gio

01

dic

2011

I primi passi dell'oratorio a Manouba, Tunisia

Carissimi amici,

sono già passati due mesi dal mio arrivo qui a Manouba in Tunisia, e ogni giorno di più ringrazio il Signore per darmi la possibilità di vivere questa mia nuova esperienza in terra di missione. In un Paese cosi diverso, così a volte complicato, così difficile da capire, ma così bello e meraviglioso tanto che poi ti innamori. Due mesi passati veloci, anche se con diversi problemi e difficoltà, sarei bugiardo a nasconderlo, ma contento e sereno di essere qui.

 

 

Carissimi amici,

sono già passati due mesi dal mio arrivo qui a Manouba in Tunisia, e ogni giorno di più ringrazio il Signore per darmi la possibilità di vivere questa mia nuova esperienza in terra di missione. In un Paese cosi diverso, così a volte complicato, così difficile da capire, ma così bello e meraviglioso tanto che poi ti innamori. Due mesi passati veloci, anche se con diversi problemi e difficoltà, sarei bugiardo a nasconderlo, ma contento e sereno di essere qui. La scuola va molto bene, sono veramente tanti gli alunni, più di 780 e di conseguenza le cose da fare sono sempre tante. Piano piano, stiamo riuscendo anche ad ottenere i “permessi” per organizzare delle piccole attività extra scolastiche. Certo si va piano, piano, non si hanno gli stessi “successi” o i grandi numeri di partecipanti che siamo abituati ad avere lì da noi, ma siamo già contenti così. Per esempio, a Novembre abbiamo organizzato due giorni con 30 alunni\e delle 6eme, tipo una mini Estate Ragazzi, molto semplice, ma è stata la prima volta e alla fine tutti sono rimasti contenti, sia i ragazzi\e che i genitori. Qualche sabato fa, una partitella di calcio il sabato mattina e ora stiamo già organizzando e chiedendo il permesso per ripetere i due giorni, chiamiamoli così “Inverno Ragazzi” due giorni per le 6eme e due giorni per le 5eme. Per ora non si riesce a fare tanto di più, vogliamo essere prudenti e organizzare le cose, senza dare l’impressione di voler fare chissà che cosa, se no, si rischia di non avere più i permessi. Io intanto il Venerdì Pomeriggio dalle 17.00 alle 19.00 frequento il corso d’arabo, mamma mia, come potete immaginare non è per niente facile, ma mi sto impegnando e qualche parola l’ho già imparata. Prima di salutarvi, volevo ringraziare tutti quelli che ci stanno aiutando, tante cose le stiamo organizzando grazie al vostro aiuto e alla vostra generosità e ringraziare in modo particolare chi ci ricorda nelle preghiere, sono sicuro che la mia serenità trova forza anche e in modo particolare grazie alle vostre preghiere.

Che il Signore ricompensi la vostra generosità!!!

Salutatemi tanto le vostre famiglie e le vostre comunità, sempre insieme con la preghiera e con Don Bosco.

Roberto

 

 

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mer

30

nov

2011

Luena, Angola. Fotocronaca di un campo missionario

“In questa TERRA di missione abbiamo un gruppo missionario. E nella vostra terra?”. E' una provocazione che ci lancia don Mauro, da un anno missionario in Angola. Si è appena concluso, per don Mauro ed alcuni giovani volontari, il campo sul tema “La chiamata missionaria”, dove giovani laici hanno affiancato i salesiani nell'annuncio nei villaggi. Guarda qui la fotocronaca del campo!

Campo missionario Angola
"Andate in tutto il mondo e battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo"
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mer

16

nov

2011

Animazione Missionaria - MGS Liguria

Gentilissimi,
sono don Paolo Galdiero referente per la regione Liguria dell'animazione missionaria dell'ICC.
Con alcuni di voi ci siamo conosciuti all'assemblea del MGS, con altri, impegnati nell'animazione
missionaria, ci siamo visti in diverse occasioni di animazione.
! Per noi della Liguria parlare di missioni significa aprire lo sguardo al cuore di don Bosco, ai suoi
sogni, al suo desiderio di "partire" lui stesso: "Vorrei accompagnarvi io stesso, ma quello che non posso fare
io, lo faranno queste Costituzioni. Custoditele come preziosissimo tesoro!».(cfr. Don Rua, L 1.12.1909) Da
Genova, nel 1875 parte la realizzazione del sogno missionario di Don Bosco. Il desiderio di Don Bosco e la
sua memoria storica aprono la nostra regione verso un orizzonte di mondialità, un orizzonte missionario!

Un cuore dilatato, un cuore che diventa poi capace di aprirsi ad una lettura nuova della realtà, una lettura evangelica, riappropriandoci della scelta ecclesiale e salesiana della opzione preferenziale per i più poveri! Probabilmente la nostra regione non ha mai abbandonato la sensibilità missionaria e l'opzione preferenziale per i più poveri, ma ultimamente il cambio di struttura ispettoriale, i cambiamenti di personale,...hanno fatto traballare il cammino di alcuni interessi e impegni come quello missionario. É necessario riguadagnare un cammino comune per offrire ai giovani delle nostre scuole, degli oratori delle parrocchie l'opportunità di dare delle risposte all'istanza dei più poveri, alle migrazioni, ai sud del mondo, all’istanza dell'intercultura, della cittadinanza attiva e globale, del volontariato, dell'unità e dello sviluppo dei popoli...! I giovani nutrono interessi come quelli elencati, hanno bisogno di vedere che le comunità educative, le comunità cristiane sono capaci di prendersi a cuore queste istanze e farne una lettura evangelica condividendo con tutta la comunità umana sogni e progetti. Rimanere immobili o svolgere unicamente qualche raccolta fondi significherebbe che le uniche risposte verrebbero dal capitalismo, dal liberismo o delle varie forme di materialismo ancora presenti nella nostra società. Risposte che nutrono anche la sensibilità e diventano cultura dei nostri ragazzi.
Come procedere? Attraverso quali tappe? Suggerisco alcuni elementi.

Ascolto
È un tempo per recuperare le storie, per ascoltare il tanto lavoro svolto in questi anni, le sensibilità maturate, i sogni e le attenzioni alle povertà...sia quelle che incontriamo quotidianamente, sia quelle
"lontane".

 

Passione
Recuperare passione per l'opzione preferenziale per i più poveri. Non c'è un alternativa. Per noi salesiani non c'è una seconda opzione. É quella di Don Bosco! E bisogna avere il coraggio di rileggere Don Bosco e vedere come la scelta per i più poveri é maturata in lui.

 

Viaggio
Ipotizzare di rimettersi in viaggio e far rimettere in viaggio i nostri giovani con un nuovo cammino. Rimettere sulla strada i nostri giovani significa fargli compiere dei viaggi di scelta e di maturazione, capaci di ascoltare i loro racconti al rientro, ipotizzare dei gruppi e dei percorsi di rientro...

 

Gruppo
Ipotizzare un gruppo per ogni nostra opera, che si muove tra il gruppo d'interesse e quello apostolico, un gruppo di appassionati per una giustizia per tutti, di diritti, di poveri...che cercano di far maturare all'interno della comunità questa sensibilità. É anche un gruppo che fa raccolte fondi, ma non può essere prioritario. Si nutre di pace, giustizia, uguaglianza, passione per i regno, beatitudine...

 

Coordinamento
Costituire un coordinamento, così come indica il direttorio dell'ICC. Cioè un gruppo di persone che comunitariamente possa mettere in atto strategie per sostenere il lavoro delle singole casa salesiane. Un lavoro che promuova la formazione di processi (vedi scuola di mondialità, o corso di preparazione all'esperienza estiva...) ricerca e studio, nuove idee, progetti intorno all'animazione missionaria, proposte di stili di vita...

