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Va' per la città e guardati attorno - Campo Bosco 2021

"Consapevolezza. Ecco come descriverei in una sola parola l’esperienza del Campo Bosco appena vissuta. La consapevolezza di essere lì per un motivo, più o meno solido, ha unito tutti e fatto sì che questa esperienza potesse essere carica di emozioni intense. Tutti hanno capito da subito quanto sarebbe stato importante per ognuno di noi, e si sono impegnati per viverlo al meglio.

È stato un campo indelebile: vedere per la prima volta i luoghi in cui Don Bosco è nato e cresciuto, Madre Mazzarello ha vissuto, insomma i luoghi di cui sentiamo parlare da quando abbiamo iniziato a prendere parte alla vita in oratorio, è stata un’esperienza forte, e credo che le sensazioni provate durante questo campo rimarranno incise dentro di noi per sempre. È stato come se Dio ci avesse preso per mano e accompagnati poi a vivere ciò per cui viveva Don Bosco, a comprendere ciò che lui pensava e capire così quale fosse il motivo per cui decidiamo ogni giorno di vivere in stile salesiano. La nostra età è molto vicina a quella che aveva Don Bosco quando ha intrapreso il percorso di vita ecclesiastica, e come lui anche noi ci troviamo davanti a mille dubbi e insicurezze. Credo che vedere come lui abbia affrontato questo periodo della sua vita abbia aiutato anche noi in parte nella nostra realtà. Il Campo Bosco è un campo dal quale si uscirà sempre sorpresi dall’esperienza vissuta, indipendentemente da ciò che ci si aspetta. Questo perché l’effetto che fa vedere determinati luoghi è indescrivibile a parole, e credo che solo vivendo questo campo abbandonandosi a Dio si riesca a capire a fondo l’essenza del momento che si sta vivendo.

Credo poi che ad impreziosire questa esperienza sia stato il gruppo, equipe compresa. Saper di poter condividere emozioni e pensieri con altre persone di regioni diverse ha amplificato tutte le sensazioni e rapporti. Questo campo mi ha davvero fatto aprire gli occhi: mi sono accorta di non essere sola, mi sono resa conto che altri ragazzi come me aspirano ai miei stessi obiettivi e mi sono sentita amata davvero per quella che sono, senza aver bisogno di fingere o forzare qualcosa. Le dinamiche tra noi sono state semplici, ma davvero intense. Le cose più semplici (una partita di pallavolo, una canzone, una chiacchierata…) sono state lo spiraglio attraverso il quale Dio è venuto in mezzo a noi, e ci ha accompagnato per tutto il cammino.

Ecco, questo mi ha insegnato il Campo Bosco, a riconoscere Dio tra gli altri."

Alessia Carta, Cagliari san Paolo


"Per me è stato un campo stupendo che rifarei altre cento di volte perché il toccare con mano, il percorrere, I luoghi di Don Bosco, Domenico Savio, Madre Maria Mazzarello e tutti gli altri santi salesiani è un’esperienza che mi ha messo una gioia grandissima e una voglia di essere come loro che non ho mai provato.

Senza il gruppo che si è venuto a creare, e senza l’equipe, non sarebbe stato così bello, così toccante e allo stesso tempo così divertente, perché non credo che da solo avrei potuto provare delle emozioni così forti. Prima di andare al campo non sapevo nulla di alcuni personaggi della famiglia salesiana ma grazie all’equipe li ho conosciuti. Come tutte le esperienze di questo tipo, a rendere il campo così indimenticabile ci sono anche quelle cose inevitabilmente imperfette. Di queste imperfezioni ne vorrei citare un po’ tipo le zanzare di Chernobyl, che se ti pizzicavano ti venivano bubboni grandi come case, poi la pasta leggermente più cotta del solito o cose così che fanno ridere e proprio per queste cose ci ricorderemo di esserci stati."

Giovanni Prudenzano, Civitanova Marche




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