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  • Un'occasione di incontro con il Signore e con #glialtri

    Quest'anno l'MGS Sardegna si è riunito nell'accogliente casa di Latte Dolce a Sassari dove i ragazzi del comitato, con l'aiuto di tutti gli animatori, hanno organizzato una fantastica giornata per scoprire cosa significa il tema di questo anno “Io sono una Missione #perlavitadeglialtri.” La giornata si è aperta con una ricca colazione e a seguire si è tenuta nella parrocchia la Celebrazione Eucaristica presieduta da Don Valerio Baresi, che partendo dal Vangelo della domenica ci ha ricordato che noi siamo stati inviati, e che “Come il Padre ha mandato Me, anche io mando voi”, per la vita degli altri. A seguire c’è stato un momento di animazione condotto da Michele Contis, Marco Palla e Fabio Serra, e animato dalle varie case dell’isola. Successivamente i ragazzi hanno partecipato ai giochi. Le elementari e le medie si sono riuniti per una parte molto importante della giornata: formare una grande squadra per affrontare al meglio le prove che con tanto amore gli animatori hanno preparato; il biennio invece si è trovato immerso in una grande storia per accompagnare quattro amici in un viaggio molto importante, quello a “Talaltri”, una località inventata ma che ricorda il tema. Con un po’ di teatro e di giochi hanno riflettuto sul fare delle scelte concrete, lasciare i pesi, affrontare le difficoltà e infine e compiere/essere una missione per gli altri. Come si è conclusa la festa? Sicuramente con tanta gioia e tanta felicità, infatti i ragazzi hanno lasciato la casa con i cuori colmi di allegria e con un pizzico di “missionarietà” in più.

  • Esercizi spirituali per i giovani del MGS d’Europa

    Dal 23 al 28 aprile, nell’ottava di Pasqua, Colle Don Bosco ci ha accolto a braccia aperte. Eravamo 30 giovani del Movimento Giovanile Salesiano provenienti da 9 stati europei (Austria, Spagna, Croazia, Irlanda, Italia, Lituania, Malta Slovacchia e Ungheria), riuniti per la prima volta in un’esperienza spirituale in lingua inglese. Don Fabio Attard, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile ha guidato gli esercizi spirituali, animati da don Lytton Quadros, con la presenza di don Luca Barone, Direttore della comunità, di don Cyril Odia e di suor Loyla Neli e di suor Celine Rajendran. Le 4 lectio divine delle mattine e le 4 “lectio salesiane” del pomeriggio hanno orientato la profonda riflessione personale e comunitaria, svolta in silenzio ma anche in condivisione e comunione. Il poter percorrere insieme i sentieri di Don Bosco, Mamma Margherita e Domenico Savio ha reso le giornate ancora più speciali. Insieme abbiamo riflettuto su Gesù che ci chiama per nome e ci aspetta, si siede al nostro fianco, sa e conosce, anche se non interviene e ci lascia liberi. Gesù è paziente. Perché noi no? Be humble, strong and energetic! Accettiamo le sfide con lo stesso coraggio e forza con cui lo fecero Don Bosco e Mamma Margherita, che mantennero una solida e profonda fiducia in Dio. Impariamo la pedagogia dell’amore in un impegno di onestà e devozione. Siamo chiamati ad obbedire non perché capiamo ma perché crediamo. E credendo, dobbiamo lasciare che Dio sia il centro della nostra vita. L’ultima giornata si è concentrata sull’identità spirituale dei giovani salesiani, chiamati ad essere una comunità educativa ma anche pastorale. Don Fabio ci ha ricordato che non siamo chiamati a fare ma ad essere. E l’essere poi si esprime nel fare, ciascuno al meglio delle proprie possibilità. L’incontro con i giovani è l’opportunità che ciascuno di noi ha di testimoniare con gioia l’ottimismo della Pasqua. Non dobbiamo avere paura né vergogna. Solo coraggio e fede. Le difficoltà fanno e faranno parte della sfida, come lo è stato per Don Bosco stesso, fin dal principio della sua missione. Ma siamo chiamati ad accettare la responsabilità, a sentirci protagonisti e a condividere il dono dell’amore di Dio, moltiplicando il carisma salesiano. Ed è la vita quotidiana il luogo in cui incontrare Dio. Siamo chiamati a percorrere la scala della santità ogni giorno e a pianificare il nostro cammino spirituale di crescita, scoprendo la nostra vocazione in una relazione amicale e personale con Dio. Perché la santità, come fu per Domenico Savio, è una questione di stoffa e di sartoria. La santità è la via per riconoscere l’immenso amore che Dio ha per noi. E vedere che altri giovani, con la stessa energia, testimoniano l’amore di Dio in altre città d’Europa, ti fa capire non solo quanto è grande l’amore di Dio, non solo quanto è grande la missione di don Bosco, ma anche che ovunque tu vai troverai una casa pronta ad accoglierti a braccia aperte, al ritmo festoso di un hukulele, di un cajon o anche nel silenzio… perché il silenzio è dove Dio non è silente.