In questo senso convoco un'assemblea dove tutte le persone interessate a questa sensibilità, da tutte le case della Liguria possano intervenire per cominciare a camminare con due obiettivi:
1. Raccogliere l'esistente
2. Progettare insieme
3. Costituire un Equipe Territoriale Missionaria (costituita possibilemte da rappresentanti delle varie opere salesiane)

4. L’animazione missionaria e Movimento Giovanile Salesiano

 

Invito dunque direttori, incaricati di oratorio, parroci, coordinatori pastorali di scuole cfp, animatori di gruppi missionari e tutti quelli interessati a partecipare:
venerdì 25 novembre ore 18.00 presso i locali dell’Oratorio Centro Giovanile Genova Sampierdarena.


Ti chiedo di fornirmi darmi un riscontro attraverso i contatti che ti lascio.
! ! ! ! ! ! ! !
grazie della tua attenzione
dPaolo Galdiero
_______________________________
Paolo Galdiero
cell: 3932811078
mail: giovaneprovveduto@gmail.com

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dom

13

nov

2011

Ringraziare e far fruttificare i propri doni. Il miglior modo per essere missionari!

Ciao!

Vi racconto solo una cosa tra le tante che mi sono successe. È quella che mi ha colpito di più, perché è stata una bella lezione. Vi racconto un colloquio avuto con un ragazzo all'oratorio, del gruppo, diciamo, dei “ragazzi del muretto”. Come sapete è più forte di me, mi sono subito avvicinato a loro, fare amicizia è un gioco da ragazzi, essendo straniero, giocare fuori casa ha i suoi vantaggi...

 

Tra loro c'era un ragazzo molto sveglio.

Il ragazzo ha circa 15 anni e va a scuola per cui è uno che tutto sommato sta bene economicamente.

Dopo i convenevoli e le solite domande di rito tipo “qual è la tua squadra preferita in Italia?” o “sei mai stato a Venezia?” o “com'è la torre di Pisa?” (non chiedetemi, però, perché queste domande), il ragazzo mi ha chiesto: «Ma è vero che in Olanda la droga è legale ed anche la prostituzione?» .

Devo ammettere che il mio primo pensiero, anche considerato il gruppo, è stato "però anche qui sognano l'Olanda" ma sono rimasto sbalordito quando, mentre io cercavo di spiegare un po' come funzionava in Olanda e che in realtà stanno ritornando indietro sulle precedenti posizioni, il ragazzo ha proseguito: «Puchica (caspita in guatemalteco) in Europa sprecate soldi per cavolate quando noi con quei soldi potremmo studiare. Io tutto sommato sono fortunato perché a casa ho il cibo e qualcuno che pensa a me, ma non potrò studiare all'università informatica perché non abbiamo abbastanza soldi» (prima doccia fredda!!!) poi ha continuato: « Ma è vero che in Italia avete la crisi? Ma che vuol dire? In Italia come potete avere la crisi? Io penso che in realtà voi avete troppo ed ora che vi tocca ridimensionare i consumi vi sembra una cosa incredibile. Ho sentito che da voi il mais lo date agli animali (ha una zia che lavora in Germania), da noi è l'alimento principale, nonché unico e per molti è una fortuna averlo. Ho letto sul giornale che avete gente che si suicida ma non penso che lo faccia per lo stesso motivo che capita qui da noi. Qui i ragazzi si suicidano perché muoiono di fame (seconda doccia gelata)».

Io ho pensato che nella vita sono stato sempre uno che si è accontentato di quello che ha avuto, non ho mai fatto problemi se non potevo avere questo o quello. Mai lamentato per il cibo, condotta abbastanza povera, almeno così mi hanno sempre detto coloro che giudicavano il mio cammino al sacerdozio, però, mi rendo conto di non aver mai ringraziato abbastanza per tutto quello che ho avuto... Sono un fortunato.

L'ho sempre sentito dire di essere fortunato, ma quando te lo dice un ragazzino di 15 anni, beh fa un altro effetto. Quando un ragazzino di 15 anni vuole fare quello che tu hai potuto fare e non lo può fare solo perché è nato a qualche chilometro da casa tua...beh ha tutto un altro effetto.

Anche qui nel filosofato sono uno estremamente fortunato, certo non mangerò il cibo italiano (comprese pizza e Nutella), ma è sempre moltissimo quello che mangio pensando che accanto a me la gente non può mangiare altro che riso e fagioli (con tortilla di mais come pane) tutti i giorni (e a colazione, pranzo e cena) e per molti mangiare riso e fagioli tutti i giorni è un lusso.

Non avrò l'acqua calda nel lavandino e ho un trabiccolo nella doccia che funziona con la corrente a 220Volt che riscalda l'acqua (ed ogni volta che apro l'acqua calda prego di non avere un corto circuito, almeno se devo morire con una morte degna di gloria...), ma poi penso che qui la gente non ha acqua calda. Non ho l'acqua potabile che esce dal rubinetto ma posso andarla a prendere nel boccione con l'acqua potabile sapendo che la maggior parte della popolazione beve acqua non potabile. Non ho una porta che si chiude bene e finestre con isolanti ma sto sempre meglio di chi dorme in una casa di lamiera e si riscalda accendendo fuochi dentro l'abitazione.

Ho persino dei lussi come avere accesso ad internet. A volte mi son accontentato senza pretendere, qui sto imparando a ringraziare veramente.

Questa chiacchierata ha cambiato anche il mio modo di vedere la missione. Spesso si propone di rinunciare a qualcosa per loro o rinunciare qualcosa così puoi capire quello che provano loro...non è vero... non lo si può capire, per quanto noi possiamo rinunciare a qualcosa o anche a molto non è mai abbastanza per capirli.

Tanto meno lo si può capire con le sole raccolte di solti, che che possono diventare un facile modo per tacitarsi la coscienza...e poi l'uomo non è solo denaro... non è solo il denaro quello che serve qui (siamo figli di un Dio che con i cambiavalute è stato abbastanza deciso) serve amore, serve speranza, come in ogni parte del mondo (qui manca pure il denaro!!! e questo "pure" non è una sottolineatura da poco...). E' un illusione dire che qui manca solo il denaro e con questo non voglio dire di non mandare soldi alle missioni, anzi, sono manna benedetta, sono a volte gocce in un oceano che per molti ragazzi rappresentano la linea di confine tra la vita e la morte (in questa settimana dovrei parlare con l'economo ispettoriale per sapere come far arrivare qui i soldi che state raccogliendo in molti...anche perché siete in diversi che mi state chiedendo dove inviarli…vi ringrazio perché è un segno di fiducia in me che spero di saper ripagare), ma ora credo che il miglior modo per essere veramente missionari, sia quello di non sprecare quello che la bontà divina ci ha dato...di prendere sul serio la propria vita perché quando spreco, quando perdo il mio tempo sto defraudando loro che vorrebbero ma non possono. Il vero essere missionari è cambiare la propria vita e prendere sul serio quello che uno ha ed usarlo il meglio possibile (del resto il Vangelo ci insegna a impegnarci…ci propone le beatitudini come comandamenti che insegnano ad essere e non a non fare come quelli dell'antico testamento…Un giorno Dio ci chiederà "ero povero, affamato, assetato e nudo e tu come hai sperperato il tuo denaro? ero in carcere e tu come hai utilizzato la tua libertà? Ero ammalato e tu che ne hai fatto della tua vita? Ero forestiero e tu come hai fatto fruttificare le cose in cui riponevi le tue sicurezze?".

Un abbraccio a tutti!!!

Don Giampiero, missionario in Guatemala

 

 

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mar

18

ott

2011

In "missione" per un mese. Perché?

Si parte, si va in missione, lontano millemila kilometri, per andare ad incontrare altri occhi, ascoltare altre voci, incrociare altre vite che non si sarebbero mai incrociate con la tua, senza questa partenza. Un viaggio che ne comprende un altro: quello che ognuno di noi fa dentro se stesso.

