ven
04
giu
2010
mgs Lazio, 31 maggio 2010
“Gesù attraverso lo sguardo di Maria”
Per chi frequenta assiduamente il Movimento Giovanile Salesiano sa bene quanto siano belle le veglie di preghiera. Per chi poi si sente salesiano fin dentro le ossa la preghiera mariana ha qualcosa di speciale.
Il luogo della preghiera è sempre lo stesso dei tempi di don Bosco: la Basilica del Sacro Cuore. Non poteva essere diversamente. Proprio sul secondo gradino della sacrestia don Bosco riconobbe negli occhi dei suoi giovani la Madonna, tanto che affermò con grande commozione “Ha fatto tutto la Madonna”. Da lì in poi don Bosco comprese la grandezza del suo sogno e della sua missione che circa settant’anni prima Maria gli disse.
I giovani accorsi alla preghiera mariana si sono tutti presentati con lo stesso desiderio nel cuore: comprendere il grande disegno che Dio ha per ciascuno di noi tramite lo sguardo e l’aiuto di Maria.
La parola di Dio che ci ha accompagnato è stato il brano del Vangelo di Giovanni sulle Nozze di Cana. Il primo miracolo di Gesù, la prima testimonianza pubblica della sua Divinità. Non per niente questo accade accanto alla madre. Gesù aveva bisogno della madre, Maria ha aiutato Gesù e ci ha fatto conoscere Gesù. Come la mamma accompagna il proprio figlio il primo giorno di scuola per dargli coraggio e conforto, così Maria accompagna Gesù nello stesso modo.
I tanti giovani che ascoltavano la parola cercavano nei loro cuori di rivivere lo stesso sentire di Gesù; pregavano Maria affinchè anche loro possano essere accompagnati nella propria missione da Lei, madre e aiuto del mondo.
questo valeva ancora di più per i giovani partenti per le missioni del Vis; i nostri amici hanno ricevuto la croce missionaria con gli stessi sentimenti che furono di Gesù. Dopo un cammino di circa un anno si sono preparati per la missione di evangelizzazione in Angola e in Bolivia. Tutto l’MGS ha pregato per loro. Maria li protegga e li aiuti!
I simboli che ci hanno accompagnato sono stati l’acqua ed il vino in due giare: il Signore ci chiama ha cambiare la nostra acqua in vino. Come fare questo? Considerando la nostra vocazione! Come? Nell’impegno quotidiano! Come? Con la preghiera incessante a Maria, aiuto dei Cristiani.
Eravamo tanti, volevamo essere tanti, avevamo voglia di essere e di stare in MGS. Le nostre novizie FMA ci hanno accompagnato nei canti, Don Francesco Marcoccio ci ha guidato nella preghiera e Sr Maria Papa ci ha sostenuto, come una mamma, come sempre, nella preparazione.
Anche questa volta il clima di famiglia, tanto caro a don Bosco, non è mancato. La preghiera è stato l’inizio della festa, animata dal gruppo musicale dell’oratorio di Maria Ausiliatrice. Non poteva ovviamente mancare il pane e salame, anch’esso tanto caro a don Bosco. Ovviamente, essendo cambiati i tempi, abbiamo aggiunto una piccola variante: la mortadella. Chi sa se esisteva ai tempi di Valdocco?
Quante impressioni:
Stefano, prenovizio sdb: << Maria è la nostra guida, la preghiera è anche bellezza di stare insieme. La missione di tutti è quella di portare Gesù ai giovani più lontani>>
Anna, novizia FMA: << conoscere Gesù insieme a tanti giovani è un cammino bellissimo>>
Michele, animatore del Borgo ragazzi don Bosco: << la gioia di ritrovare tanti amici e tante esperienze diverse con un unico fine ed un’unica fede, siamo parte di una stessa famiglia>>
Nicola, animatore del Borgo ragazzi don Bosco: << le preghiere MGS sono sempre belle e profonde>>
Marta, animatore del Borgo ragazzi don Bosco: << è bello vedere la famiglia salesiana riunita. Ti senti parte di un’ unica cosa. E’ importante condividere l’esperienza di preghiera, significa che si cammina insieme>>
Cristiana, animatrice oratorio San Giovanni Bosco: << le preghiere MGS sono sempre ben fatte e ricche di tanti spunti di riflessione. Sono una grande opportunità anche perché nei nostri ambienti di provenienza non sono spesso realizzabili>>
Don Paolo Cagliero, Sacerdote sdb partente per la missione in Bolivia: << tre gruppi di giovani si sono preparati a partire. Porteranno loro stessi. Il nostro spirito missionario ha anche superato i confino istituzionali. Ci sono tre giovani partenti che non provengono da parrocchie salesiane. Ci sono anche dei giovani aspiranti salesiani cooperatori. Una grazia di Dio>>
Era una serata così importante che senza dirlo a nessuno Sr Maria del Carmen Canales, delegata mondiale FMA per la pastorale giovanile, è venuta con noi. Una sorpresa stupenda. La sua presenza ci dice quanto sia importante il movimento. Ci lascia la sua buonanotte: << La vera missione è sempre vicino a noi, ovunque noi stiamo c’è sempre qualcuno da servire>>.
