gio

02

feb

2012

Vincitore Concorso Inno Forum 2012

Siamo Lieti di comunicarvi che il Vincitore del
"Concorso INNO FORUM LORETO 2012"
è

il gruppo dell'Oratorio di MACERATA composto da 
Lucia Monachesi, Filippo Micozzi e Francesco Vecchione.

che si aggiudica n°1 Borsa di studio per Compautori alla Hope Music di Roma
un Arrangiamento e una Registrazione Professionale in Studio
l'essere uno dei tanti protagonisti del Prossimo Forum!

di seguito gli altri partecipanti:
2° Posto - Oratorio di Terni
3° Posto - William Cossu ( Sardegna )
4° Posto - Oratorio di Livorno Sdb
5° Posto - Oratorio Civitanova Marche
6° Posto - Oratorio Speranza
7° Posto - Oratorio di Macerata ( Pietrella )
8° Posto - Don Carlo Russo ( fuori età )
RINGRAZIAMO TUTTI I PARTECIPANTI
A Breve avremmo su tutta la rete l'Inno del Forum Originale
da Ascoltare e Cantare!!!
La Segreteria MGS Italia Centrale
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mar

31

gen

2012

Messaggio del Rettor Maggiore al MGS 2012

“Giovani sognatori, figli di un padre sognatore”
Messaggio ai Giovani del MGS 2012
Miei amatissimi figli,
Giovani Carissimi del Movimento Giovanile Salesiano, scrivo a voi, come padre ed amico, per mezzo del mio nono Successore.

Ho ancora impresso nella mente e nel cuore l’incontro avuto con voi a Madrid, il 17 di agosto, nel grande cortile dell’ Istituto Salesiano di Atocha. Un’esperienza certamente indimenticabile dal punto di vista emotivo, ma soprattutto molto significativa dal punto di vista salesiano. Ho goduto nel vedere il vostro senso di responsabilità, la vostra fierezza di essere giovani impegnati nel vivere la propria fede. Ho ammirato il desiderio di investire bene la vostra vita, secondo il progetto di Dio ed il sogno che custodite nel cuore. Mi sono commosso nel vedervi pregare, accogliendo con gioia la Parola. È stato un incanto guardarvi immersi nel silenzio adorante di Gesù Eucaristia. Alla luce di tutto questo la vostra allegria mi è sembrata ancor più bella, più pura, più contagiante. Ho goduto poi nel vedere in mezzo a voi, insieme a tanti giovani animatori, molti Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra questi vari Ispettori, delegati e delegate di Pastorale Giovanile. È questo il loro posto! Presenti e attenti alla vostra vita, ai vostri desideri e nello stesso tempo fedeli accompagnatori della vostra crescita e del vostro cammino spirituale.

Ora sono felice di sapere che mi state preparando una grande festa per il 2015. Quassù, in cielo, guardando il volto di Gesù, conosciamo tutta la storia che si svolge sulla terra. È una storia bellissima perché redenta, anche se, talvolta, voi ne vedete solo i risvolti drammatici. Diversamente da quanto forse pensate, non esistono distanze tra noi e voi, poiché sapete bene che, dal momento in cui Gesù è entrato nella storia con il Suo Natale, non c’è nascita umana che non sia sacra, non c’è volto di bambino che non abbia impressa nei suoi occhi la Luce splendente del Redentore. Questa vicinanza rende la mia presenza tra voi più autentica ed efficace, reale come ai tempi dell’Oratorio di Valdocco in Torino, con un vantaggio in più, quello di potermi render vivo in tutte le presenze salesiane sparse in 130 paesi del mondo. 
Vi parlo, dunque, come allora, più con il caldo linguaggio del cuore che con astratti argomenti logici, anche se riconosco, nella presente confusione ed evanescenza del pensiero odierno, quanto siano importanti la chiarezza delle idee e la fondatezza delle convinzioni. Sono molti i messaggi e messaggini che ricevete, ma io vorrei che riattivaste con me i canali di una comunicazione intensa, quella che intercorre tra inseparabili amici di lunga data, una comunicazione che è condivisione e dialogo. 
Vorrei trovare le parole appropriate per correre lungo quel sentiero misterioso e complesso che giunge al vostro cuore, tante volte ferito dall’indifferenza degli adulti o dal fallimento di amori traditi. Guardando i giovani di oggi nella scuola, allievi talvolta annoiati e demotivati, o sulle strade, scanzonati zingari senza meta, ho l’impressione di un generale malessere, di un arrancare monotono nella quotidianità della loro vita. Scorgo alle volte, per analogia, lo stesso paesaggio che mi si presentò in sogno all’età di nove anni: una grande moltitudine di giovani bisognosi di aiuto, di comprensione, di opportunità, di amore.
Per voi, per tutti i giovani ero stato scelto. A voi venni mandato dal Signore, anche se non capii subito, in tutta la sua importanza, la singolarità di quella chiamata. «Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto: e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo per i miei figli». 
Dentro questa vostra moderna realtà ho la sensazione che, spesso, ai giovani manchi l’aria per respirare. Credo di poter dire che corrono il rischio di morire di asfissia spirituale. La corruzione diffusa, il disinteresse nei loro confronti, la precarietà del futuro, reso incerto da un’economia impazzita, una religione ridotta a gelido schema istituzionale ed una conseguente preghiera vuota di passione e di entusiasmo, una società o comunità familiari in cui si vivono spesso relazioni asettiche e in cui si scambiano parole impoverite di senso e di calore, spengono lo slancio vitale ed inaridiscono ogni sorgente di buoni propositi. 
In questo contesto segnato da povertà di valori e da una cultura di basso profilo, chiedo a voi giovani un salto di qualità, un'energia nuova, un gesto profetico per annunciare ai vostri compagni, ai tanti amici "quiescenti", alle vostre famiglie talvolta “spente” o in difficoltà, un progetto di vita coraggioso, generato da profonde convinzioni umane e religiose. 
Non potete uscire dal pantano nel quale siete bloccati, non potete gustare aria di libertà fuori dalle prigioni di questo grigiore storico, se non è dato anche a voi il tempo e la forza di sognare. Le visioni hanno trasformato i nostri padri in profeti capaci di incidere nella vita dei loro contemporanei. 