Sì, perchè la missione ti mette alla prova, abbassa le tue difese, ti distrugge, ti esalta, ti destabilizza e ti interroga, ma ti regala anche serenità e gioia, ti fa riscoprire l'intensità di alcune sensazioni che da tempo  non provavi, la ricchezza di un incontro, le piccole cose che nel quotidiano ci sfuggono e che invece per qualcun altro sono dei pilastri.....come ad esempio, il valore di una preghiera, di un oggetto, di un pasto, di un quaderno. E la vera sfida è proprio lì, nel continuare a viaggiare anche dopo il rientro, ad inseguire noi stessi in questo nostro viaggio interiore che magari prima si era un pò bloccato, annebbiato, ovattato, e nel raccogliere i regali che la missione ci ha fatto e continuare a coltivarli, e magari riuscire a donarli a qualcun altro......

Sofia

 

Guarda il video dell'esperienza estiva di Sofia e del resto del gruppo in Bolivia: http://www.facebook.com/photo.php?v=2291105849705

 

 

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mar

18

ott

2011

...Notizie dal Guatemala

In questi giorni siamo stati in visita alla missione di San Pedro Charcha, nella quale lavora Vittorio, un po' per renderci conto di quello che viene fatto in una missione e un po' per avere un primo contatto con i Keckhi.

Il primo giorno abbiamo visitato due villaggi Keckhi (loro le chiamano aldeas). Vi racconto come è andata di buon mattino siamo saliti su uno dei “pick up” della missione … ma come vi starete domandando??? un pick up non è un po' troppo costoso per un missionario???troppo banale la risposta perchè qui costano molto poco...ed infatti non è così (intanto premetto che nel viaggio di andata dalla capitale a San Pedro ho visto solo Pick Up). Beh il concetto di strada in Guatemala è abbastanza lontano dal nostro. Nelle strade principali, quelle che collegano le città, cioè le nostre superstrade capita di avere frane... per cui non di rado ti trovi massi in mezzo alla strada o tratti in cui devi abbandonare la strada (perchè ceduta) tratti in cui devi invadere l'altra corsia perchè nella tua ci sono detriti, e passare in sentieri scavati dalla ruspa qualche istante prima... Io stesso ho assistito durante il viaggio in diversi punti all'operazione di pulizia della strada da parte degli scavatori per liberarla dalle roccie... ed in più punti ho visto gli operai iniziare a ricostruire la strada perchè al suo posto c'era un burrone... Ma queste sono le strade principali... il bello è quando si va nei villaggi, perchè la strada in certi tratti (quelli migliori) è uno sterrato con buche e fosse stile sentiero di montagna, mentre in altri punti(la maggior parte) è un sentiero percorribile quasi solo a piedi ed in certi punti non c'è proprio nulla... la cosa bella e che mi rassicurava è che non pioveva molto per cui non c'era il fango o dei fiumi da attraversare come al solito ( a detta del missionario) ed abbiamo dovto guadare solo un paio di volte... a volte bisogna lasciare anche il pick up e continuare a piedi...

Arrivati nel villaggio che non è come io lo pensavo... le case sono molto distanti l'una dall'altra... abbiamo fatto colazione insieme alla gente con quello che ci hanno offerto (menù a base di cioccolata calda, fagioli, tortilla di mais e abbondante peperoncino... qualcosa di leggero per cominciare bene la giornata). Siamo saliti fino al punto in cu c'è la cappella attraversando un terreno fangoso. Siamo entrati nella chiesa che è una capanna di legno con tetto di lamiera (mantiene di più il calore e costa di meno di farla di paglia, così dicono...). La chiesa era addobbata a festa con festoni e palloncini perchè c'erano due battesimi, un po' come noi abbelliamo le sale in cui festeggiamo i compleanni o le feste...beh da un senso di festa, al quale noi non siamo abituati. Immaginate una sala 4 per 12 metri con circa cento venti persone dentro...

Hanno montato un generatore di elettricità per poter alimentare una pianola ed una chitarra elettrica e l'amplificazione per il microfono del sacerdote... I keckhi hanno una naturale predisposizione per la musica suonano semplicemente ad orecchio...e suonano veramente bene...

Mi ha colpito della messa l'offertorio perchè è veramente un offertorio ossia la gente ti porta le uova o un sacco di mais, e anche denaro che raccolgono. È bello vedere questa processione offertoriale con la gente che ti consegna quello che hanno faticato e te lo danno perchè tu possa continuare nel tuo lavoro (e forse farebbe bene anche a noi preti invece di ricevere offerte solo in denaro, ricevere concretamente sostegno alimentare forse ci farebbe passare tante fisime...) ed il secondo momento è quello del lavabo... non potrò mai più farlo dopo averlo fatto in un aldeas... già perchè acquista tutto un altro significato (quello autentico ed originale)... quello di lavarsi le mani sporche per distribuire la comunione e ti fa ricordare che veramente hai le mani sporche di tutte le tue fragilità ed indegnità quando dai il corpo del Signore a chi ti sta davanti!!!

Abbiamo pranzato con la gente qui il menù sale di quantità: Brodo di carne con olio di palma (che è un tocca sana per gli stomachi più delicati!!!), pollo, tortilla, cioccolata calda e patate bollite. Loro mangiano solo brodo e pollo, riservano tutto il resto per il “padrecito” (come viene chiamato il sacerdote) che è venuto a trovarli.

Finito il pasto siamo ripartiti per la successiva aldea per celebrare nuovamente la messa. Questa era un po' più grande aveva anche una piccola scuola ed un piccolo luogo adibito ad oratorio costruiti dal salesiano. Questi che abbiamo visitato erano i villaggi più lontani e più dentro nella foresta.

Dopo aver cenato (qui si mangia troppo), siamo ripartiti per la casa salesiana e mi sono spiegato perchè in guatemala ci sono un'infinità di negozi che vendono gomme per auto, già perchè abbiamo forato... capita visto le strade!!! Il brutto è cambiare una ruota sotto la pioggia battente. Siamo tornati con la nebbia fittissima che non permetteva di vedere ad un palmo dal naso con la paura di forare nuovamente o semplicemente di finire in un burrone... ma siamo arrivati sani e salvi.

Il giorno dopo, invece, abbiamo visto dei centri costruiti dai salesiani della missione. Il centro don Bosco che in tre opere accoglie più di 2300 ragazzi che vivono lì (dormono, studiano, mangiano giocano..etc.). Sono poveri per cui non pagano una retta se non un simbolico di 80 Euro l'anno... il resto li trova il salesiano attraverso beneficenza. Il secondo centro si chiama “Talita Kum” ed è qualcosa di meraviglioso. Questo salesiano ha messo su da zero un'associazione con 300 persone che lo aiutano (più una 50 di suore di un ordine che ha fondato lui, con gli indigeni) per la promozione dei villaggi keckhi. Un associazione che si occupa di promozione umana (istruzione, alimentazione, produzione agricola e generazione di lavoro). Inoltre ha un centro con 300 ragazze seguite dalle suore che vivono lì...Fanno scuola e preparano così i capi dei villaggi futuro facendo lentamente crescere l'intero villaggio attraverso gente locale. Questo centro sta veramente cambiando lentamente la situazione sociale dei villaggi migliorando le coltivazioni, migliorando l'alimentazione che è molto grassa e non conosce nulla oltre il pollo...

Questo salesiano (Padre Georghe), che è indiano, ed è della stessa città di Shiju è veramente un eroe, alla veneranda età di 71 anni ancora va a visitare i villaggi..

Il giorno successivo siamo stati nella parrocchia della missione dove un gruppo di suore (Divino Redentore, altra congregazione della famiglia salesiana). Il problema maggiore della popolazione è l'istruzione. I ragazzi stanno in mezzo alla strada perchè non hanno voglia di andare a scuola. Non c'è un motivo per andare a scuola, perchè dopo aver studiato comunque dovrò tornare dove ero prima, perchè non c'è futuro, non c'è un lavoro che posso andare a fare, allora tanto vale non andarci... Uno degli impegni qua sembra sia proprio quello di creare occupazione, beh del resto don Bosco lo ha fatto a Torino.