Preghiera MGS: Sempre ricca, sempre piena!
Tutto questo è Movimento Giovanile Salesiano!
sab
22
mag
2010
Cagliari, 19 maggio 2010
Oggi uno dei nostri ragazzi, Mattia, è entrato nella Vita vera, portato sulle spalle dal Buon Pastore e accolto in Paradiso insieme a Don Bosco. Siamo tutti stretti in un unico abbraccio, nella certezza che ci è data dalla fede in Gesù Risorto. Vogliamo anche noi, ragazzi del MGS, unirci nella preghiera per un ragazzo come noi ed essere vicini ai suoi familiari e amici, in un momento di così grande dolore in cui la nostra fede è messa duramente alla prova...
Di seguito proponiamo una serie di link l sito dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Cagliari, per continuare a pregare e riflettere:
sab
15
mag
2010
Se mi fermo a pensare al fatto che la gran parte dei giovani oggi è convinta che si possa vivere con o senza Gesù, a scelta, divento un po' triste.
C'è un modo di ragionare che si è infilato nelle nostre teste sussurrando piano piano che Gesù sia una "cosa" che serve, ad alcuni, per vivere meglio, ma non a tutti: con qualcuno funziona ma c'è pure chi ce la fa senza. Una specie di ricostituente; un "aiutino"; un "rinforzino". C'è chi ne ha bisogno e chi no. Chi lo ha provato e non lo lascia più e chi non ne ha mai sentito il bisogno.
Messa così non rende tristi anche voi?
In realtà sarebbe bello mostrare che Gesù è l'unica via per compiere un fatto semplice e allo stesso tempo improbabile: salvarsi! Da cosa? Cosa è che rischia di andare perso nella vicenda umana di ciascuno di noi? Noi stessi.
Vedete, cari ragazzi, ciascuno di noi si trova a dover credere a due possibilità non equivalenti: o noi siamo un accumulo di materia che produce intelligenza o noi siamo persone spirituali impastate di materia.
Se anche scegliessimo di essere la seconda delle ipotesi (sulla prima ora corro via ma ci torneremo in altri post) rimane sempre aperto un dilemma: come può lo Spirito conciliarsi con la carne? Come riusciremo a tenere insieme ciò che sembra inconciliabile? Come potremo non perdere l'unità di quello che in realtà sentiamo comunque nostro pure se a corrente alternata (una volta prevale l'uno e una volta l'altro)?
Come si può mangiare spiritualmente o pregare materialmente? Come si può amare spiritualmente e carnalmente insieme? Come si può vivere su questa terra camminando verso il cielo?
Se non troviamo risposta a queste domande siamo persi. CI sentiremo sempre irrimediabilmente divisi: in alcuni momenti drammaticamente legati alla materia con un'enorme nostalgia del cielo; e in altri momenti fragilmente lanciati nel cielo preoccupati di perdere il caro legame con la terra. Questa è la perdizione. Vivere divisi. Prigionieri della terra o esiliati in cielo.
Ecco Gesù è la via che tiene insieme tutto: Egli ci salva, ci porta a destinazione, ci traghetta nel giusto luogo. Egli è figlio dello Spirito di Dio e della carne di Maria. Egli è vero Dio e vero uomo. Egli è presente in cielo con il suo corpo carnale.
Gesù è il primo uomo a vivere in cielo con la sua carne. A chi lo segue concederà la stessa meta: la salvezza nell'unità di Spirito e Carne.
Abbiate fede, cari miei, cercate e troverete: in Gesù è il vostro corpo che viene salvato ed è il vostro spirito che viene reso concreto, visibile, tangibile e adorabile.
