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- Cuori disarmati: weekend MissioLab in uscita
Il cammino di MissioLab Italia Centrale ha vissuto un momento fondamentale del suo percorso: nei giorni del 13 e 14 dicembre si è svolto il weekend missionario in uscita . Dopo i primi passi di formazione, i giovani hanno lasciato le consuete sale d'incontro per sporcarsi le mani e aprire il cuore in due territori diversi, la Toscana e il Lazio , sperimentando cosa significhi concretamente "farsi prossimi". È stato un fine settimana intenso, segnato dal passaggio dalla teoria alla pratica, dove la missione non è stata solo un concetto discusso, ma un volto incontrato, un pasto condiviso e una preghiera vissuta insieme. Che si trattasse delle strade della capitale o delle realtà di accoglienza toscane, l'obiettivo è stato unico: allenare lo sguardo a riconoscere l'altro. Abbiamo chiesto ai gruppi di raccontarci il loro weekend... Lazio: Tra le strade di Roma, dove l'incontro si fa preghiera Nel Lazio, abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha spinti oltre i nostri confini abituali. Siamo stati accolti dalla comunità di Santa Maria della Speranza , a Roma, dove abbiamo avuto l'opportunità di confrontarci con diverse realtà di servizio. Il cuore del nostro weekend è stato l'incontro con le persone senza fissa dimora. Camminando per le strade, abbiamo capito che la missione inizia spesso con un saluto, un ascolto attento o un semplice gesto di vicinanza. Abbiamo distribuito pasti e coperte, ma soprattutto abbiamo cercato di donare il nostro tempo, scoprendo che dietro ogni povertà c'è una storia che merita dignità. Questi momenti di forte impatto emotivo sono stati accompagnati da spazi di silenzio e riflessione comunitaria, che ci hanno permesso di rileggere quanto visto alla luce della fede. Torniamo da questa esperienza con la consapevolezza che la città di Roma nasconde periferie esistenziali che interpellano direttamente la nostra vocazione di giovani missionari. Toscana: Il calore dell'accoglienza e la gioia del servizio In Toscana, il nostro weekend è stato caratterizzato da un forte spirito di famiglia e da una profonda immersione nelle realtà caritative locali . Siamo stati ospitati in un clima di grande apertura, che ci ha permesso di sentirci subito parte di un progetto più grande. Abbiamo dedicato le nostre energie al supporto di mense e centri di accoglienza, lavorando fianco a fianco con i volontari che ogni giorno si spendono per gli ultimi. In queste ore di servizio, ci siamo resi conto di quanto sia prezioso il lavoro silenzioso di chi costruisce ponti di solidarietà nel quotidiano. Non sono mancate le occasioni per condividere tra noi le fatiche e le gioie vissute, rafforzando il legame del nostro gruppo. Abbiamo concluso il weekend con il cuore colmo di gratitudine, certi che la missione in Toscana ci abbia insegnato l'importanza della cura dei dettagli e del sorriso come primo strumento di evangelizzazione. Questa "uscita" ci ha dato la spinta necessaria per continuare il nostro percorso con nuovo entusiasmo e una visione più chiara del nostro impegno nel mondo.
- Sulle Orme del Battista: Esercizi Spirituali MGS per l'Avvento
Esercizi Spirituali in preparazione dell' Avvento e delle festività Natalizie del Lazio-Umbria-L'Aquila si sono svolti il 28-29-30 novembre 2025 nella Casa di Preghiera di San Biagio a Subiaco . L'iniziativa ha visto la partecipazione di oltre venti giovani provenienti da diverse Case Salesiane , che hanno condiviso un profondo momento di fede e crescita. I partecipanti hanno potuto contare sull'accompagnamento di Don Roberto Buattini , sacerdote diocesano, che con le sue riflessioni ha offerto profonda ispirazione e una preziosa ricchezza al gruppo. Sulle Orme di San Giovanni Battista: Il Focus Spirituale Le giornate di riflessione hanno avuto come figura centrale San Giovanni Battista , modello di preparazione e conversione. Attraverso quattro meditazioni, caratterizzate da una notevole efficacia comunicativa e schiettezza nel riferirsi alle sfide e alle difficoltà della vita quotidiana, Don Roberto ha condotto i giovani a un esame di coscienza profondo: 1. Dal Grembo al Deserto: La Nascita di un Outsider La prima riflessione ha invitato i partecipanti a soffermarsi sulle proprie difficoltà, riconoscendo che, come per il Battista nella sua singolare vocazione, anche nelle nostre "fatiche" e "stranezze" si cela un appello del Signore. Riconoscere e nominare le proprie difficoltà è il primo passo per un cammino autentico . 2. La Conversione ovvero la Fine del Vittimismo La seconda meditazione ha evidenziato il Battesimo come condizione essenziale per la remissione dei peccati. È stata sottolineata l'importanza di cambiare prospettiva , superando gli "alibi" che la società propone per i nostri peccati, per focalizzarsi sulle proprie "ferite", poiché solo il riconoscimento sincero dei propri peccati permette di intraprendere pienamente la vita cristiana . 3. Il Metodo Battista: Quattro Punti di Appoggio La riflessione successiva ha riguardato l'attualità del Battista come maestro di chiarezza nella relazione con il Signore. I partecipanti sono stati invitati a riflettere sulle virtù di cui parla il Battista—Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza—come elementi caratterizzanti la vita di ogni cristiano. Queste domande hanno permesso un vero " esame " della propria vita quotidiana e una messa in discussione dei pilastri personali. 