In questi giorni sto pensando al Vangelo: a Gesù che dice: “I poveri li avrete sempre con voi”(mt. 26,11). Qui si vede che la Chiesa è veramente impegnata (o come si dice in spagnolo compromisa...che suona come compromessa perchè non accetta quello che a loro capita fin anche ad eccessi come propri qui in Guatemala dove ha capeggiato la rivolta dei poveri dando vita alla gueriglia) per i poveri; ed al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù predica il Vangelo e si preoccupa contemporaneamente dei bisogni della gente... è lo stesso Gesù che non disunisce le due cose. Non si può distinguere l'impegno per la promozione umana dall'annuncio della buona novella, perchè difronte c'è lo stesso uomo affamato ed assetato della Parola di Dio che solo può colmare i suoi affanni e contemporaneamente affamato ed assetato di cibo ed in quel volto ed in quella persona si riconosce lo stesso volto di Cristo che ti dice: “ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

È stata un'esperienza veramente importante mi ha aiutato a rendermi conto di quello che succede in una missione ed ad aprirmi gli occhi su quello che si può fare. In questo momento le emozioni sono tante... Spero di poterle raccogliere e con calma metabolizzare...

un abbraccione a tutti

 

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dom

16

ott

2011

"Basterebbe davvero poco"

Ho trascorso un mese, insieme ai salesiani e ad un gruppo di giovani, nella Missione Salesiana di Ebolowa (in Camerun). Essendo medico, ho lavorato durante quei giorni presso l’Ambulatorio annesso alla Missione. Vorrei pertanto parlarvi di due tra i casi in cui mi sono imbattuto, soprattutto perché riguardano pazienti di età giovane o giovanissima: il I° riguarda un bambino di 4 anni, arrivato in braccio alla propria madre perché incapace di stare in piedi con le proprie forze; era pallidissimo, quasi incosciente, con polso appena percettibile; chiedo alla madre che sintomi abbia; mi risponde che da alcuni giorni presenta una grave dissenteria, probabilmente legata alla malaria; la invito a portarlo il prima possibile in ospedale perché il piccolo ha urgente bisogno di essere reidratato e trasfuso: la mamma mi guarda senza prendere alcuna iniziativa; allora Suor Maria Josè, che funge da infermiera e da interprete, mi spiega, che non ha i soldi per il ricovero; le dò quanto necessario per le esigenze più urgenti dichiarandomi disposto a provvedere anche per altre eventuali necessità successive; dopo 2 giorni vado a trovare in ospedale il bambino, sta meglio è fuori pericolo, dopo 5-6 giorni apprendo che è tornato a casa in buone condizioni di salute. E’ proprio vero: basterebbe davvero poco per salvare tante piccole vite.

II° episodio: arriva in ambulatorio, zoppicando, un bambino di 9 anni, anch’egli accompagnato dalla mamma la quale mi mostra una radiografia della gamba del bambino, effettuata circa 3 mesi prima, in occasione di un incidente stradale, che evidenzia una frattura scomposta (ossia con monconi non in asse) delle due ossa della gamba (tibia e perone); evidentemente, se il bambino era in grado di camminare, la frattura si era saldata, ma osservando la gamba interessata era possibile scorgere un moncone osseo che aveva perforato la cute e sporgeva all’esterno: si rendeva necessario, anche perché il moncone era chiaramente infetto, sottoporlo ad una revisione ortopedica riallineando i monconi ossei (il che richiedeva naturalmente una scomposizione della saldatura avvenuta spontaneamente) ed una sutura della ferita cutanea, accompagnata ad intensa terapia antibiotica. Anche alla mamma di questo ragazzo è stata consegnata una somma per affrontare questo iter terapeutico. Sono ripartito senza avere ricevuto notizie sul decorso, (l’ospedale si trova nella capitale Yaoundè a 170 km di distanza e i mezzi di comunicazione non sono sempre agevoli) ma lo specialista che doveva trattarlo si era dichiarato ottimista sull’esito dell’intervento.

Mauro

 

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ven

07

ott

2011

Dall’Italia centrale al Guatemala… buona missione don Giampiero!

Una settimana fa don Giampiero de Nardi salutava gli amici presso la Casa famiglia dei suoi genitori alle porte di Roma, prima di partire in missione per il Guatemala. Il Movimento Giovanile Salesiano era presente, rappresentato in particolare dai giovani delle case salesiane che hanno avuto la grazia di essere il campo di missione di don Giampy in questi anni.

Era presente anche il confratello indiano con cui don Giampiero condividerà l’apertura di questa nuova missione salesiana in terra guatemalteca. Anche a lui va il nostro augurio di buona missione.

Il caro don Giampy da anni si sentiva chiamato alla missione e siamo contenti che sia riuscito a rispondere con questo splendido “sì”. Memorabile il suo servizio per i giovani del MGS in questi anni, in particolare nell’esperienza dei campi estivi e della festa dell’Estate Ragazzi. In questi giorni ci comunica che si sta preparando presso la casa ispettoriale salesiana del Guatemala, per conoscere bene il contesto in cui opererà e per migliorare il suo spagnolo. Finchè si troverà lì potrà comunicare con noi tramite internet, e lo sta facendo ad esempio raccontandoci l’esperienza di questi primi giorni tramite la sua pagina di Facebook. “In questi giorni” – ci scrive – “mi sento un po’ come gli israeliti che hanno trovato la loro terra promessa.”

Le origini del nome Guatemala non sono chiarissime, ma sembra che in lingua nahuatl significhi "paese dei tanti santi”. A don Giampiero allora va il nostro augurio, il nostro Grazie e la nostra preghiera perché attraverso la sua vita sia testimone di Gesù con lo spirito di don Bosco e possa raggiungere i tanti santi del Guatemala.

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lun

03

ott

2011

Angola: non solo un bel ricordo, ma l'inizio di un nuovo cammino

All' Harambeè di quest'anno ho sentito di nuovo il respiro dell'Africa vicino; mi sono tornati alla mente i suoi alberi immensi, le strade polverose e il sole infuocato dei suoi tramonti, e tutta l'intensità e la bellezza del mese trascorso a Luena, nel Moxico, una delle regioni più povere dell'Angola; la mattina sveglia presto per raggiungere la scuola “Don Bosco”, dove centinaia di bambini, dentro i loro grembiulini bianchi, a volte troppo grandi o troppo piccoli, cominciavano la loro giornata cantando a squarciagola; oppure in giro nelle cappelle, le piccole chiesette sparse per Luena, e anche lì tanti volti sorridenti pronti ad accoglierci con semplicità, e di nuovo tanti bimbi, in un caos allegro di voci, testoline che si spintonavano, e manine che ci stringevano e arrivano fino ai nostri capelli per controllare che fossero veri così incomprensibilmente lisci!

Non è semplice spiegare perché sento che questo posto così lontano abbia messo radici tanto forti nella mia vita: ho visto tanta gioia assieme a tanta sofferenza, ho stretto tante mani e riscoperto la bellezza dei piccoli gesti, mi sono sentita piccola eppure avvolta dentro il caldo abbraccio di una comunità che ha fatto di tutto perché ci sentissimo veramente a casa, ma forse, più di ogni cosa, resta scolpita tra i miei pensieri la forza e la fede di chi continua, malgrado tutte le difficoltà e la fatica, a donare agli altri la propria vita e a spendersi al servizio di un'idea di giustizia, di dignità e di amore.

Le mie emozioni le ho poi ritrovate nei volti, nelle parole e nelle storie di tanti dei ragazzi incontrati all' Harambeè: due giorni per raccontarsi, per condividere ciò che abbiamo vissuto, e stringersi attorno ai missionari laici e salesiani che hanno ricevuto il mandato prima di partire per i più diversi angoli del mondo; è stato un bel modo per ricordare a me stessa che questa esperienza non può smettere di interrogarmi, e per sentirmi, dolcemente, parte di un qualcosa di molto più grande: ovunque mi porterà la mia strada adesso so che è molto più bello poter camminare tenendo un un desiderio ed un sogno grande dentro al cuore.