“Il mio sogno … il vostro sogno … il sogno di Dio” 

Quel sogno dei nove anni è stato l’evento che ha segnato la mia vita, che mi ha dato, con il passare del tempo, l’ispirazione per orientarmi nella scelta del campo dove operare, la capacità di escogitare un indovinato sistema pedagogico per conquistare il vostro cuore, la temeraria pazienza di battermi per cambiare il mondo, il vostro mondo. 
Con l’aiuto del Signore invito anche voi, che siete la “speranza fatta carne”, a trovare, tra le tante suggestioni illusorie che vi raggiungono, il sogno che vi rende persone creative, il sogno che ridesta la volontà assopita, che smuove le energie segrete, che dà la forza di affrontare e superare le inevitabili difficoltà della crescita, che dona l’indomita fermezza di sostenere l'attesa del compimento senza pretendere subito ciò che si sogna. 
Sognare con il cuore rivolto a Dio e con i piedi per terra non è evasione, ma significa aprire la propria vita a qualcosa di nuovo, che ancora non si conosce del tutto, ma che si sente comunque significativo. Vuol dire proiettarsi verso qualcosa che ancora non si possiede, ma in cui ci si riconosce; vuol dire scoprire con intelligenza la presenza di “un Dio che ci accompagna” nel fluire dei giorni. Nessun progetto, dal più modesto fino al più prestigioso, che riempia di senso l’esistenza, può diventare realtà senza essersi prima nutrito di un sogno. È indispensabile, per fare scelte coraggiose dentro una società liquida, senza anima e povera di valori, ritrovare la forza di avere ampie visioni che sradichino l'uomo dalla sua mediocrità e lo facciano camminare verso cieli nuovi e terra nuova. 
Al compimento del 58° anno, per comando di Papa Pio IX, ho scritto la storia dei primi 40 anni della mia vita, cui ho dato come titolo «Memorie dell’Oratorio di San Francesco di Sales». Non l’ho fatto certo per desiderio di immortalità o per bramosia di grandezza. Siamo eterni perché siamo nel cuore di Dio, amati e salvati dal Figlio suo, Gesù. È un gesto che ho compiuto per amore, un testamento spirituale per esservi di aiuto nel presente e per il futuro. Vi invito a leggere questo “vissuto”, non tanto per una curiosità storica del mio passato, quanto perché, tra le righe segnate di sangue e di sudore, scoprite che il fine di tutto è realizzare appieno la vita. Capirete che, quanti hanno responsabilità educative devono necessariamente intendere la propria vita come un servizio d’amore, devono leggere il loro tempo come opportunità di accoglienza, devono acquisire sapere non per umiliare o manipolare, ma per “plasmare” il cuore, per orientarlo a Cristo. L’educare ci rivela come innamorati di Dio e dell’uomo, perché è un esercizio pratico di carità. 
Come Salesiani, perciò, educhiamo con un magistero di ascolto e di rispetto più che con la sferza e la predica, con un silenzio sofferto che rivela amore ed attesa più che con il duro rimprovero, con l'autorità che sgorga dalla nostra vita coerente ed irreprensibile, più che con il potere che deriva da un ruolo o dalla legge. Educhiamo soprattutto con l’amore. Se il nostro amore gratuito, riflesso della misericordia di Gesù, si eclissa, i giovani muoiono di freddo perché sopportano meno la notte degli affetti che l'ombra della ragione. 
Vorrei, mentre vi abbraccio tutti con affetto, rivelarvi il più grande segreto del mio cuore. Ho sempre creduto che la mia missione doveva avere una caratterizzazione particolare: salvare i giovani attraverso i giovani. Ho sempre voluto che il mio amore per voi fosse missione condivisa da voi e che voi stessi diventaste apostoli dei giovani. Uno può anche volere forzatamente una cosa o un ideale, ma se non trova la giusta modalità, la sua capacità di perseverare vacilla, perché ciò che non convince non può divenire meta stabile di una vita. Come ai tempi di Isacco dobbiamo scavare nuovi pozzi, dar vita ad una nuova cultura, a nuovi modi di vivere insieme. Conto su di voi, scommetto la mia vita ancora una volta sulle vostre capacità di rialzarvi, di ritrovare fiducia nella vita, intuizioni per programmarvi un futuro di solidarietà e di pace.
Nel formare il mio gruppo di Salesiani ho puntato tutto sui giovani ed è stata una folgorazione vincente. Solo voi giovani avete le potenzialità di trasformare le vostre conoscenze in sapienza, e di immettere questa sapienza nella vita. Non ripiegatevi su voi stessi, viandanti stanchi e rassegnati, ma interpretate la vostra condizione umana come “avventura divina”, coinvolgendovi ed integrandovi con tutti i figli di Dio sparsi nel mondo, nella splendida Storia della salvezza.
Siate i nuovi profeti, uomini capaci di indicare nello smarrimento degli spiriti la via da percorrere, nell'incertezza del variabile il nuovo che Dio fa germogliare nel cuore e nella storia. Il senso della vita, come profezia e come missione, diventa un tesoro immenso per la società.
Non c'è più tempo né spazio per la mediocrità, poiché la tiepidezza e il grigiore spirituale ci stanno forzando a nutrirci degli scarti culturali del nostro tempo. Non sciupate, cari giovani, la vostra giovinezza vivendola superficialmente, senza bussola e senza energia! Sognate in grande! Fate cose grandi nella vostra vita!