4. Al Giordano: Il Battista e l’Arte del Passaggio L'ultima meditazione ha concluso gli esercizi spirituali concentrandosi sulla natura del rito battesimale : un rito unico, che riguarda la totalità della vita, e la cui attuazione è urgente. Vivere questa riflessione all'inizio dell' Avvento è stato tempo di grazia e un’opportunità offerta dal Signore. Preghiera, Sacramento e Fraternità L'intenso percorso è stato accompagnato da momenti forti di preghiera , scanditi dalla proclamazione solenne delle Lodi Mattutine, dalla celebrazione della Santa Messa e dalla recita dei Vespri. Le meditazioni hanno introdotto e valorizzato il momento centrale dell'accostamento al Sacramento della Riconciliazione , al quale i ragazzi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi, ricevendo il perdono di Dio. Un elemento che ha arricchito profondamente l'esperienza è stata l'accoglienza calorosa e fraterna della comunità di Subiaco , che ha ospitato i partecipanti con un autentico spirito di famiglia. Torniamo a casa con il cuore alleggerito e rinnovato, avendo intrapreso un passo importante del nostro cammino. L'esperienza ha ribadito che il raccoglimento e la quiete sono vie privilegiate per l' ascolto interiore , e che la fraternità nella preghiera permette di compiere imprese superiori alle aspettative.
- "Il Verbo si fece carne": Esercizi Spirituali MGS Toscana-Liguria
Dal 28 al 30 novembre 2025, i giovani delle case MGS di Toscana e Liguria si sono riuniti presso il Convento Ospitale San Lorenzo di Pontremoli per gli Esercizi Spirituali d'Avvento. Sotto la guida di Don Marco Frecentese, il focus è stato sull'interiorità e la preparazione al Natale, imparando ad affrontare le ferite e a scegliere l'Amore di Dio. Dal 28 al 30 novembre 2025 ci siamo ritrovati con le case MGS di Toscana e Liguria a Pontremoli , nel Convento Ospitale San Lorenzo dei frati Cappuccini, per svolgere gli Esercizi Spirituali d’Avvento , un'occasione importante per fermarsi e mettere in pausa la frenesia degli impegni quotidiani. Il titolo, “Il Verbo si fece carne” , nascondeva un tema profondo: noi stessi. Don Marco Frecentese ha impostato questi giorni lasciando la libertà di scegliere la propria tematica personale, avviando gli esercizi spirituali con l'obiettivo di capire su cosa della propria vita c'era bisogno di lavorare. Sotto la sua guida, abbiamo intrapreso un percorso di revisione all’interno della propria interiorità. Il Percorso Spirituale: Le Cinque Tappe del Discernimento Questo breve ma intenso viaggio può essere riassunto in cinque tappe fondamentali: Ascoltare: Entrare dentro di noi. Riconoscere: Individuare l’Amore e smascherare le illusioni. Affrontare: Gestire le proprie ferite ponendole sotto la benedizione di Dio. Adorare: Mettersi alla presenza del Signore. Poter scegliere: Esercitare la libertà di seguire Cristo. Tra silenzi meditativi, risate, momenti musicali e condivisioni collettive, il metodo suggerito da Don Marco ci ha permesso di vivere tre giorni di riflessione, utili per raddrizzare la propria vita e iniziare l’Avvento con la postura giusta. Dal Rumore al Silenzio: L'Amore che Non si Guadagna Un messaggio che ha risuonato particolarmente forte è stato: «Tu sei l’amato, il prescelto» . Sono arrivato agli Esercizi Spirituali con il cuore e la mente pieni di rumore, pensieri e ferite che credevo di controllare ma che stavano occupando troppo spazio. Questi Esercizi Spirituali hanno evidenziato quanto sia cruciale fermarsi: mi son o accorto che a volte si corre all’infinito senza mai fermarsi a respirare e a chiederci come stiamo. Invece, il silenzio e la meditazione sono fondamentali per riuscire ad entrare dentro noi stessi. Viviamo in una società che illude, tenta e, come nota Don Marco, «viviamo in una società che sgomita, siamo costantemente in competizione con gli altri» . Il mondo gode delle nostre fragilità, ci travolge e ci trascina sul fondo. Abbracciare le Ferite e la Scelta di Zaccheo Toccare il fondo, però, rappresenta un punto fondamentale: senza quella consapevolezza, non ci rendiamo conto di dove siamo e di cosa ci ha portato lì. È in quel momento che bisogna trovare il coraggio di abbracciare le nostre ferite, facendo del dolore un amico. La chiave è la luce con cui guardiamo la sofferenza: spesso, mettiamo le nostre sofferenze sotto la luce della maledizione, ingigantendole. Dobbiamo invece allenarci ad affrontarle mettendole sotto la luce della benedizione , affidandole a Dio, come ha fatto Pietro. Al termine, la domanda è stata: «Come possiamo tornare nel mondo?» . La risposta è arrivata dal Vangelo, attraverso l'incontro di Zaccheo con Gesù. Leggendolo, abbiamo compreso l'importanza di muoversi verso Dio , di andargli incontro, perché stando fermi ci chiudiamo e veniamo logorati dai pensieri negativi. Gesù ci chiede solo di camminare, cercarlo e seguirlo. La chiave di tutto è la nostra libertà: Essere padroni di sé stessi . Sta a noi, quindi, ricollocarci nel mondo, non più come parte di esso, ma come qualcuno che è stato inviato al suo interno, perché «io non appartengo a questo mondo, ma in quello che lo precede, dove l’Amore domina» .