 

Sara

 

 

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gio

29

set

2011

Dall'Harambée con furore, per una missione che continua!

Un anno fa ho partecipato al mio primo Harambée, portando con me il desiderio e la speranza di partire anch’io per un mese di volontariato e poter così essere io, un giorno, a dare la mia testimonianza ad altri giovani. Quel desiderio, quella “chiamata” me la portavo dentro da quasi cinque anni…A distanza di un anno dal mio primo Harambée il Signore ha fatto sì che il mio sogno, il suo sogno, si avverasse e così quest’anno ho potuto finalmente portare agli altri tutto quello che mi è stato donato durante le mia esperienza estiva.

Sono stata in Angola….sono stata a ‘Ndalatando…sono stata in un altro mondo…Ho incontrato delle persone straordinarie che hanno saputo tirare fuori il meglio di me! Attraverso loro, il Signore mi ha fatto scoprire una nuova me stessa…..mi ha reso proprio “nuova”!

Ho trovato una famiglia nei miei compagni di viaggio e nei Salesiani che ci hanno accolto con tutto l’amore del mondo…che ci hanno lasciato entrare con una delicatezza disarmante nella vita della loro comunità, per condividere e testimoniare la cosa più importante: Gesù. Già, Gesù! Lui, sempre presente, sempre uguale ed immutabile in tutte le perfette giornate vissute a ‘Ndalatando. Lui, che ho guardato fisso negli occhi durante le conversazioni con i tanti amici che ho trovato; Lui, che ho preso per mano, ho abbracciato, ho stretto forte a me durante i pomeriggi trai bambini dell’Oratorio; Lui, che mi guardava con stupore dal banco di un’auletta durante le lezioni d’inglese alle bambine dell’orfanotrofio; Lui, che ho ritrovato ed osservato con stupore nella tenacia, nell’impegno, nell’instancabilità, nei silenzi disarmanti, nei gesti della famiglia salesiana che ci ha ospitati, in Padre Julio, Loureiro e Cipriano, veri e propri modelli di Cristo! Lui che era presente in ogni attimo, in ogni attività, in ogni pomeriggio assolato, in ogni tramonto.

Dal buon giorno del mattino, alla Messa nella Chiesa sempre stracolma dove il cuore rimbombava al ritmo dei loro canti…dalle ore passate a confrontarsi con i giovani, a ridere, a sognare insieme fino ai pomeriggi dove la gioia di giocare con i bambini vinceva sempre sulla povertà che ci circondava.

Già, la povertà...eppure ogni singolo giorno passato a ‘Ndalatando ero io che mi sentivo povera. Povera di fronte all’umiltà, alla pazienza, alla dignità, alla gioia di un popolo che mi ha donato tutto, troppo, così tanto che il cuore quasi mi sembrava sul punto di esplodere!

Ho ricevuto più di quanto ho dato, il “centuplo” e anche di più…sono stata io a beneficiare di una Missione da parte di tutti loro. E adesso è come essere divisa a metà: da una parte, la gioia immensa, il sentirmi davvero “nuova in Cristo” e dall’altra, la nostalgia, il mal d’Africa, il bisogno di riprovare quel senso di pienezza e felicità pura dato dal vivere così intensamente con tutti loro ogni momento della giornata con Gesù, in Gesù e per Gesù.

Don Bosco diceva che “l’essere fra molti che fanno il Bene ci anima senza accorgercene”. Tutto ciò l’ho vissuto sulla mia stessa pelle…è stato proprio come rinascere una seconda volta, svegliarsi e ripartire con una corazza indistruttibile. E' stato come sentirsi parte di un piccolo pezzettino di Paradiso su questa terra!

E’ proprio vero che se lo cerchiamo il Signore si fa trovare...anche se, in un certo senso, credo che Lui mi stesse aspettando a ‘Ndalatando.

Ma ora la Missione continua, anzi forse quella vera comincia proprio adesso perché il Paradiso che il Signore ha messo nel mio cuore non può restare solo mio: la gioia e la forza che mi sono state donate le voglio portare alla mia famiglia, ai miei amici, a tutti voi con cui, grazie a Don Bosco, ho condiviso qualcosa di magico durante l’Harambée, a tutti coloro che potrebbero “svegliarsi e rinascere”!

Non posso non urlare un GRAZIE immenso al Signore, a Don Bosco, a tutta la famiglia salesiana, a tutta ‘Ndalatando, perché è solo merito loro se oggi sento di aver trovato la mia strada e di poter dire che sono FELICE!

Non c’è niente da fare se non arrendersi di fronte a quello che il Signore riesce ad operare su di noi...davvero LUI FA NUOVE TUTTE LE COSE!!!!!

 

Alba

 

 

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gio

29

set

2011

Da Arezzo all'Harambée. Con un motivo in più!

Dopo l’esperienza estiva in Africa nel 2009, questa è stata la seconda volta che abbiamo partecipato all’Harambèe. Oltre a darti la possibilità di visitare i luoghi di Don Bosco (la casa nativa, le camere, gli scritti, etc), è sicuramente un’occasione per poter condividere e conoscere esperienze ed emozioni di tanti ragazzi, missionari e laici, che si ritrovano nel carisma salesiano e in particolare in quello missionario. Gli interventi e l’omelia che il Rettor Maggiore riserva per questo incontro, servono da stimolo e da carica per affrontare con serenità e passione gli impegni che noi portiamo avanti nei nostri oratori, e soprattutto ti fanno sentire parte di un progetto comune. Molto bella è la cerimonia di consegna dei crocifissi, in cui si avverte la presenza di una grande famiglia che accompagna i partenti nella loro missione.

Quest’anno per noi di Arezzo c’era un motivo in più per essere presenti, infatti il nostro direttore dell’oratorio, il salesiano coadiutore Roberto, partirà per la Tunisia dove lavorerà in una scuola e sostituirà il sacerdote polacco ucciso lo scorso anno. Sarà per lui una sfida molto grande e intensa, poiché l’ambiente musulmano è molto schivo all’evangelizzazione cristiana. Da parte nostra c’è sicuramente dispiacere nel vederlo partire, ma anche la voglia di accompagnarlo nel suo cammino, per questo non volevamo certo mancare al suo mandato.

La nostra amicizia, l’affetto e la preghiera non dovranno mai mancare per supportarlo in questa nuova missione.

 

Lorenzo & Greta

 

 

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gio

29

set

2011

Harambée: una festa che unisce...nella missione!

Vedere tanti giovani arrivati al Colle Don Bosco per l’Harambèe, è innanzitutto bellissimo!!!Anche quest’anno eravamo davvero in tanti, provenienti da tutta Italia e anche dall’Europa, di età diverse ma per lo più coetanei,con interessi, studi e vite diverse … ma accumunati da qualcosa di bello e grande: un sentimento di affetto sincero e disinteressato per quanti tra poveri, abbandonati, disagiati, malati, abbiamo incontrato e conosciuto in terre di missione, nei paesi poveri del sud del mondo o anche in Italia ,o che vorremmo presto incontrare.

L’harambèeè un’occasione di confronto e dialogo ed un potente mezzo di comunicazione. Capita spesso infatti, soprattutto a chi ritorna da un luogo di missione, inclusa me, di trovare una difficoltà immensa a spiegare agli altri, a chi ci sta aspettando, a quanti ci domandano “Come è andata?”,il cambiamento tutt’interiore e soggettivo che queste esperienze innescano, la quotidianità che si è sperimentata lì, così sobria, così vera ed autentica. Eppure si sente forte il bisogno di esprimere quel che è stato,di far conoscere le storie e i volti che abbiamo conosciuto noi per affermare la dignità di tante persone lontane, spesso per questo dimenticate…

L’harambèeci unisce. E’un grande stimolo, ad imitare scelte coraggiose compiute dai consacrati e laici che ricevono il mandato missionario, ad imparare a trasmettere, anche fuori dall’harambèe e dagli ambienti salesiani, la bellezza di tali esperienze, perchè possa estendersi a macchia d’olio il numero dei giovani capaci di offrirsi e battersi per i più deboli e sfortunati. Ogni anno, il viavai di gente che si ritrova al Colle Don Bosco e a Valdocco, ci dà conferma che questo è possibile...

