosco sta morendo!”. E alla sera Mamma Margherita vede arrivare gruppi di ragazzi miseri. Hanno ancora gli abiti imbrattati dal lavoro. Li vede piangere, pregare con le parole dei poveri: “Signore, non fatelo morire. Se muore, chi penserà a noi?”.
Mamma Margherita capisce il bene grande che suo figlio sta facendo.
Più la sera avanza, più ragazzi si affollano alla porta. Don Bosco li sente, e prega sua madre di aprire le porte. “Almeno – dice – morirò assistito da voi”.
Margherita vede in un istante il letto di suo figlio assiepato di ragazzi. I più piccolini si alzano sulla punta dei piedi e dicono: “Don Bosco, sono qui!”.
La Madonna ascoltò quei ragazzi e la mamma di Don Bosco. Nelle sue Memorie egli scrisse: «Era un sabato sera, e si credeva quella notte essere l’ultima di mia vita. Invece presi sonno. Quando mi svegliai ero fuori pericolo».
Margherita vide scoppiare la gioia tra quei ragazzi come un fuoco di artificio.
In questo momento tutto il movimento giovanile dell' Italia Centrale è unito nella preghiera. Forza dFla!