  • Estate Ragazzi, un mondo da scoprire

    Domenica 7 aprile si è tenuto l'incontro dell'Estate Preparando, nel quale i ragazzi degli oratori della zona Marche-Abruzzo si sono incontrati per iniziare la preparazione dell'Estate Ragazzi. La giornata si è svolta in una prima parte introduttiva, tenuta da Don Mirko Rosso, riguardante alcune nozioni di base dell'estate ragazzi: cos'è, com'è nata, e soprattutto evidenziando la dinamica del gruppo, l'importanza di essere coesi e di lavorare come equipe collaborativa. Poi, divisi in vari gruppi, si sono approfonditi i diversi aspetti del sussidio, relativamente alle diverse sezioni: balletto, scenografia, riflessione, storia. Era quindi una prima presentazione della tematica generale e un'introduzione al tema. Nel gruppo 'storia' infatti i ragazzi hanno potuto conoscere la trama, i vari personaggi e le modalità di strutturazione dei vari episodi; nel 'balletto' hanno imparato la coreografia, i vari passi e il come poter coinvolgere i ragazzi; nella 'scenografia' hanno sperimentato le diverse ambientazioni, e nel gruppo 'riflessione' le varie tematiche da dover approfondire. Terminati i laboratori, hanno partecipato all'Eucarestia in un clima di spiritualità e condivisione, e a seguire il momento del pranzo. Nella seconda parte della giornata, si sono divisi per fasce d'età (primo, secondo, terzo, quarto superiore) e rispettivamente hanno approfondito il come relazionarsi con gli animati e i vari aspetti dell'Estate Ragazzi in relazione alla propria formazione personale: gioco, preghiera, tecniche di animazione e cortile, e formazione. Nel gruppo 'gioco' hanno imparato le modalità di attuazione di questo, le varie tipologie e le modalità di spiegazione. In 'animazione del cortile' si sono concentrati sulle modalità di coinvolgimento dei ragazzi, nello stare in mezzo a loro, e nel saperli intrattenere anche nei momenti "morti". Nella 'preghiera' hanno approfondito la tematica del saper pregare, e del far vivere agli altri tale esperienza. Infine nel gruppo 'formazione' hanno approfondito il tema del relazionarsi con i ragazzi e i principali aspetti educativi. Come momento conclusivo, prima dei saluti, c'è stato il lancio della festa dell'Estate Ragazzi (20 giugno- Ancona), e infine il rientro a casa dei vari oratori.