L'harambée è un’occasione per conoscere, si ascoltano tanti racconti e si getta lo sguardo su altri spicchi di mondo. E’ un’occasione di scambio in cui a volte la comprensione è davvero immediata. Bastano poche parole pronunciate da altri a farti annuire automaticamente, a dar espressione a quello che anche tu senti, pensi, vuoi, vorresti … basta anche soltanto cogliere degli occhi lucidi per avvertire la ricchezza che ognuno si è riportato a casa da queste esperienze.

E’ bello ritrovarsi all’harambèeperché si coglie la conferma di non essere casi isolati né eccezionali, ma giovani come tanti altri che si fanno semplicemente avvicinare da altre realtà e che si recano tra “gli ultimi” scoprendo e riscoprendo forte e chiaro l’amore per l’altro, “l’alterità come dono”...In missione ho fatto scorta di fede, là dove il carisma di Don Bosco è sempre vivo ed attuale, là dove la spiritualità è così manifesta, osannata, cantata...si fa scorta di gioia, di disponibilità, di apertura....e il mio intento è quello di continuare a nutrirmi di questo per essere capace di continuare la mia missione anche qui, tra le persone vicine e non solo quelle lontane.Rendere partecipi e coinvolgere gli altri di ciò che di grande e bello ho potuto vivere, superando l’egoismo di tenermelo per me, perchè sento un immensa gratitudine, e quel che ho ricevuto a livello umano e spirituale sfonda i confini dell’io.

 

Nicoletta



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mar

05

apr

2011

Volontariato come chiave per il futuro

Salve, mi chiamo Francesca Rossi e sono una volontaria del VIS dal 2007, quando grazie a questa ONG ho fatto un'esperienza che cambia la vita, sono andata per un mese in Repubblica Centrafricana insieme ad altri giovani che condividevano lo spirito salesiano.

A fine gennaio ho ricevuto la telefonata di Oriana, dell'animazione missionaria ICC-VIS, che mi proponeva di partecipare ad un meeting a Cracovia per il progetto "Don Bosco Youth-net"...e questo mi è bastato per accettare!

Sono partita credendo di aver capito quel che andavo a fare: mi sono preparata, ho letto studi inerenti il volontariato, ho cercato sul sito dell'Unione Europea informazioni sull'argomento, ho cercato del materiale...e poi sono atterrata a Cracovia, là ho trovato altri giovani e tutto quello che di formale mi ero costruita in testa è sparito.

Visto che provenivamo da dieci paesi differenti, l'inglese è stata la nostra lingua per i tre giorni del meeting e, nonostante tutte le difficoltà che l'inglese può creare nella comunicazione fra persone, ci siamo aperti l'uno agli altri per conoscerci e poter "lavorare" in sintonia tutti insieme. Grazie all'aiuto di Ela e Betty, due ragazze rispettivamente dalla Polonia e dalla Slovacchia, tutti noi ci siamo impegnati per discutere, a partire dalle nostre realtà di appartenenza, sulle problematiche relative alle attività di volontariato e cercare di trovare soluzioni concrete.

Al di là dell'aspetto "lavorativo", vorrei sottolineare ciò che di più mi porto dietro da questa esperienza unica: l'aspetto umano. Come succede sempre in queste occasioni, si arriva un po' persi fra le persone, a maggior ragione che, a parte altri tre giovani italiani, Mary, Francesco e Andrea, gli altri parlavano lingue diverse...sono entrata nella sala da pranzo e lì avrei voluto "sparire", invece da me è arrivato Paco, un giovane ragazzo spagnolo che si è prima presentato e poi ha cominciato a farmi domande e ad aiutarmi a superare il momento del sedersi a tavola con sconosciuti! A quel punto...i giorni sono trascorsi conoscendo sempre qualcuno di nuovo, soprattutto scoprendo che tutti e quaranta eravamo accomunati da un qualcosa che ci permetteva di interagire e di capirci senza dover per forza parlare un inglese perfetto: il fatto di condividere la spiritualità di Don Bosco e quindi di conoscere il suo metodo educativo e i valori che in esso si riscontrano.

Credo che sia stato importante ciò che abbiamo fatto, perché tutto il materiale e le idee nate durante il meeting non andranno perse, ma verranno usate dall'organizzazione del Don Bosco Youth-net per migliorare le proposte di volontariato, ma credo ancora di più che sia stato un incontro fra giovani fondamentale per renderci attori attivi e non passivi nei nostri ambienti quotidiani: abbiamo toccato con mano che l'attività di volontariato che noi facciamo non è fine a se stessa, che in ogni dove esistono persone che condividono lo spirito della gratuità e del dare senza dover ricevere, e soprattutto che dobbiamo essere testimoni per altri giovani della bellezza di credere in qualcosa e attivarsi per renderla reale!

Quindi...giovani di ogni dove, se siete stufi di sentirvi dire che niente oggi funziona, che il mondo va a rotoli e non ci si può fare nulla perché è così che vanno le cose, se non siete d'accordo quando le persone accusano i giovani di essere egoisti e di pensare ognuno per sé, se per voi non contano solo i soldi, il bell'aspetto, ma credete di poter contribuire a dare un segno positivo nella società di oggi...bene, vi arruoliamo nell' "esercito della riscossa": centinaia e centinaia di giovani e non hanno fatto come voi, hanno scelto. Che cosa? Di prendere parte ad una delle tante possibili attività di volontariato che esistono sul territorio...non interessa che cosa sia, certo io non posso non consigliarvi il VIS, l'animazione missionaria, sapete com'è..., ma qualsiasi sia l'impegno che prenderete, vi posso giurare che abbiamo lavorato per renderlo migliore e comunque sia sarà un'esperienza costruttiva ed educativa, non solo per voi, ma per chiunque voi riusciate a raggiungere...se così non sarà...beh...non è possibile, io ho visto i volti dei giovani che lo fanno e non erano certo tristi o delusi!

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gio

31

mar

2011

Magia…? Siiiii….!

"Magia...? Siiiii...!"

S come sogno, cioè desiderio: nato a 16 anni dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni giovani tornati dall’esperienza estiva in Madagascar.

I come incontro: il mio con don Silvio Mantelli generoso nell’insegnarmi la magia che qui fa spuntare i sorrisi e in Madagascar illumina i visi di tanti bambini.

 come  insieme: perché è dalla gioia del confronto che nasce la fratellanza.

I come idèm - il dono è magia – l’associazione che con spettacoli di giochi di prestigio, aperitivi solidali e testimonianze promuove azioni concrete di solidarietà.

 come istruzione: perché un proverbio malgascio dice “se vuoi aiutare un povero, non dargli denaro, ma una penna e un quaderno perché possa studiare e in futuro trovare un lavoro”.

I come impegno: costante, prezioso, silenzioso, nascosto… l’impegno degli studenti e delle maestre che dal 2007 regalano penne e quaderni; l’impegno di Daniela, catechista e mamma di quattro figli che nonostante il suo lavoro affianca Maga Gascar in tutti i suoi spettacoli.

