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E tu come stai?

 

Il weekend dal 23 al 25 novembre un gruppo di ragazzi ha colto un’occasione straordinaria per ascoltare Dio. Partendo dalla domanda “A che punto sono nella mia vita?”, Don Ivan, il predicatore, ci ha accompagnato ad un incontro determinante, soprattutto alle porte dell’Avvento, quello con Dio; insomma dietro alla domanda “come stai?” ci viene richiesto di andare oltre il convenzionale “tutto bene” per poter vedere in faccia la verità e provare a capire dove stiamo andando. Quindi gli esercizi spirituali non sono stati uno stacco dalla realtà, ma una prospettiva diversa da cui vederla.

 

Importanti sono stati i tre momenti di deserto, in cui, in maniera differente, ognuno di noi si è sentito toccare il cuore da interrogativi e provocazioni che non ci permettono di restare inermi, ma ci chiamano ad un quotidiano e profondo cambiamento. Se la tecnica della Lectio è stata il canale privilegiato con cui Dio ci ha parlato, sicuramente noi avevamo bisogno di sintonizzarci sulla Sua “frequenza” e ciò non sarebbe stato possibile senza la partecipazione a momenti come la Messa, il Rosario e la Confessione.

 

Un altro punto di forza era il confronto, che si poteva vivere in momenti più informali tra noi o, meglio ancora, con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice presenti, che offrivano volentieri una parola di conforto, di correzione o di incoraggiamento a chiunque ne avesse bisogno.

 

Un’altra componente significativa sono state le testimonianze di Suor Adele e delle novizie Sara, Sara e Carmen, le quali hanno condiviso parte della loro vita facendoci capire che il progetto che Dio ha per noi non corrisponde sempre al nostro, anzi, a volte ci chiama su strade che inizialmente avremmo escluso, trasmettendo la bellezza di dire sì a Lui e la libertà che scaturisce dall’abbandonarsi a chi ci ama e chiede fiducia.

 

Ma come posso capire a cosa Dio mi chiama? Io non sento mica la Sua voce!

 

È questo il centro: partire dalle vicende quotidiane, soprattutto dalle più evidenti, e viverle bene. Solo così saremo in grado di capire a cosa siamo chiamati nelle cose più grandi, vivendo in pieno la realtà di ogni giorno.

 

Lo stesso stile di queste giornate, pur avendo al centro tematiche non facili, è stato molto semplice, improntato sullo stile di Don Bosco, che non escludeva mai un “sano divertimento”. Per questo i momenti di gioco ed allegria non sono potuti mancare; persino nelle meditazioni erano presenti impegni pratici, esperienze personali e modalità che scoraggiavano ogni possibile astrazione dalla mia realtà.

 

Insomma davvero un’esperienza ricca di divertimento, riflessione e soprattutto un’opportunità di crescita nel rapporto col Signore, in un momento delicato come l’Avvento che troppe volte passa inosservato o travolto dalle mille attività che tempestano le nostre giornate.

 

Mi auguro che anche tu che leggi possa rispondere alla domanda “Tu come stai?” che ogni giorno Dio ci pone, accettando l’idea di poter essere sconvolto dalla risposta e di ricominciare, giorno dopo giorno, partendo da essa, consapevole che non saremo mai soli nel nostro cammino.

 

 

 

A volte sembra che Dio faccia silenzio, o meglio, che sia lì, da qualche parte, a confermare una routine in cui tutto sommato, tra fatiche e difficoltà, non stiamo poi così male.

 

Ma se non fosse così? Se ci stesse urlando qualcosa di diverso?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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