- Esercizi Spirituali Marche-Abruzzo: Fede, Avvento e Incontro con Dio
Si sono svolti dal 21 al 23 novembre a San Severino Marche gli Esercizi Spirituali in preparazione all'Avvento e al Natale . L'incontro ha riunito una decina di ragazzi provenienti dalle comunità salesiane di Vasto, Civitanova Marche, Macerata e Ancona, guidati da don Aldo Angelucci, affiancato da don Andrea e suor Valeria, che hanno arricchito il gruppo portando entusiasmo, profondità e gioia. Il Cuore degli Esercizi: La Fede Vissuta nella Quotidianità Il cuore delle nostre riflessioni è stato il tema della fede : una fede concreta, vissuta nella quotidianità, capace di illuminare la nostra vita e darle senso. Siamo partiti dalla consapevolezza che in ciascuno di noi c’è un’immagine di Dio che chiede di emergere, liberandosi da ciò che non appartiene a Lui. Abbiamo riconosciuto che senza Gesù la nostra vita rischia di diventare sorda e smarrita , mentre diventa piena e significativa quando il cuore sa accogliere la sua presenza. Ci siamo soffermati sull’idea della fede come incontro personale con Dio, un’apertura alla realtà resa possibile dal suo amore gratuito: un amore che non trattiene, ma che fa fiorire ciascuno nella propria unicità, che “permette all’altro di esistere”. Siamo stati invitati a compiere il bene non solo facendo le cose “per bene”, ma “per il bene”, con un cuore autentico. Il Modello di Maria: Accogliere il Mistero con Silenzio e Fiducia L’ultima meditazione è partita dal racconto dell’Annunciazione. Abbiamo contemplato Maria , scelta da Dio nella sua umiltà, come colei che accoglie il mistero in silenzio e fiducia, senza pretendere di comprenderne modalità e tempi. Nel suo “sì” abbiamo riconosciuto il modello più alto di disponibilità: Dio entra nella nostra storia con discrezione, facendosi bambino, per abbracciare tutti a partire dai più piccoli. Abbiamo vissuto momenti intensi anche nella veglia e l’adorazione eucaristica, durante la quale abbiamo potuto ricevere il perdono di Dio attraverso il sacramento della Confessione. Fraternità e Accoglienza dalle Clarisse di San Severino A rendere ancora più preziosa l’esperienza è stata la presenza delle suore clarisse di San Severino che ci hanno accolto nella loro casa con una dolcezza e un calore che solo chi vive profondamente nel Signore sa donare. Hanno condiviso con noi la loro preghiera, il loro canto e la testimonianza semplice e luminosa di una vita totalmente consegnata a Dio. Torniamo a casa con il cuore più leggero, rinnovato e desideroso di custodire ciò che abbiamo vissuto, preparandoci ad accogliere il Natale.
- Fede, Ragione e Amore: Formazione Animatori Toscana
La Formazione Animatori organizzata dal MGS Toscana a Colle Val d’Elsa (Siena) il 09 novembre 2025 si è rivelata una giornata estremamente stimolante e profonda. L'incontro mattutino con Don Flaviano è stato particolarmente significativo e illuminante, offrendo una nuova e potente chiave di lettura nel rapporto personale con il Cristianesimo, capace di rafforzare la Fede dei partecipanti. Analisi della Società: Il "Nodo Spirituale" del Dio Ragione Don Flaviano ha saputo toccare temi attuali e palpabili, partendo dall'analisi del "nodo spirituale" che caratterizza la società odierna. Questa situazione vede la non-esistenza di Dio data per scontata, un vuoto riempito dal cosiddetto "dio della Ragione". Questo processo, avviato nel Seicento e portato avanti da grandi pensatori e filosofi come Kant e Nietzsche, ha gradualmente allontanato l'umanità dalla dimensione spirituale. Di fronte a questa società "persa e chiusa", la sfida cruciale è: come riuscire a restare ben saldi alla Fede? L'Amore come Chiave di Lettura Esistenziale Attraverso il Lumen Fidei di Papa Francesco e il Vangelo, Don Flaviano ha offerto una fondamentale chiave di lettura dell'esistenza : quella dell’ Amore . Questo Amore, inteso come l'Amore tra Padre e Figlio, è un legame vivibile e riconoscibile nelle relazioni umane più profonde: dal rapporto tra genitori e figli fino alla dinamica del bacio tra fidanzati. Gesù: L'Illuminazione Visibile della Via L'Amore Divino è reso possibile solamente attraverso il costante sguardo verso Gesù , che si è fatto Uomo per illuminare visibilmente la via verso Dio. Questa visione, pur sembrando basilare per chi è ben radicato nella Fede, è stata uno stimolo forte per i partecipanti, specialmente per chi, come l'autore, è tornato da poco a vivere un neonato percorso spirituale. L'incontro ha generato il desiderio di ricercare la Verità e di portare la Fede in tutti i momenti della vita quotidiana.