  • Davanti alla Croce con gli occhi di Francesco

    Flussi di coscienze. Alcuni: "Oooh, finalmente. Non ne potevo più di sentirmi raccontare il sogno dei nove anni". Altri: "Questi Salesiani, nemmeno il tempo di predicare gli esercizi hanno!". Altri ancora: "Curiosità! Magari mi viene voglia di farmi francescano...". Queste le reazioni che hanno caratterizzato il diffondersi della locandina degli esercizi spirituali di Quaresima vissuti dagli animatori della Toscana dal 5 al 7 Aprile 2019 a Pietrasanta. Tante cose si potrebbero dire di queste giornate così fitte, ma proviamo riassumerle così: "Signore, cosa vuoi che io faccia?", "Signore, chi sei Tu? E chi sono io?" e "Signore, dove sei?". Accompagnati all'interno della vita del santo di Assisi da fra Alessandro Martelli, ci siamo confrontati con tre dei suoi incontri con il Signore, scoprendolo vicino, giovane e con le stesse nostre domande. Già da subito entriamo nel tema rivivendo gli incontri di Gesù lungo la via della croce e completiamo la nostra via crucis con la "nostra" stazione: Gesù incontra Irene. Ti ricordi, Irene, il giorno, l'ora, il luogo? Sì... mi ricordo. Faccio due conti per alcune date, ma ci arrivo. Dal giorno dopo invece si parte con Francesco per la crociata, ma qualcosa va storto, e si torna subito indietro. "Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio". "Signore, allora, cosa vuoi che io faccia?". Siamo di fronte al crocifisso di San Damiano, andiamo a ripescare tutti i nostri conti in sospeso con il Signore e ci mettiamo vigili, se per caso ci eravamo un po' addormentati. Quante volte ci sarà successo di avere piani o spunti rimasti a metà e di non aver saputo cosa il Signore voleva da noi. Quel che conta è essere svegli e pronti, e iniziare con quel pochino che Dio ci mostra passo passo. Il resto verrà. Se il Signore avesse detto a Francesco: "Vorrei che tu fondassi un ordine e attraverso di te vorrei convertire tutti da ora al 2019 e oltre" non so come l'avrebbe presa. Come Francesco poi ci scopriamo simili a quell'uomo in croce, abbiamo anche noi mani ferite, con tutti i disastri che hanno combinato, piedi feriti, con tutte le strade senza uscita che hanno percorso, e un costato ferito, con i desideri falsi che hanno preso posto nel nostro cuore. Davanti a Cristo, lasciamo che tutto venga a galla, e ci sentiamo accompagnati da Lui fino nei più bassi luoghi che l'umanità può raggiungere. Siamo feriti insieme e, piano piano, noi guariamo. Prima delle confessioni, fra Alessandro ci regala ancora un altro spezzone della vita di Francesco: La Verna 1224. "Signore, chi sei tu? E chi sono io?". Anche noi rispondiamo e condividiamo tra noi tanti vissuti e spunti diversi, ma infondo simili. La giornata non finisce e la sera, dopo la testimonianza di una famiglia, un gioco e un invito a Livorno, abbiamo l'adorazione notturna. La mattina dopo il Signore è ancora là e lo riscopriamo tanto umile da venirci incontro tutti i giorni. "Signore, dove sei?", eccoti qua. Qua, davanti a noi nell'Eucarestia. Qua, in questo corpo che ha fatto la comunione. Qua, nei fratelli che mi circondano. E non pensate, ci dice fra Alessandro, che gli apostoli avessero vissuto qualcosa di tanto diverso. Con i loro occhi vedevano un uomo, come voi vedete pane. Siamo invitati insieme ad andare oltre con gli occhi dello Spirito, ad incontrare Cristo che si mescola irrimediabilmente con noi e a far sì che faccia parte delle nostre vite come Lui vuole.

  • La voce del silenzio

    Sostare, lasciarsi amare, riscoprire, abitare e dare la vita: sono questi i temi attorno ai quali sono stati svolti gli esercizi spirituali di Quaresima della zona Lazio-Umbria, le parole che ci hanno accompagnato nei diversi momenti in cui siamo stati chiamati a riflettere su noi stessi e sul nostro posto nel mondo. “Non è il sapere molto che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente.” Con questa frase sono stati aperti gli esercizi, una frase che richiama un po' la prima parola, quella che più di tutte mi ha colpito: sostare, sostare in un silenzio relativo e non assoluto, un silenzio curante, unico metodo tramite il quale le cose possono essere “sentite e gustate internamente”. Quindi, tramite questo, ritrovare un vero e proprio dialogo, una conversazione con tutte quelle voci che riceviamo e capire se queste sono compatibili con la nostra felicità. Così come per il sostare, quindi, siamo andati incontro alla necessità di lasciarsi amare, di diventare figli per poter essere padri; abbiamo esaminato la riscoperta di tutte quelle cose che si danno per scontato e che dovrebbero invece essere prese di nuovo in considerazione, l’interiorità, la preghiera e tutto ciò che è dato per scontato o che sfocia spesso nel sentimentalismo e nell’intellettualismo. Infine, ci siamo affacciati al tema del dare la vita, del donarsi come Dio si dona a ciascuno di noi, senza desiderare nulla in cambio. A tutto questo va aggiunto il luogo in cui è stato svolto il ritiro, la casa di San Biagio a Subiaco, un eremo posto sul monte Taleo: non riuscirei ad immaginare un posto più adatto a un’esperienza del genere, tra il paesaggio mozzafiato offerto dalla natura incontaminata e l’estrema ospitalità delle figlie di Maria Ausiliatrice che ci hanno accolto come se facessimo parte della loro comunità. Ritorno a casa estremamente soddisfatto dell’esperienza fatta, un’esperienza che mi ha lasciato tanto, breve ma veramente intensa, vorrei ringraziare veramente di cuore tutte le persone che hanno permesso la realizzazione di questi esercizi e tutte le persone fantastiche che li hanno vissuti insieme a me.