Buona Domenica dell'Ascensione: con il suo corpo siede alla destra del Padre.
A presto
don Flaviano
dom
25
apr
2010
Perché?!? C'è il rischio di andare perduti in eterno?
Il vangelo di oggi è breve e penetrante. Dice più o meno così: (Parla Gesù) "Io e il Padre insieme siamo troppo forti e chi sta con noi sta tranquillo. Il Padre, che comanda, mi ha affidato delle pecore, io le conosco, esse mi seguono e nessuno ci dividerà!" Fine del Vangelo.
Bello, no? La vita spesso sembra in pericolo: ferite, angosce, ingiustizie... la buona notizia è che apparteniamo a qualcuno, non siamo di Nessuno, siamo di Qualcuno.
Essere di qualcuno è proprio bello. Si, a volte possiamo credere che essere di nessuno è meglio: fai quello che vuoi. Il problema è che non è così facile sapere quello che vuoi quando sei di Nessuno: tipo capitan Sparrow, che ha la bussola magica pronta ad indicare la direzione giusta per raggiungere la meta agognata ma non agogna... anche la bussola non serve più.
La malattia che ci corrode dentro si chiama, in latino, NOLUNTAS; in italiano non c'è una parola sola bisogna fare un giro: non volontà di qualcosa di preciso. Sarebbe lungo stare qui a spiegare come avviene questa cosa e per ora fidati di quello che ti dico:
NON SA CHE COSA VUOLE CHI NON SA A CHI APPARTIENE!
Tutti siamo di qualcuno. Se non sappiamo di chi siamo non sappiamo cosa vogliamo.
Il Vangelo dice: tranquilli, appartenete tutti a me (parla Gesù) e io appartengo al Padre. Siamo tutti in una botte di ferro!
Il segreto, infatti, della vita è appartenere a chi ci vuole bene. Solo chi non ha trovato nessuno che gli voleva bene ha potuto inventare che si sta meglio da soli, che è meglio appartenere a Nessuno.
Ecco, penso che questo sia il modo per perdersi in eterno: pensare che stare soli è meglio!
Con oggi ripartiamo con questa rubrica su scala più ampia. Vorrei essere regolare nel postare e puntuale nel rispondere. Tenetemi d'occhio: se mi sento di qualcuno la mia forza di volontà aumenta.
Buona Domenica e Buona festa della Liberazione: apparteniamo a quelli che hanno dato la vita per la libertà degli italiani. Ciao.
don Flaviano
lun
08
mar
2010
Nella sezione DISCUSSIONI della Pagina di Facebook del MGS Italia trovate delle domande, una per ogni discussione aperta. Di seguito trovi il link di collegamento alle discussioni: http://www.facebook.com/pages/Roma-Italy/Movimento-Giovanile-Salesiano/33642582730?v=app_2373072738&ref=ts
Ti invitiamo a leggerle, farti incuriosire, stimolare, SCEGLIERNE UNA o più e...poi, RISPONDERE!
Bastano davvero 5 minuti della tua giornata per dare anche solo una breve risposta.
Noi ti consigliamo qualche modalità:
NON DIMENTICARE DI SCRIVERE LA RISPOSTA TUA O DEL TUO GRUPPO! Il MGS crescerà grazie al tuo contributo. Anche il più semplice.
Grazie a tutti per la partecipazione!
La Consulta Nazionale del MGS Italia
sab
12
dic
2009
Dispiace che certe notizie si possano leggere solo su Avvenire.
Due insegnamenti:
Fatemi il piacere di scrivere qualche commento: vorrei sapere cosa ne pensate.
QUESTO ci fa rabbia
per l'ingiustizia e QUESTO suscita innanzitutto compassione.
dom
06
dic
2009
Una promessa richiede fedeltà.
Mi sembra così evidente!!! Una promessa è l'impegno che uno prende per il futuro. Se non c'è fedeltà la promessa si svuota.
Se è vero che la vita nasce come promessa possiamo dire che cresce solo nella fedeltà. Ecco perché il tradimento è l'omicidio più concreto. Siete mai stati traditi? (Si) Allora capite cosa cerco
di mostrare. Avete tradito? (Si) Allora sapete quanto male si può fare alla vita quando ci si sottrae all'impegno.