- Festa Fanciulli e Famiglie - MGS Liguria
Domenica 9 novembre, presso l’ Istituto Don Bosco di Sampierdarena , si è tenuto il secondo appuntamento del 2025 del MGS Liguria, dedicato alla giornata “Fanciulli e famiglie” . La giornata è partita con l’accoglienza, che ha visto le diverse realtà del territorio ligure ritrovarsi per una piacevole colazione. Rispetto all’appuntamento di aprile scorso, è stata una gradita sorpresa vedere come l’affluenza dei partecipanti abbia superato le aspettative. Dopo il primo ritrovo e i saluti, le famiglie sono state suddivise tra genitori e bambini, per permettere l’inizio dell’attività della mattina: i bimbi sono stati suddivisi in squadre e hanno partecipato ai giochi organizzati dagli animatori, mentre per i genitori si è tenuto un momento di formazione, durante il quale, suddivisi a loro volta in piccoli gruppi, c’è stata la possibilità di riflettere su uno dei sei temi proposti (provvidenza che accompagna la vita quotidiana, grazia che vince il peccato - perdono, carità concreta e gioiosa, libertà responsabile, cura degli altri, speranza nelle difficoltà) e di condividere le proprie idee ed esperienze all’interno della propria casa, scuola ed oratorio. Le attività della mattinata si sono concluse con un momento conviviale in cui, tutti insieme, anche ai ragazzi dei GR, presenti dal giorno prima, è stato consumato il pranzo. Durante il primo pomeriggio tutte le famiglie , grandi e piccoli, sono state coinvolte in un ultimo gioco, suddivisi sempre in squadre, per poi concludere la giornata con la Santa Messa , presieduta da Don Massimiliano Civinini e concelebrata da Don Andrea Lupi e Don Piero Ingegnere. Durante l’omelia, don Massimiliano ha portato l’attenzione sulla similitudine tra chiesa e casa, dove la chiesa non è altro se non la comunità che la abita. Ad ultimo, non poteva mancare la foto di rito, ricordo di una splendida giornata, trascorsa in compagnia di tante persone diverse tra loro, ma unite sotto un unico spirito: lo spirito e il carisma di Don Bosco .
- Cuori disarmati: capitolo 1
Ripartono gli incontri di MissioLab in Toscana e Lazio-Umbria-Aquila. Il percorso, intitolato "Cuori Disarmati", invita i partecipanti a riflettere sul significato della missionarietà e della pace nella vita di tutti i giorni. Lo scorso sabato 25 ottobre è ripartito il percorso di MissioLab nelle Ispettorie di Toscana e Lazio-Umbria-Aquila. Si tratta di un cammino formativo ideato dall'Ispettoria per interrogarsi sul significato della missionarietà oggi , con un focus specifico sulla sua applicazione nella vita quotidiana. Dopo un anno, è stato emozionante ritrovarsi, tra volti familiari e nuove presenze, tutti pronti a intraprendere questo cammino. L'incontro è stato più volte definito una "finestra sul mondo" ed è dedicato a un tema profondo e sempre attuale: il disarmo e le guerre che attraversano il nostro pianeta. MissioLab a Roma: Disarmo Interiore e Testimonianza di Santità L’incontro di MissioLab a Roma si è aperto con un momento iniziale di conoscenza e condivisione. Ciascuno ha potuto esprimere la motivazione che lo ha spinto a iniziare o a continuare questo percorso, le proprie aspettative e, in alcuni casi, i sogni nel cassetto legati alla missione. Successivamente, la riflessione si è concentrata sul tema del disarmo interiore : il disarmo verso sé stessi, dal pregiudizio e dalla vendetta . A conclusione di questo momento, grazie alla toccante testimonianza di suor Francesca Bonifazio, è stata approfondita la figura dell’ormai Santa Maria Troncatti. Ella ha fatto del disarmo la sua missione, tanto da essere definita: madre, missionaria, artigiana di pace e di riconciliazione . L'incontro si è infine concluso con un conviviale pranzo in fraternità, un momento per salutarsi e darsi appuntamento alla prossima tappa. MissioLab a Firenze: L'Analisi dei Conflitti Globali e le Radici della Violenza L’incontro di MissioLab a Firenze , invece, si è aperto con un ospite speciale: il Professore Costalli, Ordinario di Scienza Politica presso l’Università di Firenze. Il Professore ha fornito strumenti utili per comprendere le cause e le dinamiche dei conflitti , sia a livello mondiale che all’interno dei singoli territori. In particolare, l’attenzione si è focalizzata sulle guerre civili e sulle tensioni che ancora oggi segnano molte regioni del mondo, soprattutto in Africa, spesso lontane dai riflettori mediatici ma profondamente drammatiche per le popolazioni coinvolte. Partendo dalla storia biblica di Caino e Abele , una pagina antica ma sempre attuale, si è riflettuto su come la violenza, l’invidia e la chiusura del cuore continuino a ferire le relazioni tra persone e popoli. Nelle guerre, nei conflitti e nelle divisioni quotidiane si r ipete il gesto distruttivo di Caino, ma risuona anche il grido di Abele che chiede giustizia e pace . Missionarietà e Impegno Quotidiano Questo primo appuntamento di MissioLab è stato un’occasione preziosa per ascoltare, confrontarsi e porre domande, ma anche per comprendere come il tema della pace e del disarmo sia intimamente connesso al cuore della missione cristiana: costruire relazioni autentiche, promuovere il dialogo e riconoscere la dignità di ogni persona. Essere missionari , è stato il messaggio condiviso, non significa soltanto partire per terre lontane, ma anche vivere con attenzione, apertura e responsabilità il nostro quotidiano, portando pace e speranza nei piccoli gesti di ogni giorno. Questo primo incontro di MissioLab ha lasciato numerosi spunti di riflessione e il desiderio di continuare il percorso con curiosità e impegno, nella profonda convinzione che la missione comincia da noi e dai nostri gesti di pace .