  • Percorso verso il cuore: trovare Dio è una strada in discesa

    Una scala da scendere: ecco l’immagine usata da Suor Rosanna per spiegarci come arrivare al cuore, come trovare Dio. Ogni gradino rappresenta un obiettivo da raggiungere. Il primo passo è quello di scegliere di cercare Dio ed è ciò che abbiamo fatto noi presentandoci agli esercizi spirituali. Per la prima volta si sono svolti nella Casa FMA di Macomer, dal 22 al 24 marzo. Venerdì ci siamo presentati e conosciuti, abbiamo cenato e, dopo la serata di gioco, abbiamo vissuto insieme l’intenso momento della Via Crucis. Il giorno seguente, durante la meditazione, suor Rosanna ci ha accompagnato nella discesa dei primi cinque scalini della preghiera: decidere di fidarci di Dio, lasciare il chiasso, togliere le maschere, abbandonare i giudizi e superare il rancore. È stato importante riflettere su questi aspetti che necessitano una consapevole ricerca dentro sé, perseveranza ed equilibrio. Grazie ad alcune tracce abbiamo potuto meditare anche su come riconoscere i nostri talenti sia un necessario punto di partenza, insieme alla fiducia in Dio, per poterci risollevare nei momenti di difficoltà. Nel pomeriggio abbiamo ragionato su come affrontare i successivi quattro scalini: disfarsi dell’invidia, liberarsi dal pessimismo, abbandonare le paure e rinunciare a ciò che ci sembra indispensabile; la certezza che Dio ci è accanto in ogni momento del percorso rende la discesa più facile! Infatti, abbiamo avuto l’occasione di incontrarLo nel sacramento della Riconciliazione grazie alla presenza di Don Emanuele, di Don Michelangelo e di Don Valerio. Nella liturgia penitenziale ognuno di noi ha scelto un simbolo che rappresentasse la meditazione che aveva fatto; un cuore, una roccia, una porta sempre aperta, una luce: solo alcune delle immagini portate all’altare che volevano delineare l’importanza e l’amore di Dio per noi. Abbiamo fatto comunità condividendo i nostri pensieri per poi cenare e scherzare insieme. Dopodiché siamo andati in cappella per un momento di adorazione molto intenso in cui abbiamo davvero assaporato l’attesa, la vicinanza e la presenza di Dio in mezzo a noi. Tramite alcuni canti, pensieri e preghiere abbiamo potuto sperimentare l’amore che sempre consola. Arrivati a domenica abbiamo raggiunto insieme l’ultimo scalino del nostro itinerario: scendere al cuore. Finalmente, siamo a tu per tu con Lui. Gesù è dentro di noi sempre, a volte siamo noi a non ascoltarlo e non lasciarci guidare; con i dieci gradini della preghiera creiamo il modo di trovarlo e di riaccendere la speranza e la fiducia che solo in Lui possiamo trovare. Prima dell’eucarestia abbiamo condiviso le nostre esperienze. È stato bello potersi confrontare con altre sedici persone: Lui ci parla in tanti modi diversi!