La vita è testimonianza nella misura in cui rende visibile la grandezza di cui è costituita, nella misura in cui vince le paure che la intimidiscono, nella misura in cui fa risuonare con forza parole vere e sensate. Siate testimoni pronti a rischiare, non perché vi fidate della vostra forza, ma perché sapete fare della debolezza lo strumento affinché appaia l'agire efficace di Dio. Scendete ai marciapiedi del quotidiano e percorrete le strade della vita ordinaria, dove tanti vostri amici spendono la propria esistenza nella ricerca spesso vana della felicità. Gridate a loro la vostra voglia di cambiamento.
Siate sentinelle, pronte a lanciare segnali d’amore in grado di suscitare speranza e coraggio di vivere, liberi e lucidi interpreti delle esigenze del Vangelo. Siate cittadini che spendono un po’ di vita per il bene comune, in spirito solidaristico ed attento alle realtà territoriali.
L’abbandono delle istituzioni può ingenerare scetticismo; la mancanza di padri, quali fari di luce nella notte tempestosa, può lasciarvi senza stella polare che indichi la rotta, in balia al naufragio drammatico dei più puri sentimenti soffocati dalla corsa al successo, al guadagno personale, al piacere superficiale. Tutte queste sfide rimettono continuamente in gioco il senso della vita. Trovate il sogno che vi restituisca i valori che aiutano ad andare avanti e danno forza per superare le difficoltà. Non vogliate camminare da soli, ma piuttosto stando “insieme”, rafforzando il sentimento di responsabilità verso voi stessi e verso gli altri, sviluppando l’attitudine alla solidarietà, che, spezzando l’isolamento, vi irrobustisca nella ricerca del senso della vita più che del successo.
Promuovete una cultura della solidarietà, coltivate atteggiamenti di servizio disinteressato, aumentando in cuore la consapevolezza della necessità di contrapporsi alle mille forme di persistente egoismo di cui è affetta la società. Il volontariato è "una scuola di vita, un fattore peculiare di umanizzazione", di apertura ai valori. 
Cari giovani, sapete come mi state a cuore. Vi penso sempre nel Signore e sempre vi penso in quella grande famiglia che è la Chiesa. Per questo mi è caro chiudere questo mio messaggio con alcuni pensieri che il Papa Benedetto XVI ha espresso in un suo messaggio natalizio. Mi pare che queste sue parole traccino per tutti noi una rotta, un itinerario, un progetto di vita. elemento
Parlando alla curia vaticana, il Santo Padre si è riferito alla GMG 2011, svoltasi a Madrid, come “una forma nuova, ringiovanita d’essere cristiani”. E proprio di quella Giornata Mondiale della Gioventù ha voluto sottolineare cinque principali aspetti che hanno caratterizzato l’evento indimenticabile. Possono essere cinque vie per annunciare e testimoniare Cristo oggi, a un mondo che sembra stanco ed annoiato della proposta cristiana. 
Il primo aspetto. La partecipazione di giovani procedenti da tutte le parti del mondo, con diversità di razze, popoli, lingue e culture, ha evidenziato “una nuova esperienza di cattolicità, della universalità della Chiesa”, che ci fa scoprire che tutti siamo fratelli e sorelle, uniti in una sola famiglia, toccati dall’unico Signore, Gesù, e condividendo una comune liturgia. Questa non è una idea, bensì una reale esperienza.
Secondo: l’impegno generoso e gioioso di migliaia di volontari ha messo in rilievo questo nuovo modo di essere uomini, di essere cristiani. “Essere per gli altri è una cosa bella”. La vita e il tempo trovano il loro pieno significato quando vengono donati liberamente, quando non si conservano per sé.
Terzo: l’intenso silenzio alla presenza del Santissimo Sacramento, in atteggiamento di adorazione, è espressione della fede in questa sorgente di spiritualità, che dà l’energia per la consegna della propria vita. Il Signore Risorto è presente ovunque, ma in modo speciale nell’ Eucaristia.
Quarto: l’accostarsi al Sacramento della Penitenza ha mostrato che, pur essendo stati creati da Dio e quindi destinati a raggiungere la pienezza di vita che viene dall’Amore, sperimentiamo in noi la forza del male che ci porta all’egoismo nelle più variegate forme. Questa condizione ci rende consapevoli che siamo bisognosi del perdono, perdono che è segno anche di responsabilità.
Infine: la gioia, che proviene dalla fede, dalla certezza d’essere voluti, accolti, benvoluti, amati da Dio, da Qualcuno che ci dice “è buono che tu ci sia”, da Qualcuno che ha pensato a noi e a un progetto per noi.
In sintesi, la “nuova evangelizzazione” è un appello a essere insieme, a essere per gli altri, ad adorare Dio, ad ottenere il suo perdono, ad affidarci al suo amore. Ecco la strada che apre alla gioia. 
Un saluto pieno di affetto, miei cari amici! Mentre pensate a Me, sappiate che anch’ io penso a voi. Vi porto nel cuore, il luogo dove ospito le persone più care. Mi ricordo di voi e vi sostengo con la mia preghiera presso Gesù, perché siate sua immagine, facendo della vostra vita un dono. Solo così incontrerete la felicità, la gioia di un sogno che, spalancandovi al Mistero di Dio, vi permetterà di navigare verso acque limpide e profonde, verso quella pienezza di potenzialità che Dio da sempre ha seminato nei nostri cuori.
Con l’amore di un padre. 
Roma, 31 gennaio 2012