In Sardegna l’animazione missionaria è semplice, rispettosa della sofferenza altrui che non deve essere strumentalizzata in nessuna occasione e straordinariamente divertente perché, quando pensi di vivere in Kekaos…, dove le vie non hanno nome, le case non hanno numeri, gli indaffarati non hanno orari e i pigri non hanno voglia…

Maga Gascar ti offre una caramella magica per ricordarti di fare una buona azione, perché è grazie alle buoni azioni che il mondo continua a girare nel verso giusto…

Rita Utzeri

(maga_gascar@hotmail.it)

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002175090855

 

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ven

04

feb

2011

Scuole di mondialità ed esperienza estiva di volontariato: una finestra sul mondo e sulla tua vita

Eseprienza in Congo 2010 Eseprienza in Congo 2010

La "Scuola di mondialità": l'avrai sentita nominare tante volte, da qualche tuo amico che l'ha frequentata, da un salesiano che ti ha proposto di partecipare, o semplicemente ti sarà capitato di leggerla su un volantino passato per caso tra le tue mani. Eppure non le hai dato mai molta importanza, pensando "è solo per i più sensibili", oppure "è roba da secchioni", o ancora "prima occupiamoci dei problemi del nostro oratorio, del nostro quartiere, e poi pensiamo al mondo!".

Allora queste righe sono proprio per te, per presentarti una grande opportunità che può aiutarti a crescere e a maturare scelte importanti per la tua vita...

La Scuola di Mondialità non è un gruppo, né un vero e proprio "corso". E' un cammino formativo che si colloca nell'ambito delle attività del Movimento Giovanile Salesiano, per tutti quei giovani che vogliono allargare il proprio sguardo sul mondo a cominciare dalla realtà che li circonda. Giovani che vogliono trovare il proprio posto nel mondo, maturando scelte di vita responsabili ed acquisendo una consapevolezza che darà uno slancio in più all'essere animatori, studenti o giovani lavoratori.

Al termine della scuola, inoltre, ai partcipanti viene data l'opportunità di vivere un'esperienza di servizio e di conoscenza presso una missione salesiana in un Paese povero, proprio come proseguimento di un cammino di incontro e di apertura all'altro.

Le Scuole di mondialità si svolgono in quasi tutte le zone dell'Ispettoria. Nel documento allegato trovi i programmi ed i contatti dei salesiani referenti. Per qualsiasi altra informazione scrivi a mgs.am.icc@donbosco.it

programmi scuole di mondialità
Programmi scuole di mondialità
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ven

21

gen

2011

27 febbraio: Giornata Missionaria Salesiana!

Domenica 27 febbraio si celebra la Giornata Missionaria Salesiana! Si tratta di un momento forte nell'Animazione Missionaria nell'Ispettoria, nelle Case, nei gruppi giovanili: un'opportunità per coinvolgere le comunità dei salesiani e le comunità educativo – pastorali nel tentativo di conoscere, riflettere, approfondire e pregare su una realtà missionaria specifica.

Quest'anno sarà il tema del volontariato a caratterizzare la Giornata Missionaria Salesiana. “Volontari per proclamare il Vangelo”, questo il titolo scelto dal Rettor Maggiore, affiancato dalla citazione di Matteo “Andate in tutto il mondo…”. Un tema che celebra il 125° anniversario dell'ultimo sogno missionario, che Don Bosco fece a Barcellona, per dare un impulso forte al volontariato missionario salesiano in tutte le Ispettorie.

Nel sussidio cartaceo e nei video appositamente realizzati, vengono presentati diversi modelli del volontariato missionario salesiano, con testimonianze di giovani e salesiani. In particolare, si tratta di esperienze che vengono dal continente americano, che ha dato vita a dei cammini di formazione e di accompagnamento del volontariato esplicitamente missionario, ormai collaudati da anni. Il sussidio, che è già stato inviato a tutte le Case salesiane, offre spunti per la formazione e per attività sia con ragazzi che con giovani e adulti. E' possibile richiederne delle copie aggiuntive scrivendo al Dicastero per le missioni (cagliero11@gmail.com).

Per ulteriori informazioni sulla Giornata Missionaria Salesiana e per scaricare i materiali: www.sdb.org

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ven

07

gen

2011

Zoom: progetto di animazione missionaria del triennio

Ecco il video del nuovo progetto di animazione missionaria che è in corso nella nostra ispettoria. Si propone la riflessione su temi di portata internazionale che interessano tutti noi. Buona visione!!!
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ven

17

dic

2010

Raccontando Haiti (Latina 19 dicembre)

Domenica 19 dicembre alle ore 16.00 presso il Nascosa Club a Latina (Via Nascosa 144) Paolo e Marina, i due giovani cooperatori da poco rientrati da un'esperienza di volontariato ad Haiti, racconteranno quanto visto e vissuto in quella terra martoriata.

Oltre alla loro testimonianza, a parlare saranno le immagini della mostra fotografica allestita nel locale.

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lun

11

ott

2010

Racconti boliviani

"Racconti Boliviani" è una raccolta di tre brevi storie raccontate da don Paolo Galdiero, che la scorsa estate ha accompagnato 11 ragazzi del Lazio in un'esperienza di servizio e di incontro con "los chicos de la calle" di Santa Cruz. Li pubblichiamo perché le storie di questi ragazzi possano entrare nel nostro cuore ed accompagnarci in questo mese missionario e non solo. Clicca su Leggi di più per scaricare il file.

racconti boliviani.pdf
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ven

01

ott

2010

Cambiare il mondo è a portata di mano!"

"Per cambiare il mondo [...] urge un pensiero nuovo, frutto della evangelizzazione" queste le parole del Rettor Maggiore nell'omelia della Messa dello scorso 26 settembre a Valdocco, in occasione del 141°mandato missionario.

 Davanti a 400 giovani provenienti da tutte le ispettorie italiane, Don Pascual Chávez, rinnovando un gesto di Don Bosco, ha consegnato il crocifisso a circa 70 missionari tra Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e laici, sottolineando come il loro compito debba essere proprio quello di "collaborare nella umanizzazione del mondo attraverso il dinamismo del Vangelo, capace di convertire la mente e il cuore delle persone, e di trasformare il tessuto sociale. Cambiare il mondo è a portata di mano - ha poi continuato - Solo basta cambiare il mondo che ci è accanto, curando della gente affamata, sfruttata, ammalata. [...] Per convertire la mente e trasformare le strutture sociali è sufficiente il Vangelo, la Parola di Dio rivolta all'uomo per la sua salvezza."

 Buon mese missionario a tutti!

 Il testo integrale dell'omelia è disponibile in allegato (clicca su "leggi di più")

Omelia Harambée 2010.pdf
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gio

30

set

2010

Un mondo possibile. Scuola di mondialità e missione

Con ottobre, mese missionario, riparte nel Lazio la scuola di mondialità e missione! Dalla collaborazione tra Animazione Missionaria del MGS-Lazio e il Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), è nata quest'anno "Un mondo possibile", una proposta formativa articolata in tre percorsi tra i quali poter scegliere. Il primo percorso, dal titolo "Farsi prossimo", ha lo scopo di presentare la dimensione missionaria salesiana, le sue potenzialità, le sue esigenze, le sue proposte, la storia, le esperienze e la sua interconnessione con le tematiche legate alla mondialità. Il secondo percorso mira ad un approfondimento monografico di temi relativi al volontariato internazionale e alla cooperazione allo sviluppo, all’interno dei quali trova spazio l’esperienza missionaria salesiana. Questo livello offre ai partecipanti la possibilità di approfondire temi di interesse specifico attraverso una lettura integrata rivolta alla formazione permanente di giovani universitari e di operatori di PG missionaria (Gruppi Missionari per esempio) e a operatori di cooperazione allo sviluppo richiamati dall’interesse educativo.

Entrambi questi due corsi termineranno nel mese di marzo, quando inizierà la preparazione specifica per chi intenderà vivere un'esperienza di incontro e di servizio presso una missione salesiana durante l'estate. Il terzo percorso consiste invece in un momento di approfondimento specifico tematico/professionale sotto forma di corso intensivo organizzato in collaborazione e con il riconoscimento dell’Università Pontificia Salesiana. Il primo appuntamento è quello con la scuola "Farsi prossimo" (primo percorso) che avrà inizio sabato 2 ottobre, alle ore 16:00, presso l'Istituto Sacro Cuore in Via Marsala 42. Il calendario completo degli incontri e maggiori informazioni sulle tre diverse proposte sono disponibili in allegato.

