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  • Sui passi di don Bosco - Campo vocazionale 2021

    Dal 10 al 16 agosto la nostra Ispettoria ICC ha proposto per i giovani del MGS il campo vocazionale, a conclusione delle esperienze estive di questo 2021. Una settimana intensa in cui noi (9 giovani, 4 salesiani e una coppia di sposi) abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente con don Bosco nei luoghi della sua vita. Abbiamo seguito in ordine cronologico i suoi passi, vivendo un campo “itinerante” che è iniziato al Colle don Bosco e si è concluso a Valdocco, camminando insieme ciascuno con la propria storia e le proprie domande, ma col comune desiderio di capire quello che il Signore chiede alla nostra vita. Di fronte alle storie di don Bosco e dei suoi tanti compagni di viaggio, storie di vite donate e spese fino alla fine, l’interrogativo che ci ha accompagnato è stato “PER CHI sono io?” La vocazione, quella consacrata salesiana come quella matrimoniale, trova senso nel momento in cui è un dono per altri, ed è per questo che alla base di ogni scelta è importante chiedersi per chi voglio donare la mia vita. Un Santo Salesiano diceva che “la condizione di vita di ogni creatura umana è la felicità”… e poiché la felicità non è mai una questione individualistica, siamo ben convinti che per essere felici c’è bisogno di donarsi, ognuno dove è chiamato a farlo, fino all’ultimo respiro… così come ha fatto don Bosco.

  • A cosa ti servo, qui e adesso?

    "Potrebbe esserci qualcun altro, è vero, un altro più bravo e più capace, ma ci sei tu. Potresti non esserci, eppure ci sei". Ecco quello che Lui mi ha detto con le parole di un salesiano, mentre Gli domandavo anche un po' arrabbiata: "a cosa ti servo qui e adesso?". Ricevere un mandato e sentirmi dire che era proprio Lui a mandarmi, partire in “Missione”, in questo campo dove sarei stata “più” di un'animatrice, indossare per la prima volta al collo una piccola croce e camminarci insieme per le strade, erano tutte montagne che guardavo con la testa tirata indietro nel tentativo di comprenderle, seppur meravigliata e spaventata. Forse per questo sono partita, mettendomi inconsciamente alla ricerca di “grandi cose” da fare, di un servizio quasi frenetico che mi stancasse e occupasse tempo, perché dentro di me credevo che avrei corso da una parte e dall'altra, ma per lo più sono stata ferma, per lo più, come diceva Lui in quel salesiano, ci sono stata. A Tocco non c'erano da fare quelle “grandi cose” di cui l'immaginario comune circa le esperienze missionarie mi aveva per così dire convinto, non c'era un mondo disastrato da salvare, ma solo un piccolo e breve tratto di quotidiano in cui entrare in punta di piedi, con attenzione e pazienza. C'erano ragazzi di cuore da affiancare nell'animazione estiva, una drammatizzazione da mettere in scena con un Giona da far arrivare dal re a Ninive, e bambini da conoscere in soli cinque giorni. C'era papà Don Bosco, già dipinto da anni col suo sguardo dolce sui muri dell'oratorio The Dream e su quelli del paese, come una presenza che non abbiamo dovuto “importare” noi in quanto animatori salesiani, ma che siamo stati chiamati a condividere, ad “indossare” insieme ad un intero paese sulle magliette rosso acceso della pedalata notturna, nel segno di un carisma che abbracciava già prima di noi tutti quegli animi incontrati. Infine c'era per me un gruppo di altri missionari, una specie di famiglia insieme alla quale attendere al nostro servizio, insieme alla quale attendere il nostro servizio. Perché da missionario impari che questo non è un semplice da fare che ti viene assegnato, ma al contrario qualcosa che arriva quando ci sei davvero, quando smetti di stare lì nel tuo a leccarti le paure, e capisci, al di là dei volti che vedi, al di là di quello che senti e spesso nemmeno ti piace, Chi vuoi servire, Chi vuoi innalzare, a Chi vuoi essenzialmente tornare utile. Ma in quest'attesa attesa siamo stati un gruppo: tredici persone connesse e unite, che per due settimane hanno fatto colazione chiedendosi 'che mangiamo a pranzo?', che hanno grattato di giorno in giorno un enorme tocco di zucchero, e che, soprattutto, hanno condiviso la preghiera, le riflessioni personali, la Mensa Eucaristica, e si sono sforzati in tutti i modi di essere autentici. Solo così dopo averlo atteso, siamo riusciti ad attendere al nostro servizio, sperimentando ancora una volta che Servire non è regnare solo perché questa è una bella frase, ma perché dietro di sé porta racchiusa una Vita immensa che queste due settimane a Tocco da Casauria ci hanno aiutato a vedere un po' meglio e un po' di più.