- Campo Lavoro Ecologico 2025
Dal sette al tredici luglio si è svolto ad Ortona il Campo Lavoro Ecologico del MGS IC. All’esperienza hanno preso parte 14 ragazzi tra i 14 e i 17 anni appartenenti ad alcune case salesiane del nostro territorio. Di seguito alcune testimonianze dell’esperienza vissuta. "In questo campo mi sono sentito a casa anche se non conoscevo nessuno, ma grazie agli animatori e alle altre persone che sono state qui con noi mi sono ambientato in fretta e ho fatto subito amicizia. In questo piccolo lasso di tempo sono riuscito ad affezionarmi ad alcuni ragazzi e ragazze e ad apprezzare tutto il lavoro che fanno e faranno gli animatori per noi." (Alessandro, Salesiani Gerini) "Il campo mi è piaciuto, ed ho imparato davvero molte cose. Per prima cosa ringrazio l’amore per il prossimo che ho percepito dagli altri, che mi hanno fatto sentire come un figlio e un fratello . Mi dispiace che il campo sia finito così presto, ma come tutte le esperienze ha un inizio e una fine. Non dimenticherò mai l’attenzione che hanno avuto per me, rimarrà per sempre in me. Mi mancano le parole, non so cos’altro aggiungere. Sono molto contento, grazie a tutti!" (Ibrahim, Salesiani Perugia) "In questo campo ho imparato a crescere come persona e con la società, a parlare un po’ di più di me. Mi sono sentito a casa con gli ospiti della comunità San Pietro e con la comunità di Morrecine. Torno a casa con tanta felicità nel cuore, ho vissuto tanti momenti belli, che non avevo ancora vissuto da quando sono arrivato in Italia. Ho trovato gente che mi ha ascoltato come don Enrico, Giuliana, e alcuni compagni di campo. Mi porto a casa un’esperienza nuova, la passeggiata in montagna, i momenti di risate e di divertimento. In questo campo si sta bene veramente con tutti, si passano momenti unici. Grazie a tutti!" (Andrès, Borgo Ragazzi Don Bosco) "In questo campo abbiamo vissuto numerose esperienze che ci hanno permesso di crescere sia dal punto di vista personale, tramite formazioni sul tema dell'ecologia integrale, sia sociale. Infatti, abbiamo scoperto realtà diverse dalle nostre, non solo degli ospiti dei centri di riabilitazione di Morrecine e San Pietro, ma anche dei ragazzi presenti al campo. Da questa esperienza abbiamo la fortuna di portarci a casa tante esperienze e sensazioni. Tra esse troviamo le più "banali", per esempio imparare a svolgere un lavoro, ma anche le più profonde come il sentirsi amati o di appartenere effettivamente a una grande famiglia come quella dei salesiani. Durante il campo in tutti noi ragazzi è nato un grande sentimento di gioia, che è stato confermato poi in un momento di verità quando al momento dei ringraziamenti i più numerosi sono stati rivolti verso l'equipe, noi ragazzi e ovviamente alla nostra fantastica Agnese che ci ha sopportato, supportato e sfamato. Noi tutti siamo grati a coloro che ci hanno permesso di vivere l'esperienza e a tutti quelli che l'hanno vissuta insieme a noi. Ovviamente delle semplici parole non bastano a spiegare la bellezza di queste esperienze vissute, ma il tentativo c'è stato." (Agata, Salesiani Firenze) "All’inizio quando mi hanno proposto questo campo ero un po’ perplessa, non avendo idea di che cosa avremmo fatto e di che cosa si trattasse di preciso. Il campo era stato proposto anche ad altri miei amici ed alla fine siamo partiti in tre. I primi giorni del campo ero un po’ spaesata, stavo praticamente tutto il tempo con i ragazzi che già conoscevo e abbiamo fatto più fatica a legare con gli altri. Da metà settimana però, grazie anche alle attività che abbiamo fatto, i lavori la mattina, i giochi la sera e i pasti abbiamo conosciuto meglio anche gli altri ragazzi. Questo campo mi è piaciuto molto perché, oltre ad essermi divertita tra i tanti bagni al mare e le attività di cui ho parlato, ho conosciuto realtà diverse dalla mia: da una parte quella dei ragazzi della comunità e le loro storie, che mi hanno molto colpita e mi hanno fatto riflettere molto, ma anche ragazzi di altre città in cui ci sono situazioni diverse dalla mia. Consiglio quindi questo campo, da una parte perché è molto divertente e dell’altra perché l’incontro con i ragazzi della comunità e altre attività fanno riflettere molto e cambiano il modo di vedere le cose ; ma la cosa più importante penso che sia che si creano delle amicizie veramente belle." (Margherita, Siena)
- "Basta che siate giovani": un mese di missione in Egitto