  • Guardate a lui e sarete raggianti

    Un invito a fissare lo sguardo e il cuore al Signore per illuminarsi, quello rivolto ai giovani del MGS Marche-Abruzzo che, dall'8 al 10 marzo, hanno trascorso tre giornate di Esercizi Spirituali presso il monastero delle suore agostiniane S. Amico de L'Aquila. I giovani animatori stati guidati in questa "immersione" nella meditazione e nella preghiera dalle parole ricche di Spirito di don Francesco Carta SDB e accompagnati da Don Salvatore Policino SDB, Suor Loredana Locci FMA e la giovane Carol Pallini. "Guardate a Lui e sarete raggianti. Un desiderio, quello di illuminarsi, che può e deve nascere soprattutto nel tempo di Quaresima, attraverso un passaggio dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù del peccato alla salvezza del Signore. Questo il passo affrontato dai noi giovani durante la riflessione del primo venerdì di Quaresima, vissuto anche tramite la Via Crucis. La giornata di sabato è iniziata con queste parole di Papa Francesco: "Tutti siamo chiamati a essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova" ("Gaudete et Exsultate", cap.14). Per essere santi, partendo dalle piccole fatiche di ogni giorno, non si può che iniziare attraverso il suo abbraccio della Riconciliazione, così come abbiamo potuto sperimentare con la celebrazione penitenziale, concludendo la giornata "a tu per Tu" con Lui, l'Adorazione Eucaristica. Infine, con la celebrazione eucaristica della prima Domenica di Quaresima, abbiamo indagato ancor più a fondo la bellezza del riconoscere il luminoso volto di Gesù. Lui ci chiama per nome, così come ha fatto con Maria di Magdala che, incredula, non Lo aveva riconosciuto, risorto, davanti al sepolcro vuoto. La luce della Risurrezione, infatti, salva chi -confidando nel Signore- affronta le tenebre per uscirne, con tutto l'Amore di cui è capace. Grazie a don Francesco Carta, ai salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, alla mamma e al papà di don Mirko SDB, alla comunità delle suore agostiniane che ci ha ospitato con generosità e tutti coloro che, con la presenza o attraverso la preghiera, ci hanno accompagnato e sostenuto.

  • Suor Antonella: una missione per i giovani

    Nel weekend del 9-10 febbraio i ragazzi del GR leader, provenienti da gran parte della Sardegna, hanno riflettuto sul tema della vocazione e della scelta di vita. L'esperienza è stata resa ancora più arricchente e concreta grazie alla Professione Perpetua di Suor Antonella, che negli anni precedenti era stata responsabile del GR e quindi amata e conosciuta dagli stessi ragazzi. Questi hanno avuto l’opportunità la sera del 9 di porle alcune domande per soddisfare la loro curiosità: “Hai paura di pentirti?”, “Perché devi confermare il tuo sí?”. A queste e tante altre domande ha risposto con sorrisi e parole dolci, ricche di commozione. Il giorno seguente i ragazzi delle medie, raggiunti dai giovani più grandi del MGS Sardegna, hanno partecipato alla Professione Perpetua presso la parrocchia della Santa Famiglia, celebrata per l’evento da Monsignor Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa. Ció che ha contraddistinto questi momenti molto forti è stata l’enorme gioia, travolgente, delle sorelle che durante la celebrazione hanno abbracciato, salutato e accolto Suor Antonella. La stessa gioia che sicuramente ha provato anche suor Antonella. Queste giornate ci hanno mostrato quanto una persona possa essere felice quando comprende e segue la sua vocazione, donandosi con tutto se stesso agli altri e al Signore.

