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Davanti alla Croce con gli occhi di Francesco

April 12, 2019

Flussi di coscienze. Alcuni: "Oooh, finalmente. Non ne potevo più di sentirmi raccontare il sogno dei nove anni". Altri: "Questi Salesiani, nemmeno il tempo di predicare gli esercizi hanno!". Altri ancora: "Curiosità! Magari mi viene voglia di farmi francescano...".
Queste le reazioni che hanno caratterizzato il diffondersi della locandina degli esercizi spirituali di Quaresima vissuti dagli animatori della Toscana dal 5 al 7 Aprile 2019 a Pietrasanta.
Tante cose si potrebbero dire di queste giornate così fitte, ma proviamo riassumerle così: "Signore, cosa vuoi che io faccia?", "Signore, chi sei Tu? E chi sono io?" e "Signore, dove sei?". Accompagnati all'interno della vita del santo di Assisi da fra Alessandro Martelli, ci siamo confrontati con tre dei suoi incontri con il Signore, scoprendolo vicino, giovane e con le stesse nostre domande. Già da subito entriamo nel tema rivivendo gli incontri di Gesù lungo la via della croce e completiamo la nostra via crucis con la "nostra" stazione: Gesù incontra Irene. Ti ricordi, Irene, il giorno, l'ora, il luogo? Sì... mi ricordo. Faccio due conti per alcune date, ma ci arrivo.
Dal giorno dopo invece si parte con Francesco per la crociata, ma qualcosa va storto, e si torna subito indietro. "Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio". "Signore, allora, cosa vuoi che io faccia?". Siamo di fronte al crocifisso di San Damiano, andiamo a ripescare tutti i nostri conti in sospeso con il Signore e ci mettiamo vigili, se per caso ci eravamo un po' addormentati. Quante volte ci sarà successo di avere piani o spunti rimasti a metà e di non aver saputo cosa il Signore voleva da noi. Quel che conta è essere svegli e pronti, e iniziare con quel pochino che Dio ci mostra passo passo. Il resto verrà. Se il Signore avesse detto a Francesco: "Vorrei che tu fondassi un ordine e attraverso di te vorrei convertire tutti da ora al 2019 e oltre" non so come l'avrebbe presa. Come Francesco poi ci scopriamo simili a quell'uomo in croce, abbiamo anche noi mani ferite, con tutti i disastri che hanno combinato, piedi feriti, con tutte le strade senza uscita che hanno percorso, e un costato ferito, con i desideri falsi che hanno preso posto nel nostro cuore. Davanti a Cristo, lasciamo che tutto venga a galla, e ci sentiamo accompagnati da Lui fino nei più bassi luoghi che l'umanità può raggiungere. Siamo feriti insieme e, piano piano, noi guariamo. Prima delle confessioni, fra Alessandro ci regala ancora un altro spezzone della vita di Francesco: La Verna 1224. "Signore, chi sei tu? E chi sono io?". Anche noi rispondiamo e condividiamo tra noi tanti vissuti e spunti diversi, ma infondo simili. La giornata non finisce e la sera, dopo la testimonianza di una famiglia, un gioco e un invito a Livorno, abbiamo l'adorazione notturna. La mattina dopo il Signore è ancora là e lo riscopriamo tanto umile da venirci incontro tutti i giorni. "Signore, dove sei?", eccoti qua. Qua, davanti a noi nell'Eucarestia. Qua, in questo corpo che ha fatto la comunione. Qua, nei fratelli che mi circondano. E non pensate, ci dice fra Alessandro, che gli apostoli avessero vissuto qualcosa di tanto diverso. Con i loro occhi vedevano un uomo, come voi vedete pane. Siamo invitati insieme ad andare oltre con gli occhi dello Spirito, ad incontrare Cristo che si mescola irrimediabilmente con noi e a far sì che faccia parte delle nostre vite come Lui vuole.

 

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