Il vostro don Bosco

 

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lun

30

gen

2012

Festa di Don Bosco nell'Italia centrale!

Domani celebreremo la festa di San Giovanni Bosco in tutto il mondo; andiamo a vedere da vicino come si vivrà questa festa nell'Italia centrale!

Seguono le locandine trasmesse dalle Case Salesiane dell'Italia centrale sulla nostra pagina di Facebook "Spazio MGS"!

Attendiamo ulteriori vostre segnalazioni, comunicateci quanto di bello avete vissuto in questi giorni o vi apprestate a vivere nelle vostre Case!

Frascati - Villa Sora Frascati - Villa Sora
Roma - Borgo Ragazzi don Bosco Roma - Borgo Ragazzi don Bosco
Cassino Cassino
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dom

06

nov

2011

Animatori in festa a Cagliari per "Todos los Santos"

Si è svolta a Cagliari presso l'Oratorio Salesiano di San Paolo la Festa di "TODOS LOS SANTOS", una serata interamente dedicata agli Animatori per scoprire ancora una volta che la santità consiste nello stare sempre allegri.

Dopo la meritata cena, i 30 ragazzi del biennio e triennio provenienti dalle case Cagliari Don Bosco e Cagliari San Paolo, sono stati divisi in quattro squadre, ognuna con il nome di una congregazione religiosa (Francescani, Carmelitani, Salesiani e Gesuiti) e si sonosfidati in vari giochi e balli! Tutte le foto dell'evento sono sulla pagina facebook dell'Oratorio di Cagliari San Paolo, gestita dal gruppo Savio Club: facebook.com/savioclub.

(Matteo Angioni)

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mar

20

set

2011

Assemblea MGS Sardegna

12 settembre 2011 - Si è svolta a Cagliari, presso l'oratorio salesiano di San Paolo, l'assemblea MGS Sardegna. Nel primo appuntamento di inizio anno, erano rappresentate le case di: Cagliari Don Bosco, Cagliari San Paolo, Selargius, Nuoro, Monserrato, Macomer, Sassari e Guspini. E' stata un'occasione di conoscenza per i nuovi arrivati (SDB e FMA) che da pochi giorni hanno preso servizio dopo le numerose obbedienze estive che hanno disegnato un nuovo assetto delle case, specialmente nell'ispettoria ICC. Dopo il saluto della coordinatrice del comitato, Michela Barbarossa, don Francesco Marcoccio ha presentato la proposta pastorale 2010/2011, dal titolo "Io do la mia vita", centrata sul Vangelo del Buon Pastore (Gv 10,11). Quindi, suor Maria Papa ha illustrato il regolamento del MGS IC, ancora in fase di elaborazione da parte della Consulta, lasciando spazio ai commenti ed alle osservazioni da parte dei presenti. Alcuni "reduci" dalla GMG di Madrid hanno raccontato la loro esperienza, riportando punti di vista differenti: Luigi come salesiano cooperatore volontario a "Casa Italia", Maria Lucia e Chiara come portavoce del gruppo dell'Istituto di Cagliari - Don Bosco, e Suor Ines come responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di Alghero e Bosa. Infine, è stato presentato il calendario con i principali appuntamenti per l'anno 2011/12.