  • Col motore acceso - Campo Bivio 2021

    Se dovessi definirlo, definirei il Campo Bivio come un viaggio, per utilizzare una metafora che già mi ha accompagnato durante le ultime condivisioni. Sono stati solo pochi giorni, ma vissuti tanto intensamente da sembrare mesi: ogni attività, ogni condivisione, ogni sorriso insieme sembrava avere la capacità di dilatare il tempo, valorizzando e rendendo prezioso ogni istante. Sono stati per me giorni di profonda riflessione e meditazione, che mi hanno aiutato a capire meglio sia me stesso che gli altri. Grande importanza ha avuto anche il rapporto con gli altri, sia i membri dell'équipe, sia tutti i ragazzi e le ragazze che hanno condiviso quest'esperienza con me: penso che si sia creato davvero un bel clima familiare, un clima di casa, un bel cambiamento rispetto ai mesi di isolamento che ognuno ha vissuto nelle sue realtà. In definitiva, posso dire che ogni secondo di questo campo è stato fondamentale, un momento di crescita e di amicizia che ci ha permesso di conoscere ancora meglio il mondo dell'animazione. Grazie. Lorenzo Moi, Monserrato Il Campo Bivio per me è stato un importante stimolo per rimettermi in discussione: ho imparato ad interrogarmi e a prendere in mano il mio futuro, a tendere l’orecchio alla mia vocazione, ad avere un occhio di riguardo per la strada che è pensata per essere percorsa da me. Tanto più dopo un periodo confuso e ricco di cambiamenti, in cui avevo allentato il contatto con l’oratorio per via degli studi in Toscana, quest’esperienza è stata per me estremamente salutare, imprescindibile; rimettendo i piedi nel vecchio mondo ho percepito più che mai cosa vuol dire il Movimento Giovanile Salesiano: per questo nuovo anno punto di offrire il mio servizio ai ragazzi della casa salesiana di Livorno. Ho tutt’ora un grande bisogno di stare col motore acceso, attivo, mettendo in atto la mia vita secondo la spiritualità salesiana, che distingue noi animatori sulle orme di don Bosco. Un grazie doveroso a tutti, ma in particolare ai membri dell’équipe, che hanno saputo guidarmi nei momenti di maggior smarrimento e far risplendere, più forte di prima, il mio sorriso. Giuseppe Daga, Cagliari

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  • Spazio MGS | Movimento Giovanile Salesiano dell'Italia Centrale

    ANGOLO NEWS Visita il nostro blog per essere sempre aggiornato su tutti gli eventi del Movimento Giovanile dell'Italia Centrale, per leggere approfondimenti, riflessioni, storie e trovare materiale per i tuoi incontri. VISITA IL BLOG > ARTICOLI RECENTI Sui passi di don Bosco - Campo vocazionale 2021 84 1 Un Mi piace. Post non contrassegnato con Mi piace 1 A cosa ti servo, qui e adesso? 171 3 Più di un Mi piace. Post non contrassegnato con Mi piace 3 Col motore acceso - Campo Bivio 2021 88 1 Un Mi piace. Post non contrassegnato con Mi piace 1 PROSSIMI APPUNTAMENTI 19 Settembre 24 Settembre Assemblea MGS Lazio-Umbria Assemblea MGS Marche-Abruzzo CALENDARIO >