Si è appena conclusa la nostra esperienza missionaria in Egitto, un mese intenso vissuto tra Alessandria e Il Cairo, che ha lasciato in ognuno di noi un segno profondo. Un viaggio fatto di volti, culture, scoperte, fatiche e meraviglie; un cammino vissuto nella concretezza quotidiana e nella bellezza dell’incontro. La prima tappa è stata Alessandria, dove siamo stati impegnati presso l’oratorio e la scuola Don Bosco. Lì abbiamo trovato una comunità viva, accogliente e generosa, che ci ha aperto le porte fin dal primo giorno, permettendoci di entrare nel cuore delle attività scolastiche e oratoriali. Quella realtà, così diversa dalla nostra, è diventata ben presto casa: un luogo dove abbiamo potuto sperimentare concretamente il carisma salesiano, sentendoci parte di una famiglia più grande. Lasciare Alessandria, al termine di tre settimane intense, è stato tutt’altro che semplice. Quel cortile, pieno di vita, ci aveva accompagnato giorno dopo giorno, diventando il centro delle nostre giornate e il legame più forte con i giovani che avevamo incontrato. Con un po’ di malinconia ma anche con il desiderio di proseguire la nostra scoperta, ci siamo diretti verso Il Cairo, dove abbiamo trascorso gli ultimi cinque giorni della nostra missione. Il tempo trascorso nella capitale ci ha permesso di approfondire ulteriormente il contesto che ci stava accogliendo. Spinti dalla curiosità e dalla voglia di comprendere meglio la storia e le radici di quel Paese, ci siamo immersi nella cultura locale visitando le principali attrazioni storiche e archeologiche del Cairo e dei suoi dintorni. Le piramidi, il Museo Egizio, le moschee e i mercati sono stati per noi tasselli importanti per completare il mosaico della nostra esperienza. Ma non ci siamo limitati a fare i turisti. Il nostro cuore batteva ancora forte per l’incontro con i giovani, ed è per questo che abbiamo voluto conoscere anche le due case salesiane presenti in città: Zeitun e Rod El Farag. A Zeitun, che ci ha ospitati in questa seconda parte del viaggio, abbiamo trovato un ambiente ricco di vita e accoglienza. Lì, oltre all’oratorio dedicato ai bambini e ragazzi egiziani, ci siamo imbattuti in un’altra preziosa realtà: la presenza della comunità cristiana del Sud Sudan, stabilitasi in città. In giorni distinti, anche questi ragazzi frequentano l’oratorio, e noi abbiamo avuto la grande opportunità di condividere del tempo con loro. Fin da subito siamo stati colpiti dalla loro energia travolgente, dai canti e balli in lingue per noi nuove, dai sorrisi pieni di gratitudine. Ci siamo lasciati coinvolgere senza esitazione, anche se le forze iniziavano a scarseggiare dopo le settimane precedenti. Ma la gioia che si respirava nel cortile di Zeitun ci ha dato nuova carica. La fiducia riservataci dalla comunità salesiana è stata ancora una volta sorprendente: ci siamo sentiti accolti, ascoltati, valorizzati. Sapevamo che non era scontato, e proprio per questo lo abbiamo vissuto con ancora più gratitudine. La spontaneità dell’incontro con i giovani sud sudanesi ha rappresentato per noi un ulteriore arricchimento, una nuova sfaccettatura di un’esperienza già densa di umanità e condivisione. Il penultimo giorno in Egitto lo abbiamo dedicato alla visita della casa di Rod El Farag, una realtà molto simile a quella di Alessandria, soprattutto per la presenza della scuola e dei numerosi laboratori professionali. Qui, purtroppo, le attività oratoriali erano già concluse, ma abbiamo potuto respirare l’atmosfera salesiana esplorando la scuola e assistendo ad alcune lezioni nei laboratori di meccanica, elettronica e tecnologia. Ci ha colpiti la serietà con cui gli studenti, ragazze e ragazzi, affrontano percorsi che li preparano concretamente al mondo del lavoro. Anche senza animazione in cortile, l’aria di famiglia era evidente, e ci ha fatto riflettere ancora una volta sulla forza del carisma salesiano nel mondo. A concludere il nostro percorso, la partecipazione alla messa del 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria, celebrata con la comunità sud sudanese a Zeitun. Una liturgia lunghissima rispetto alle nostre abitudini, ma incredibilmente coinvolgente: canti, colori e preghiere ci hanno avvolto in un clima di festa e spiritualità che difficilmente dimenticheremo. È stata la chiusura perfetta, un modo autentico e profondo per salutare questa terra che ci aveva accolti con generosità. Nel rientrare in Italia, la riflessione finale è sorta spontanea. Nonostante la distanza, la lingua, le differenze culturali e sociali, in ogni casa salesiana ci siamo sentiti davvero a casa. È come se un filo invisibile unisse tutte le presenze di Don Bosco nel mondo. Ci siamo stupiti nel trovare dinamiche simili alle nostre, negli oratori e nelle scuole, e ci siamo ritrovati immersi in quel linguaggio universale fatto di gioco, comunità e relazione. Abbiamo compreso, più che mai, la verità di una frase che abbiamo sempre conosciuto, ma che in questo mese abbiamo toccato con mano: "Basta che siate giovani”. Don Bosco ci ha accompagnati anche qui, in Egitto, nei sorrisi dei bambini, nella dedizione degli educatori, nell’accoglienza dei confratelli. Tornare sarà difficile, ma nel cuore porteremo per sempre questo pezzo di mondo che ci ha cambiati. Perché, in fondo, la missione non è solo portare qualcosa, ma soprattutto lasciarsi trasformare dall’incontro. E noi, da questo incontro, torniamo diversi, e sicuramente molto grati. Davide (Cagliari), Costanza (Villa Sora), Cristiano e Federico (Monserrato), Camilla (Livorno), Samuele (Liguria), Maria Grazia (Latina), Alessandra (Macerata), Gabriele sdb