Appuntamenti 2011-2012
MGS Sardegna calendario 2011-12.pdf
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Proposta Pastorale 2011-12
proposta_pastorale_2011-2012[1].pdf
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Regolamento MGS Italia Centrale
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mar

02

ago

2011

Sardegna: campo base a Sassari

Si è svolto dal 25 al 31 luglio presso l'Opera salesiana di Sassari / San Giorgio il secondo Campo Base dell'estate 2011, prima tappa del cammino formativo per animatori MGS. Ventotto i partecipanti, provenienti dalle case di Cagliari (Don Bosco e San Paolo), Nuoro (FMA), Genova (Quarto e Sampierdarena) e Roma (Salgen), accompagnati da un nutrito staff composto da SdB, FMA, cooperatori e animatori laici.

Foto 1
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Foto 2
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mar

17

mag

2011

MGS & famiglia salesiana in festa a Nuoro

Nuoro, 8 maggio 2011 - Quasi mille persone hanno partecipato alla giornata di festa in cui, per la prima volta, MGS e Famiglia Salesiana si sono ritrovati insieme. Durante la mattinata, i giovani del MGS hanno lavorato in gruppi, riflettendo sul tema della prossima GMG "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede": i fanciulli con i giochi, i ragazzi delle scuole medie e del biennio con alcuni laboratori tematici, mentre i giovani hanno avuto un momento di confronto con don Mimmo Battaglia, presidente della Federazione Italiana delle Comunità terapeutiche, da anni impegnato nel settore del disagio sociale e della prevenzione. Dopo il pranzo, tutti i gruppi si sono ritrovati presso l'Opera Salesiana di Nuoro, dove ha avuto luogo un momento di festa, che si è concluso con l'estrazione dei premi della "Lotteria MGS". Poi, una Croce realizzata dai ragazzi durante la mattinata ha aperto la processione - pellegrinaggio verso la chiesa di San Domenico Savio, dove mons. Mauro Maria Morfino, vescovo salesiano di Alghero - Bosa, che ha accolto con gioia l'invito ad essere presente anche fuori dai suoi confini diocesani, ha presieduto la Santa Messa.

Festa MGS&FS 2011: locandina
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gio

31

mar

2011

Magia…? Siiiii….!

"Magia...? Siiiii...!"

S come sogno, cioè desiderio: nato a 16 anni dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni giovani tornati dall’esperienza estiva in Madagascar.

I come incontro: il mio con don Silvio Mantelli generoso nell’insegnarmi la magia che qui fa spuntare i sorrisi e in Madagascar illumina i visi di tanti bambini.

 come  insieme: perché è dalla gioia del confronto che nasce la fratellanza.

I come idèm - il dono è magia – l’associazione che con spettacoli di giochi di prestigio, aperitivi solidali e testimonianze promuove azioni concrete di solidarietà.

 come istruzione: perché un proverbio malgascio dice “se vuoi aiutare un povero, non dargli denaro, ma una penna e un quaderno perché possa studiare e in futuro trovare un lavoro”.

I come impegno: costante, prezioso, silenzioso, nascosto… l’impegno degli studenti e delle maestre che dal 2007 regalano penne e quaderni; l’impegno di Daniela, catechista e mamma di quattro figli che nonostante il suo lavoro affianca Maga Gascar in tutti i suoi spettacoli.

In Sardegna l’animazione missionaria è semplice, rispettosa della sofferenza altrui che non deve essere strumentalizzata in nessuna occasione e straordinariamente divertente perché, quando pensi di vivere in Kekaos…, dove le vie non hanno nome, le case non hanno numeri, gli indaffarati non hanno orari e i pigri non hanno voglia…

Maga Gascar ti offre una caramella magica per ricordarti di fare una buona azione, perché è grazie alle buoni azioni che il mondo continua a girare nel verso giusto…

Rita Utzeri

(maga_gascar@hotmail.it)

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002175090855

 

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mar

01

feb

2011

Messaggio del RM al MGS 2011

Vorrei farvi conoscere, Cari Giovani, ciò che mi ha fatto capire, in maniera ogni giorno più profonda, il senso della mia vita. Questo, per me, è scaturito ed ha trovato sviluppo attraverso l’incontro con una persona “viva”...

Carissimi Giovani,

vi saluto e vi confido la mia immensa gioia nell’inviarvi questo  messaggio. Sono parole e sentimenti che raccolgo davanti al Signore Gesù, Buon Pastore. Al suo cuore misericordioso chiedo che illumini la vostra mente, riscaldi il vostro cuore e riempia di senso e dinamismo la vostra vita.

Ogni giorno vi porto nel cuore e prego incessantemente per voi; sì, prego per voi, perché rimanere unito a Cristo e donarmi totalmente a voi è l’orientamento profondo della mia vita. In questo senso prego sempre per voi e quando, visitando le case salesiane sparse nel mondo, incontro i vostri volti, gioisco e benedico il Signore.

 

Nei vostri occhi luminosi e gioiosi leggo una grande voglia di vivere e un desiderio nascosto di fare della vostra vita qualcosa di bello. Naturalmente vi ponete la domanda: che cosa e come fare? Mi colpisce come molti di voi siano ancora incerti e confusi; e so molto bene che non vi aspettate certo qualcosa da teorie e programmi. Per rispondere alla vostra domanda, allora, non posso fare altro che parlarvi con il cuore del nostro padre Don Bosco. È lui che ora vi parla attraverso di me, è lui che si prende cura della vostra vita presente e di quella futura, perché vi vuole felici su questa terra e per sempre.