  • PROPOSTA PASTORALE | spazio-mgs-ic

    A quell'età ho fatto un sogno, che mi rimase profondamente impresso nella mente per tutta la vita. È il sogno dei nove anni , di cui ricorre nel 2024 il duecentesimo anniversario, che ci accompagnerà in questo nuovo triennio di proposte pastorali. È considerato uno dei testi fondamentali della tradizione salesiana, proprio perché conserva l’essenza della missione di don Bosco e dei tratti carismatici salesiani. Don Andrea Bozzolo descrive così questo sogno: “Il racconto che don Bosco fa nelle Memorie dell’Oratorio del sogno che ebbe a nove anni costituisce uno dei testi più rilevanti della tradizione salesiana . La sua narrazione ha accompagnato in modo vitale la trasmissione del carisma, divenendone uno dei simboli più efficaci e una delle sintesi più eloquenti. Per questo il testo giunge al lettore che si riconosce in quella tradizione spirituale con le caratteristiche di una pagina “sacra”, che rivendica una non comune autorevolezza carismatica ed esercita una consistente energia performativa , toccando gli affetti, muovendo all'azione e generando identità . In essa, infatti, gli elementi costitutivi della vocazione salesiana sono allo stesso tempo fissati in modo autorevole, come un testamento da consegnare alle generazioni future, e ricondotti, attraverso l’esperienza misteriosa del sogno, alla loro origine trascendente. Come nelle grandi pagine bibliche, il movimento in avanti verso il compimento e il richiamo all'Origine s'intrecciano nella narrazione in modo inseparabile.” (A. Bozzolo, I sogni di don Bosco. Esperienza spirituale e sapienza educativa.) Ogni anno, per i prossimi tre anni, avrà come riferimento principale una frase tratta dal testo del sogno. Nello scorso anno pastorale, 2020-21, la frase che ci ha accompagnato è stata “Ecco il tuo campo ecco dove devi lavorare” . Evidenziava il “luogo ”, il campo di azione. La nostra missione è quella di lavorare “nel cuore del mondo”, come Giovannino ha lavorato nel suo cortile. Il secondo anno 2021-22 è incentrato sulla personalità dell’educatore e dell’animatore , con la frase “Renditi umile, forte e robusto ”. Ci invita a lavorare sulla, che preparata alla missione per cui tutti ci dobbiamo sentire “amati e chiamati”. L’ultimo anno di questo triennio sarà guidato da “Non con le percosse, ma con la mansuetudine e colla carità ”. Indica il metodo educativo salesiano , invita ad essere protagonisti in prima persona di questa missione e a dire “Noi ci s(t)iamo!”. Amati e Chiamati - “Renditi umile, forte e robusto” Il tema di questo anno pastorale si basa sulle parole di Maria che invitano Giovannino Bosco a lavorare sul suo carattere, ad assumere una personalità tanto tenera quanto solida: “Renditi umile, forte e robusto”. Il sogno della missione salesiana va costruito, non si può improvvisare: ecco perché l’hashtag di quest’anno è #MakeTheDream. E verrà scandito da due verbi fondamentali dell’identità cristiana: amare e chiamare. In questo lavoro su noi stessi saremo accompagnati in maniera speciale da san Francesco di Sales, maestro di vita cristiana e di spiritualità giovanile. Il 28 dicembre 2022 ricorreranno i quattrocento anni della morte del santo a cui don Bosco fin dall’inizio si ispirò per incominciare la propria opera educativa. Riscoprire alcuni tratti della ricchezza del Dottore dell’amore diventa quindi per noi un piacevole dovere. Il Quaderno di Lavoro L'IDEARIO Gli strumenti per l'anno 2021-22 Guarda la conferenza stampa di presentazione del tema della Proposta Pastorale 2021-22

  • CONTATTI | spazio-mgs-ic

    CONTATTI SEGRETERIA ITALIA CENTRALE Coordinatore: Cecilia Ruggieri mgs-ic@donbosco.it Delegato di Pastorale Giovanile ICC: don Emanuele De Maria pastoralegiovanileicc@donbosco.it Animatore Vocazionale e Missionario ICC don Francesco De Ruvo missionicc@donbosco.it Consigliera di Pastorale Giovanile ILS: suor Anna Maria Spina pastorale@fmails.it Consigliera di Pastorale Giovanile IRO: suor Loredana Locci pastorale.fmairo@gmail.com SEGRETARI DI ZONA Lazio-Umbria: Camilla Assogna comitatomgslazioumbria@donbosco.it Liguria: Francesca Banaudi comitatomgsliguria@donbosco.it Marche-Abruzzo: Cecilia Ruggieri comitatomgsmarche@donbosco.it Sardegna: Lorenzo Moi comitatomgssardegna@donbosco.it Toscana: Antonio Corcione comitatomgstoscana@donbosco.it

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