Non si può mancare essere assenti laddove si è promesso di essere presenti: la vita muore. Il futuro cessa si essere speranza quando manca all'orizzonte il punto di riferimento, la vista si
confonde, le forze vengono meno, sale il panico, arriva il magone (cfr. post sull'angoscia).
Il tradimento è un tentato omicidio. Gesù muore per tradimento. E risorge per la fedeltà del Padre.
Fortunatamente la promessa che ci ha messo al mondo è stata solo mediata dagli uomini e il vero PROMESSO, la vera PROMESSA, il vero PROMETTENTE è colui che è la Vita stessa. In questo modo anche
quando siamo traditi, non restiamo uccisi: Egli è il fedele per eccellenza colui che fa le promesse al solo scopo di mantenerle, includendo noi nella loro realizzazione.
Cos'è la vita allora?
La vita è dovuta alla VISITA di una persona che PROMETTE ciò che vuole MANTENERE.
Cosa promette il promettitore?
Lo vedremo la prossima volta. Per ora fermiamoci un momento a meditare sulla fedeltà: mantenere ciò che è stato promesso, questo fa bene alla vita, questo è la vita.
A presto,
don Flaviano
ven
27
nov
2009
Ci siamo lasciati con la promessa di iniziare una riflessione sulla vita.
Non è un caso, però, che accanto alla promessa vi abbia lasciato un indizio sulla visita. Ogni vita, infatti, inizia con una visita. Il corpo di una donna è stato visitato: cercato, trovato, richiesto, concesso... visitato. Perché proprio quel corpo? Perché proprio in quel momento? Perché proprio io, da quella visita?
Se non vi siete mai fatti queste domande sappiate che sono le domande che animano ogni vostro desiderio e ogni vostro movimento. Qualsiasi cosa scegliamo di fare in realtà stiamo cercando risposta a queste domande. Sia che lo sappiamo (bene!) sia che non lo sappiamo (meno bene!).
Allora perché proprio lì e perché proprio così? Non è facile rispondere. Chiedetelo ai vostri genitori e li metterete in imbarazzo: non saprei dire - vi diranno - oppure vi racconteranno una lunga storia d'amore fatta di particolari apparentemente insignificanti e di grandi scelte piene di paura.
La verità è che essi stavano cercando la risposta alle stesse domande che, vi dicevo, animano ogni nostro desiderio. E in quella donna (parlo da padre) hanno intravisto una PROMESSA di risposta. La promessa credibile è ciò che da speranza alla vita. Quando uno vede innanzi a sé una promessa credibile ci si tuffa. E cosa promette questa promessa?
Promette la Vita piena. Noi inseguiamo le scelte che promettono di svelarci quale origine ha la vita che ci troviamo a vivere senza essere stati interpellati.
Dobbiamo la nostra vita alla vicenda di due persone che hanno intravisto nel loro incontro, in una visita, la possibilità credibile di svelare il mistero che sentono scorrere nelle loro vene: hanno dato fiducia ad una promessa che prometteva di dare un nome alla promessa che li aveva generati.
Siamo una promessa che va mantenuta: se sveleremo il mistero che ci ha generati anche i nostri genitori sveleranno il mistero che li ha generati... e così via fino all'infinito, fino all'origine. un viaggio a ritroso che va indietro in base al futuro, che guarda indietro e svela il mistero dell'origine man mano che va avanti.
La vita è una promessa che può essere mantenuta man mano che ciascuno dei partecipanti ci crede, si fida e manda avanti il mistero che genera tutto.
Pensate che danno quando la promessa viene tradita! Alcune cose non si sapranno mai, non si sapranno più se non nella vita di colui che è la Vita. Ma qui comincia un altro capitolo.
Per oggi questo basti: noi siamo frutto di una promessa che sta mantenendo i suoi impegni. Grazie a noi la promessa che ha generato l'amore dei nostri genitori si sta realizzando. Ogni uomo potrebbe dire alla propria donna: ecco perché ti ho visitato quel giorno. E lo potrebbe dire sempre meglio man mano che noi cresciamo bene e man mano che i figli crescono in numero e in qualità umana.
Alla faccia di quelli che riducono la vita al suo sostrato biologico: solo il 98% del dna dell'uomo è uguale a quello dello scimpanzé e il 2% basta a fare la differenza per cui io scrivo di queste cose, voi leggete e lo scimpanzé no.
A presto,
don Flaviano
Siamo