 

Vorrei farvi conoscere, Cari Giovani, ciò che mi ha fatto capire, in maniera ogni giorno più profonda, il senso della mia vita. Questo, per me, è scaturito ed ha trovato sviluppo attraverso l’incontro con una persona “viva”.

  

Questa è stata per me, anzitutto, mia mamma Margherita. Quando contemplavamo insieme un bel campo di grano maturo, ella mi diceva: «Ringraziamo il Signore, Giovannino. Egli è stato buono con noi. Ci ha dato il pane quotidiano». Dopo aver raccontato a lei il sogno che avrebbe segnato la mia vita, con l’intuizione che solo il cuore di una madre può percepire, esclamò: «Chissà che non abbia a diventare prete». Parole semplici, che mi facevano capire che Dio mi aveva sognato, che Dio aveva per me un sogno da realizzare, un disegno, un progetto meraviglioso, una storia d’amore che misteriosamente e silenziosamente stava tessendo dentro di me: consegnare la mia vita ai giovani, per loro e con loro. Tutto questo mi faceva sognare in grande.

 

Il senso religioso della vita mia mamma non me lo insegnava soltanto a parole, ma anche e soprattutto con i suoi esempi, come quando, svegliata dai vicini in piena notte, per soccorrere un malato grave, si alzava e in tutta fretta correva a portare il suo aiuto. La stessa prontezza e lo stesso amore mostrava quando al mendicante che bussava alla porta, non negava mai un pezzo di pane o una minestra calda. Ho appreso così che non basta sognare, ma che bisogna pagare un prezzo perché i sogni diventino realtà. Da lei ho imparato i gesti della religiosità semplice, l’abitudine alla preghiera, al compimento del dovere, al sacrificio. La sua presenza amorosa mi ricordava che la vita è il dono più prezioso che Dio ci ha donato e che dobbiamo ridargliela ricca di frutti e di opere buone.

 

Lungo la mia vita, soprattutto quando dovevo prendere decisioni importanti, ho incontrato altre persone, illuminate dallo Spirito, che mi hanno aiutato a capire che la vita è vocazione e impegno di donazione, e mi hanno guidato nell’ascolto della chiamata del Signore e nell’accoglienza della missione che Egli mi affidava. Questa esperienza personale mi ha fortemente convinto dell’importanza, per i giovani, di trovare un ambiente dove si respirano e si vivono i grandi valori umani e cristiani, come pure l’importanza di incontrare adulti significativi, delle guide spirituali capaci di incarnare i valori che proclamano, presentandosi come testimoni credibili e modelli di vita. All’oratorio di Valdocco, il clima di famiglia che avevo creato non era quello di una serra calda, di un nido, dove i timidi e i freddolosi potessero sentirsi a loro agio, senza liberarsi della loro visione ristretta della vita.

 

No! Valdocco era un laboratorio dove si elaborava cultura vocazionale. Io guidavo i miei figli alla loro reale maturazione di uomini e di cristiani secondo lo spirito di libertà del vangelo, facendo in modo che diventassero “persone-per-gli-altri”. Le vigorose personalità cresciute a Valdocco ne sono la prova: da Domenico Savio a Michele Magone fino ai pionieri missionari: Cagliero, Lasagna, Costamagna, Fagnano; e poi Rua, Albera e Rinaldi, miei primi successori, e tante altre figure di alto rilievo, sacerdoti e salesiani coadiutori, religiosi e laici impegnati nella società e nella Chiesa. Si respirava un’aria vocazionale, un desiderio di fare della vita un dono grande alla Chiesa e alla società. Dopo di me molti altri salesiani e laici della Famiglia Salesiana hanno fatto questa stessa esperienza nelle loro case.

 

Anche voi, giovani, potete incontrare persone di riferimento in famiglia o nell’ambiente che vi circonda. Ci sono persone stupende, ricche umanamente e capaci di vivere e testimoniare una profonda spiritualità. Ad esse voi potete guardare come modelli concreti per la vostra vita. Sono sacerdoti, persone consacrate, laici e laiche che vivono con gioia la pienezza del battesimo. Guidati dallo Spirito e in ascolto della Parola di Dio, sono stati capaci di sviluppare la loro vita cristiana fino a fare delle scelte di vita coraggiose ed impegnative. Sono diventati così testimoni autentici di Cristo nella Chiesa e nella società.

Queste persone sono, per voi, un po’ come Giovanni Battista, testimoni e mediatori dell’incontro con Gesù.Il Battista infatti additò Gesù di Nazareth ai suoi discepoli come Colui che poteva appagare i desideri più profondi del loro cuore, Colui che poteva riempire di senso e di gioia la loro vita, colui che era veramente “la via, la verità e la vita”. I testimoni di oggi, quelli che incontriamo nel nostro cammino, sono “i nostri Giovanni Battista”. Coloro che, ancora una volta, ci indicano il Signore della Vita!

