• Gaia Greco, Arianna Spiga, Costanza Gangi

CONTINUA MISSIOLAB. Conoscere l’altro… un incontro a più voci!


Cosa vuol dire dialogo interreligioso? Come possiamo prenderci cura del mondo in cui viviamo? Queste alcune delle domande che hanno mosso le riflessioni dell’incontro di MissioLab Marche-Abruzzo dello scorso 5 febbraio. Essendo, nelle nostre realtà, spesso in contatto con diverse culture e religioni è stato interessante per noi confrontarci sul tema del dialogo interreligioso e dell’ecumenismo con la Presidentessa del consiglio delle Chiese Cattoliche delle Marche Viviana De Marco. Siamo partiti approfondendo alcuni dei documenti della Chiesa riguardanti tali tematiche, ma ciò che soprattutto ci ha colpito è stato comprendere quanto sia importante e generativo il dialogo tra religioni e all’interno di una stessa fede: essere un solo corpo. La testimonianza della Presidentessa ci ha infine dato conferma di come basti una passione per spingerci oltre e trovare il nostro posto come parte attiva all’interno della Chiesa, anche come laici; di quanto sia davvero possibile fare e farci dialogo.

Nella seconda parte dell’incontro invece ci hanno accompagnato l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco e le riflessioni sul tema dell’ecologia integrale. Ci siamo focalizzati su un utilizzo consapevole di acqua ed imballaggi e su come anche una scelta comune come quella del vestiario crei un impatto non indifferente a livello ambientale. Abbiamo poi riportato una voce concreta di giovani come noi che hanno scelto di fare della propria passione, la musica, un mezzo per custodire la realtà loro attorno. Si tratta del gruppo musicale degli Eugenio in Via Di Gioia: quattro ragazzi che si sono spesi per la causa ambientale attraverso le loro canzoni e creando una piattaforma di azione ed informazione chiamata “Lettera al prossimo”. Attraverso una raccolta fondi sono riusciti a ripiantare un’intera foresta che era stata abbattuta da una tempesta in Trentino. Tutto ciò ci ha aiutato a capire quanto scelte consapevoli, piccoli gesti quotidiani e cura verso la realtà circostante possano aiutarci a fare la differenza.

Conoscere l’altro è sempre ad un arricchimento personale. Il confronto, il dialogo invitano all’apertura al mondo e alla conoscenza, in particolar modo, di ciò che ci unisce e non solo di cosa ci rende diversi. MissioLab Sardegna ci racconta come hanno vissuto questo momento:

“Di questi tempi, nonostante non sia sempre facile trovare dei punti in comune con gli altri, i molteplici modi di guardare al mondo sono sempre capaci di sorprendermi e mi fanno realizzare che il dialogo è una grande via per arricchirsi. Nell’ultimo incontro ci siamo soffermati proprio sul dialogo, che mi ha insegnato tanto su quanto sia vario il mondo del Cristianesimo. Oltre ad avere sentito una testimonianza, abbiamo avuto anche la grande opportunità di partecipare a una messa di rito bizantino in ucraino, in una chiesa poco distante da noi. Ho potuto sperimentare non solo la presenza di una fede pura, ma anche un’accoglienza che prescinde dalla differenza dei vari riti, ma che si rifà puramente all’insegnamento di Cristo. Una splendida esperienza, che fa comprendere quanto la fede riesca a unire tantissime persone e abbattere qualsiasi muro”.

A che punto siamo del nostro cammino? (MissioLab Toscana- Emilia-Romagna)

Cuore aperto, Azioni semplici, Umiltà, Attenzione. Sono solo alcune delle consapevolezze che stanno nascendo nel nostro cuore. Tutti noi stiamo imparando a guardare ciò che ci circonda con uno sguardo nuovo. Forse essere missionari è prima di tutto sperimentare cosa vuol dire sentirsi piccoli. Solamente di fronte a questo modo di guardare le cose, solamente scontrandosi con questo amore libero e incondizionato che tutti desideriamo, ma che tutti facciamo fatica a manifestare troviamo il desiderio di donarci. Dopo di che è rendersi conto di non essere soli in questa “piccolezza”. Questa bellissima condivisione avvenuta tra di noi ci ha fatto sentire gruppo e ciò è fondamentale per crescere nel verso giusto. Sapere di non essere soli aiuta a trovare il coraggio di affrontare “il mondo” ovvero quel qualcosa più grande di noi, e insieme a capire di cosa potrebbe aver bisogno l’altro perché è esattamente ciò di cui hai bisogno te. Infine, c’è l’azione. Quando hai accolto nel tuo cuore queste emozioni non puoi continuare ad essere indifferente a ciò che ti circonda. Ognuno di noi sta facendo il proprio percorso, da: “ho iniziato a scendere gli scalini di questo cammino” a: “voglio caricarmi la mia casa sulle spalle e portarla fuori”, ma la nostra base sta diventando un po’ per tutti: “fare poco è meglio che fare niente”.

Nella seconda parte dell’incontro abbiamo ascoltato la testimonianza di Don Andrea Zargani, diacono permanente, insegnante di religione e psicologia, responsabile dell’archivio diocesano e soprattutto a servizio della diocesi di Livorno come responsabile per il dialogo ecumenico. Grazie alla sua esperienza ci ha trasmesso ancora una volta quanto uscire dalla nostra casa arricchisce prima di tutto noi e poi chi ci sta intorno. L’altro diverso da me è importante per la mia crescita personale.






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