- LA NOSTRA MISSIONE A TALE (Albania)
Dall’8 al 28 giugno siamo state ospitate nella “Qendra Laura Vicuña” , nel villaggio di Tale in Albania, gestito da tre fantastiche FMA: Suor Isabel (missionaria messicana), la direttrice, Suor Malvina (albanese) e Suor Isabella (italiana). La nostra accompagnatrice in questa missione è stata Suor Fatíma, da Roma. Abbiamo vissuto la vita quotidiana insieme a loro, tutti i momenti di preghiera, i pranzi, le cene, e tanti momenti di svago, che ci hanno permesso di conoscere un pezzetto di ognuna di loro e farci conoscere a nostra volta. In queste tre settimane si è svolto il gruver (= il campo estivo). Il tema pastorale era “liberiamo i valori” (= te lirojme vlerat), ogni giorno infatti i bambini avevano un valore da indovinare, che metaforicamente stava dietro a una porta che aprivano con una chiave per liberarlo. A Tale abbiamo trovato bambini con tanta voglia di divertirsi e di partecipare ad ogni attività proposta; che non si tiravano mai indietro davanti a giochi e attività; e con tanto bisogno di spensieratezza e di sentirsi bambini. Avendo solo l’oratorio come momento di svago arrivavano addirittura un’ora prima dell’orario di inizio, quasi sempre soli, in bici o a piedi. La prima settimana il gruver si è svolto durante il pomeriggio, poiché i bambini non avevano ancora finito la scuola, dalle h16:00 alle h19.30. La mattina preparavamo l’ambiente, i materiali e organizzavamo i giochi, per il giorno seguente, insieme a Suor Malvina e Suor Fatíma, che dava anche una mano alle altre suore della comunità. La seconda e terza settimana invece i bambini venivano in oratorio la mattina, dalle h9:00 alle h12:30. Le giornate di gruver, sia che venivano svolte la mattina sia il pomeriggio, erano strutturate alla stessa maniera. Appena arrivati si ballava, dopo c’era il momento di indovinare la parola tramite un passo del Vangelo e una scenetta rappresentata da alcuni animatori. A seguire un piccolo momento di formazione, divisi per squadre, dove i bambini approfondivano il valore tramite varie attività, momento davvero importante: per molti questo luogo è fonte di confronto, educazione e riflessione , che non sempre trovano da altre parti. Dopo questi momenti più ‘seri’, arrivava il momento dello svago. Due volte alla settimana i bambini potevano scegliere due attività di gruppo: erano varie, ed andavano dalla danza popolare, al laboratorio di creatività, al calcio, oppure ancora al laboratorio diinformatica. Altri due giorni organizzavamo dei giochi a stand dove partecipavano con la loro squadra. Uno di questi giorni prevedeva i giochi con l’acqua. Il giorno restante invece portavamo i bambini in gita, siamo state due volte al mare, quello del villaggio dove ci trovavamo, ed una volta nel monte Razem, dove siamo state per tutta la giornata. Gli animatori ci hanno accolto nel loro oratorio cercando di farci sentire il meno possibile ‘straniere’. Non ci siamo fatte scoraggiare dalla lingua, e abbiamo cercato di comunicare il più possibile con i bambini tramite l’inglese, che sapevano bene anche i più piccoli, e semplici gesti. Abbiamo anche imparato qualche parolina in albanese! Oltre alla bellissima esperienza del gruver, insieme alle suore abbiamo visitato tanti luoghi del territorio. Tutti avevano una loro storia. Suor Isabel ci ha fatto conoscere le strade e le case vicine all'opera salesiana, per vedere con i nostri occhi la realtà in cui ci trovavamo: un villaggio dove la gente vive con quello che ha, che si guadagna da vivere lavorando in ogni momento e facendo lavorare anche i bambini più piccoli, solitamente sulle spiagge facendo kilometri e kilometri per vendere pannocchie, semi di girasole o frutta. Abbiamo visitato tanti villaggi vicini come Lezhë, Rilë e Shënkoll. Ma anche luoghi più distanti, con i nostri fantastici viaggi in macchina, dove non mancava mai la musica e la preghiera. Insieme a Don Dario , missionario rogazionista, siamo state nel santuario di Sant’Antonio da Padova, luogo di culto per eccellenza degli albanesi cattolici. É un luogo molto importante e di grande devozione. Con gli