Accade così che non solo il cammino dei credenti, ma la vita di ogni uomo incrocia in un preciso momento il volto e lo sguardo di Gesù e questo incontro può essere decisivo. Dall’incontro con Gesù di quei primi discepoli sino ad oggi, l’invito ha “catturato” molti giovani, uomini  e donne. «Abbiamo trovato il Messia» testimonierà Andrea a suo fratello Simone. «Abbiamo trovato Colui del quale hanno scritto Mosè e i profeti, Gesù di Nazareth», confesserà Filippo a Natanaele. «Da chi andremo? Solo Tu hai parole di vita eterna» gli dirà Pietro. Per tutti è stato, è e sarà un incontro che segna tutta la vita. Uno dei discepoli di Giovanni ricorda addirittura l’istante preciso dell’incontro con Gesù: «Erano circa le quattro del pomeriggio».

 

A voi, come a loro, Gesù rivolge la domanda di fondo: «Che cercate?», o ancora meglio «Chi cercate?». Si rimane vincolati da questa domanda che, penetrando il cuore, va a scandagliare le profondità della nostra esistenza: non si può sfuggire o rimanere indifferenti. Il mistero della grazia, poi, muove i nostri atteggiamenti facendoci mendicanti di risposta: «Maestro, dove abiti?». «Venite e vedrete», è la risposta di Gesù. Ed essi andarono, videro dove abitava e quel giorno rimasero con lui. Un incontro, un rapporto personale di amicizia che riempie il cuore e trasforma la vita, oggi come allora. Tutti coloro che lo incontrano, che lo seguono vengono fortemente colpiti dalla profondità e dalla pienezza della sua vita. Una vita che è stata e rimane per sempre il modello di una vocazione vissuta con assoluta fedeltà a Dio e agli uomini.

 

Quando vi chiedete, cari giovani, «cosa fare per dare un senso pieno alla vita?», guardate a quell’Uomo che ci ha amati fino a consegnare totalmente se stesso per noi. È Lui il modello di ogni progetto di vita e la risposta fedele e piena ad ogni vocazione, perché è un Uomo intensamente unificato attorno ad un punto focale. In Lui tutto – ogni energia fisica, psichica, intellettuale, affettiva, volitiva – è concentrato attorno ad un nucleo che attira ed armonizza tutto ciò che Egli ha e tutto ciò che Egli è. Non è un “uomo farfalla” che si muove costantemente da un fiore all’altro nella ricerca di una bellezza effimera, ma è un “uomo roccia”, solidamente ancorato a un punto centrale di radicamento che unifica e armonizza la sua vita con la volontà del Padre, che orienta ogni suo gesto e ogni sua parola, che riempie la sua azione e la sua preghiera. Questo punto unificante attorno al quale si concentra tutta la sua persona è il suo grande sogno, un progetto di vasto respiro, la sua vocazione.

 

Una delle parabole da lui raccontate, quella dell’uomo che, mentre sta arando un campo, trova un tesoro e vende tutto ciò che ha per potersene impadronire, descrive molto bene la sua condizione personale: davvero quel sogno gli ha rapito il cuore perché, come egli stesso dice: “là dove è il tuo tesoro ivi è il cuore”.

 

Gesù vive con autentica passione la sua dedizione al sogno che porta nel cuore: la predicazione e la costruzione del Regno di suo Padre, che vuole che tutti gli uomini siano salvi e raggiungano la pienezza di vita. La sua non è un’esistenza vissuta nel qualunquismo o nell’indolenza. È invece un’esistenza vissuta con intensità incontenibile. È una vita piena di slancio e di dinamismo. Le sue parole non lasciano dubbi: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!». L’immagine del fuoco è molto espressiva, e dice dell’ardore con cui Egli persegue la causa che ha abbracciato.

 

Questo fuoco è lo Spirito Santo che ci fa nuovi, prima di tutto nella preghiera. Il frutto dello Spirito Santo è l’amore che si manifesta nella pace dentro di noi, nella gioia del nostro ambiente e nel dinamismo della nostra vita. Rinnovati dallo Spirito, diventiamo persone realizzate: pazienti, fedeli, impegnate.

 

Questo stesso fuoco, cari giovani, deve riscaldare il vostro cuore, oggi.

Non potete rassegnarvi a vivere la vostra vita come se fosse un semplice ciclo biologico (nascere, crescere, riprodursi e morire); non potete impostare la vostra esistenza come una vita priva di energia, anemica, senza passione nei riguardi di Dio e del prossimo. Non potete sprecare la vostra vita riducendovi al ruolo di consumatori e spettatori. Voi siete chiamati a diventare protagonisti nella società e nella Chiesa: «voi siete il sale della terra e la luce del mondo», direbbe Gesù.

 

La decisione di seguire Gesù in modo radicale si gioca tutta sulla scommessa di potersi innamorare di Dio e spendersi per l’uomo, specialmente il più povero e abbandonato.

 

Sì, cari giovani! “Oggi” Dio ha bisogno di voi per “rifare” il mondo. Ogni uomo, ogni donna ha un sogno per cui vivere e di cui parlare. Io, mosso dallo Spirito di Gesù, ho sempre coltivato ed ancor oggi coltivo il mio sogno: un vasto movimento di adulti e giovani che sia profezia di questo nuovo mondo. Un mondo in cui ogni uomo possa ottenere giustizia. Un mondo in cui al centro ci siano i “piccoli”, gli ultimi. Un mondo in cui le persone siano, fra loro, fratelli e sorelle. Questo nuovo mondo può prendere forma, farsi reale, se seguite Gesù, se prendete a cuore le sue parole e realizzate così il sogno di Dio.