Contatti: mondialita@donbosco.it

Programma Scuola Mondialità.pdf
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ven

19

mar

2010

"Caritas in veritate": un metodo per uscire dalla crisi

Giovanni Maria Flick al VIS (Roma, lunedì 29 marzo) - Il prossimo lunedì 29 marzo, alle ore 20, presso la sede centrale del VIS in Via Appia Antica 126, sarà ospite il Prof. Giovanni Maria Flick - Presidente emerito della Corte Costituzionale – che terrà una lectio sul tema “Caritas in Veritate: un metodo per uscire dalla crisi”.

“Quali regole per uscire dalla crisi, o per non ricadervi? L’enciclica suggerisce una risposta “laica”, di metodo, e supera la sterile alternativa tra l’eccesso di regole spesso sorde ai principi; e la riaffermazione di principi, improduttivi in assenza di regole (…)”.

Un’occasione importante, come ci ricorda lo stesso Flick, per comprendere che “il dibattito sulla crisi non può ridursi a discussioni come quella sui bonus e i compensi ai manager (certamente da limitare). Occorre il coraggio di passare dalla riflessione sulle regole a quella sui principi dai quali muovere e sui valori a cui tendere; la crisi rappresenta un’occasione preziosa per farlo.” Per info: debora@volint.it .

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dom

07

mar

2010

Forum "L'infanzia negata"

L'oratorio di Genzano propone un forum, rivolto ai giovani degli ultimi due anni di liceo, che si prefigge di informare e sensibilizzare i partecipanti sull'educazione e la formazione che i minori ricevono in varie parti del mondo. L'intento è quello di far prendere coscienza dell'esistenza di diverse realtà pedagogiche e di diversissime opportunità che i minori ricevono a seconda della loro nazionalità, stimolando nei ragazzi la capacità di apprezzare le possibilità che vengono loro offerte e la volontà di cambiare ciò che può essere migliorato.  Il forum sarà articolato in questi ambiti:
1) alcune buone prassi verso i minori nei paesi scandinavi;
2) lo sfruttamento del lavoro minorile nei paesi asiatici;
3) l'infanzia in alcuni paesi poveri;
4) l'infanzia nella cultura rom;
5) la vita dei bambini negli ospedali;
6) l'infanzia nelle carceri femminili;
7) il ruolo dei Salesiani nel terzo millennio e la validità del progetto pedagogico di Don Bosco.

Interverranno:
Dott.ssa Debora Sanguinato - ufficio Diritti umani del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo;)
Dott.ssa Cecilia Corrias - operatrice del Centro Minori Don Bosco di Roma;
Dott. Maurizio Puce - coordinatore di "Skolè", integrazione e intercultura per minori;
Dott.ssa Gabriella Patriziano - esperta in diritti umani del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo)
Il forum si terrà sabato 27 marzo, presso il cinema Cynthianum (Viale Mazzini 9, Genzano di Roma) dalle ore 9 alle ore 12:30, con il patrocinio del Comune di Genzano di Roma e del Comune di Lanuvio ma si prega di dare conferma della partecipazione, ai fini di una buona organizzazione, entro e non oltre il 27 febbraio. In tal modo ci sarà possibile consegnare alle classi che aderiranno, entro la metà di marzo, alcuni materiali utili per arrivare preparati al forum. Per dare la propria adesione o per eventuali informazioni: Emanuele De Maria - ema.demaria@virgilio.it (331.8117194).

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sab

06

mar

2010

L’acqua nel sud del mondo tra emergenze e diritti umani

Sabato 6 marzo dalle 15 alle 18, nell'Istituto Salesiano di Firenze (Via del Ghirlandaio, 40) si terrà il terzo incontro del corso diocesano di formazione alla mondialità e alla missionarietà: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".
La conferenza "L'acqua nel sud del mondo tra emergenze e diritti umani" sarà tenuta da Roberto Sensi, che collabora con Mani Tese e con la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale sui temi del commercio internazionale e come responsabile dell'osservatorio sul commercio Tradewatch ed è autore della pubblicazione "Non investiamoli! La liberalizzazione degli investimenti nei Paesi più poveri e le responsabilità europee".

Il Corso è diocesano e continua un percorso educativo di riflessione sulle tematiche della cooperazione tra le chiese, giustizia, pace, sostenibilità, inculturazione del Vangelo, stile di vita e dialogo tra culture. Quest'anno ha scelto come filo conduttore "la salvaguardia dell'ambiente" declinato secondo la frase "se vuoi coltivare la pace custodisci il creato" che Benedetto XVI ha utilizzato nelle sue riflessioni per la Giornata Mondiale della Pace.
Per informazione si può contattare Don Daniele Merlini sdb (danysdb@yahoo.it) o il Centro Missionario Diocesano (missioni@diocesifirenze.it - 055.2763730)

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lun

01

mar

2010

Raccolta di film per la Quaresima

Vi proponiamo una raccolta di film da poter utilizzare in diversi ambiti (oratorio, parrocchia, scuola) per aiutare la riflessione sui temi della missione nel periodo di Quaresima. Si tratta di una proposta dell'equipe di animazione missionaria del Lazio che ci auguriamo possa essere utile a tutti. Per ulteriore informazione: Don Paolo Galdiero (giovaneprovveduto@gmail.com). 

CInema quaresima missione.pdf
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lun

01

mar

2010

Campi estivi di lavoro ad Ancona

Durante il periodo estivo,  il gruppo missionario d'Ancona ha preparato tre campi di lavoro.
1."Il guardiano della Riserva"  (per giovanissimi dai 13 ai 16 anni) si svolgerà dal 28 giugno al 4 luglio 2010 all'Oasi di Jesi (Riserva Naturale Ripa Bianca-WWF).
2."Un Volontariato Sostenibile e Solidale" (per i giovani sopra i 17) si svolgerà dall'1 all'8 agosto 2010 sempre all'Oasi di Jesi (Riserva Naturale Ripa Bianca-WWF).
3."A Osimo per la prima volta" (per giovani) si svolgerà dal 23 al 29 agosto e prevede prevede degli interventi di manutenzione sulla pista ciclabile di Osimo, richiesti dal sindaco.

In essi, i ragazzi lavorano, vivono un'esperienza di comunità, son pagati per il loro lavoro e tutti i soldi ricavati vengono poi devoluti alle missioni Salesiane in Nigeria e Haiti. Gli unici requisiti richiesti sono tanta allegria, tanta voglia di divertirsi, di stare insieme, di condivere... 
Per maggiore informazione: Andrea Taffi: 3313013717 - Federica Lucarini: 338106849 - Giovanni Danieli: giovanni.danieli@gmail.com

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lun

01

mar

2010

"Join the game", iniziativa in preparazione ai mondiali 2010

E' partita da alcune settimane l'iniziativa "Champions for South Africa. Join the game", promossa dal VIS e da altre 6 organizzazioni del Don Bosco Network. Tale iniziativa, che si inserisce nell'ambito di una campagna europea sugli obiettivi del millennio, intende coinvolgere studenti della scuola primaria e secondaria in un percorso di educazione alla cittadinanza globale, prendendo spunto dal campionato mondiale di calcio che avrà luogo la prossima estate in Sudafrica.

Attraverso un videogame interattivo ed un sussidio didattico per gli insegnanti (entrambi disponibili in due diverse versioni, una per la fascia di età 8-12 anni e una per la fascia 13-18 anni) i ragazzi avranno l'opportunità di conoscere la realtà del Sudafrica al di là dei clamori del campionato del mondo di calcio, cogliendo così la ricchezza culturale di questo Paese, ma anche riflettendo sulle problematiche che lo affliggono.
Per maggiori informazioni, www.join-the-game.org.
Per richiedere i dvd con il gioco e i sussidi didattici, contattare la Dott.sa Debora Sanguinato (Ufficio VIS - Attività Italia): debora@volint.it.

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