animatori siamo poi andate a Kruja, la città dell’eroe Scanderbeg, con l’occasione di conoscerci meglio e passare il tempo assieme. Nei weekend siamo state ospitate nelle altre due comunità delle FMA: a Scotari e a Tirana, dove ci hanno accolto con affetto e fatto conoscere anche le loro realtà, le loro case e queste due splendide città. A Scotari abbiamo visitato l’ex carcere del regime comunista, che ora è tornato ad essere monastero delle suore clarisse. Loro ci hanno raccontato pezzi di storia e parte della loro esperienza durante il regime, dove non c’era alcuna libertà personale, ed ogni religione veniva soppressa, e i cattolici in particolare perseguitati e torturati. Con Suor Isabella abbiamo fatto visita ai detenuti del carcere psichiatrico di Shënkoll. Abbiamo trovato in loro tanta sofferenza e solitudine, ma anche un gran bisogno di essere accolti, ascoltati, e guardati senza giudizio. Grazie a questa missione in Albania abbiamo avuto modo di conoscere tantissimi lati di questa cultura, con momenti di tanta felicità e altri di riflessione, preghiera e compassione. É stata per noi soprattutto un esperienza di servizio che ci ha messo in gioco, specialmente per la lingua, e che nello stesso tempo ci ha fatto scoprire come il carisma salesiano sia lo stesso in tutto il mondo: teso all’annuncio del vangelo e ad una esperienza di vera comunione. Sicuramente per noi questo tempo non sarebbe stato così pieno di vita senza le suore che ci hanno ospitate facendoci sentire subito a casa, e senza Suor Fatíma che ci ha accompagnato con tutta sé stessa in questa splendida avventura. Faleminderit shum, Beatrice e Benedetta
- Da "animato" a "Animatore"
Il Campo Base non è solo un corso di formazione: è un viaggio dentro te stesso e verso gli altri. È il momento in cui scopri davvero cosa significa essere animatore , non solo per far divertire, ma per “ educare con il cuore, guidare con l’esempio e crescere insieme ”. Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare al Campo Base del MGS Italia Centrale ad Arcinazzo, e posso dire senza dubbio che è stata un’esperienza “bellissima, intensa e indimenticabile”. Non solo ho imparato nuove tecniche di animazione, ma ho anche avuto l’opportunità di mettermi in gioco, di uscire dalla mia zona di comfort e di scoprire quanto si può imparare dagli altri. Uno dei momenti più belli è stato proprio quello dell’ incontro : ho conosciuto persone fantastiche, ragazzi e ragazze con i miei stessi sogni, la stessa voglia di fare, la stessa passione per l’animazione. Con loro ho condiviso giochi, riflessioni, fatica e risate. E questo mi ha fatto sentire parte di qualcosa di grande, una “vera famiglia”. Il Campo Base ti dà gli strumenti per diventare un animatore migliore, ma soprattutto ti fa capire quanto “puoi essere importante per gli altri”, anche con un semplice sorriso o una parola detta al momento giusto. Ti insegna a lavorare in squadra, ad ascoltare, a riflettere, a costruire insieme. A chi dovrà farlo il prossimo anno, dico: “non abbiate paura, e andateci con tutto voi stessi”. Sarà stancante, certo. A volte vi chiederete “chi me lo fa fare?” …ma alla fine vi porterete a casa un bagaglio pieno di emozioni, amicizie e strumenti che vi serviranno per sempre. Il Campo Base è un dono. Fatelo vostro. E lasciatevi sorprendere. … E ricordate sempre: l’obiettivo dell’animatore è far sentire l’altro amato, non solo divertire!
- Weekend MissioLab 2025
Nell’ultimo weekend del mese di aprile noi ragazzi del Missiolab ci siamo ritrovati a Torino per metterci all’opera nell’immenso arsenale del SERMIG. Ci ha accolti fin da subito Cecilia, una ragazza volontaria del posto, e dopo aver ascoltato l’importante storia che ha portato il SERMIG ad essere quello che è oggi e una visita generale all’interno dei luoghi che contengono questa grandissima opera missionaria, il giorno dopo ci siamo cimentati nel pieno del servizio che in questo caso consisteva nel selezionare e riordinare i giocattoli che sarebbero andati poi in dono ai bambini bisognosi; la mattina seguente invece abbiamo riordinato i vestiti da donare alle persone meno fortunate di noi. Un aspetto che mi preme sottolineare è che nonostante i volontari siano molti, il lavoro da fare sarà sempre maggiore: quando a inizio servizio si prendono i carrelli colmi di oggetti vari da smistare e riordinare, a distanza di poco tempo essi torneranno ad essere di nuovo pieni. In questi giorni ho imparato quanto il piccolo lavoro di ognuno possa essere fondamentale per mandare avanti un’opera così grande e importante: nessuno è inutile e tutti possiamo contribuire alla creazione di un mondo leggermente migliore e accogliente verso chi ci chiede aiuto.