 

Tutti insieme possiamo dare vita ad un grande Movimento Salesiano teso ad aiutare i giovani, soprattutto i più poveri ed in difficoltà, progettando il presente e il futuro, puntando ad obiettivi importanti per il rinnovamento di noi stessi e degli altri, contribuendo in maniera significativa al cambiamento del mondo e della storia. La Famiglia Salesiana vuole assumere questo impegno come una vocazione e una missione speciale. E voi, cari giovani, in questa Famiglia dovete sentirvi a casa vostra, sapendo che siete la gioia e il frutto più maturo del nostro lavoro.

 

Nella Chiesa e nella Famiglia Salesiana ci sono diverse vocazioni, ma sempre l’opera educatrice ed evangelizzatrice, alla quale siamo chiamati, affonda le sue radici nella profondità e nella tenerezza dell’amore di Dio, giunge a noi attraverso l’amore di dedizione di Cristo e si trasmette all’umanità attraverso la totale dedizione ad altri uomini e donne. La vocazione non è mai una fuga da una realtà ostile, percepita come difficile o deludente, e neppure una scelta che abbia come primo obiettivo l’efficacia apostolica, ma è piuttosto un cammino d’amore che porta verso l’Amore. E dall’esperienza fondamentale di un amore che si pone come unico ed esclusivo, scaturisce un modo nuovo di vedere ed affrontare la realtà. Il cuore purificato dalla donazione a Dio e dallo Spirito Santo, diventa capace di leggere l’interna bellezza di ogni creatura e di amarla disinteressatamente. È la misericordia stessa di Dio che si impadronisce del cuore umano e si prende cura di ogni dolore, di ogni debolezza.

 

Io prego per voi, Cari Giovani, perché ancora oggi molti di voi si lascino sedurre, affascinare da Dio a tal punto da donarsi totalmente a Lui. Se vi mettete a servizio dell’Amore non vi mancheranno gioie profonde. Sono le gioie della fecondità che viene dalla intimità con Dio e dalla fatica dell’operaio che vive solo per la causa del Regno.

 

Prego anche per i miei figli diletti, i Salesiani, perché possano vivere con gioia e fedeltà la grande avventura della paternità spirituale. Possano essere le vostre guide competenti nella ricerca di senso e nell’elaborazione del vostro progetto di vita; fratelli sinceri che si fanno vostri compagni di viaggio e vi spezzano la Parola di Dio che dà vita, illumina, conforta nel faticoso cammino. La Parola che apre alla preghiera e riaccende il fuoco segreto che portiamo nel cuore. Senza questa capacità contemplativa la nostra vita spirituale e apostolica non regge. Siate, Cari Salesiani, guide illuminate per coloro che chiedono una direzione spirituale e che praticano la vita sacramentale ed ecclesiale; maestri sapienti e pazienti per chi si impegna nella ricerca della propria vocazione.

 

Prego, in particolare, perché lo Spirito Santo susciti operai zelanti, creativi, capaci di andare incontro a tutti quei giovani che oggi non bussano più alle porte della Chiesa. Si tratta di giovani che, sulla loro strada verso la stella, vorrebbero incontrare dei magi piuttosto che gli scribi di Gerusalemme; giovani che non ci chiedono ancora che cosa bisogna credere, ma piuttosto che cosa significa credere. Per tutto questo è necessario un vero cambio di prospettiva pastorale.

 

Carissimi Giovani e amatissimi Salesiani, poniamo sotto lo sguardo materno di Maria la nostra vita come vocazione e la nostra missione educativa. Maria è stata Colei che si è fatta discepola del Signore, in ascolto continuo, nel cuore e nella vita, della Parola di Dio. È stata Colei che ha risposto alla chiamata di Dio con il dono totale, coraggioso e libero, di se stessa: «Ecco la serva del Signore». Da Lei, donna nuova, maestra di fede e di stupore, la Famiglia Salesiana impara ad essere discepola del Signore e “Madre”, che, nell’amore, genera ed educa i giovani alla donazione generosa della propria vita per raggiungerne la pienezza. 

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lun

31

gen

2011

"Camminate con i piedi per terra e col cuore abitate in cielo"

Oggi è la festa del nostro “Padre Maestro e Amico San Giovanni Bosco”! Vogliamo augurarvi di vivere questa giornata col cuore puro e colmo di allegria, uniti in Gesù Eucaristia e impegnati nel vostro studio e lavoro quotidiano, riconoscendo la bellezza dell’APPARTENENZA al MGS e ricordando l’incontro fatto 1-2-3… 10… anni fa! Un incontro che ha cambiato la nostra vita e che ti porta a Gesù. Vicini  nella preghiera per crescere insieme, giovani, salesiani e salesiane sulle orme di d. Bosco verso la santità. BUONA FESTA!

 … E intanto una domanda per voi, per condividere con chi conosci e chi no, un pezzettino di strada: dove hai incontrato don Bosco per la prima volta? Quale il suo dono più grande? (clicca qui per il commento)

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