  • Insieme a Gesù, al servizio degli altri

    Oratorio di Monleone, domenica 24 febbraio 2019. Dopo aver attraversato innumerevoli paesini, siamo arrivati all’Oratorio di Monleone, dove siamo stati caldamente accolti con una ricca colazione. Verso le 10 ci siamo spostati nella sala adibita a teatrino e, dopo una breve presentazione da parte dell’incaricata dell’Oratorio di Monleone, abbiamo iniziato la prima attività con la stessa psicologa che aveva partecipato al primo incontro. L’incontro di domenica era incentrato sulla seconda parte del tema MGS di quest’anno, ovvero “Per la vita degli altri”, quindi il rapporto con il prossimo. La psicologa ci ha descritto i diversi tipi di rapporti che ci possono essere tra le persone, coinvolgendoci in prima persona con domande ed esempi. Terminata questa prima attività, dopo una piccola pausa che ci ha permesso conoscerci a vicenda, ci siamo spostati nella piccola chiesetta di Monleone ed è stata celebrata la messa da don Emanuele De Maria e Don Marco. Successivamente, siamo andati a pranzare tutti insieme e abbiamo fatto una bella foto nel cortile esterno, complice una bellissima giornata di sole. La seconda attività è stata tenuta da don Emanuele, il quale, partendo da alcuni titoli di giornale, ci ha fatto riflettere su quanto sia difficile oggigiorno giudicare se le azioni compiute sono a favore o contro le altre persone. Inoltre, ci ha fatto analizzare alcuni episodi biblici in cui Gesù ha aiutato il prossimo, cambiandogli la vita per sempre. Dopo i saluti siamo ripartiti, ciascuno verso le proprie destinazioni, contenti di un altro incontro che ci ha permesso di riflettere su noi stessi e il nostro rapporto con il prossimo.

  • MGS Liguria in trasferta a Mornese

    Mornese, 20/01/2019 - Una giornata proposta ai ragazzi dall’età delle medie fino agli universitari in cui siamo stati guidati dalle suore FMA della comunità di Mornese, alla scoperta della figura di Madre Mazzarello, nella condivisione, immersi in un clima di famiglia. La giornata è iniziata con un viaggio verso la cittadina piemontese: all’arrivo ci siamo separati in gruppi, dividendoci per età così da poter condividere questi momenti di gioco, riflessione e confronto con ragazzi di altre realtà. Durante l’arco della giornata abbiamo visitato la casa natia della santa, dove abbiamo approfondito la vita di Maria Domenica: come sia riuscita, in silenzio e umilmente, a donare tutta se stessa a Dio e agli altri, come abbia affrontato con coraggio momenti di debolezza ad esempio il periodo di malattia che ha segnato la sua vita, mettendo in discussione tutte le sue certezze, trovando la forza di affidarsi e capire quale fosse il progetto di Dio su di lei. Una tappa fondamentale è stato il Museo Missionario che ci ha aiutato a capire come il carisma di Madre Mazzarello si sia diffuso nel mondo grazie a 6 giovani, di cui due ragazze di 17 anni, che si sono imbarcate da Genova verso un luogo a loro sconosciuto, sicure che, con la fede e tenendo viva la loro relazione personale con Gesù, avrebbero potuto far fronte a qualsiasi situazione. Successivamente ci siamo recati al collegio, destinato alle figlie di Maria Ausiliatrice da don Bosco per permettere alle suore di vivere in comunità, accogliendo le ragazze emarginate dal paese e insegnando loro a cucire. Nonostante la divisione in gruppi abbiamo potuto condividere il pranzo e la Messa, cantando tutti insieme e intonando come canto finale “Oltre quella finestra”: testo scritto da alcune ragazze dell’Ispettoria ILS per ricordare a tutti quanto Maria Domenica, guardando dalla finestrella della Valponasca, si sentisse chiamata a portare l’amore infinito di Gesù a coloro che le stavano intorno. Al termine di questa giornata, stanchi ma con la voglia di raccontare nei nostri oratori la storia di Madre Mazzarello, non possiamo non pensare come una donna così determinata, energica e innamorata di Dio, possa essere un grande esempio per tutti di come ESSERE UNA MISSIONE PER LA VITA DEGLI ALTRI!

  • CON(DI)VIVO: quando lo studio diventa opportunità

    Livorno, 14-18 gennaio 2019. Si è conclusa la convivenza studio per universitari, la prima del Movimento Giovanile Salesiano della zona Toscana. Sono stati giorni caratterizzati, oltre che dallo studio (forse un po' matto ma non disperatissimo), anche da un forte clima di semplicità e familiarità tra noi ragazzi, grazie anche all’oratorio salesiano di Livorno che ci ha accolto come se fosse casa nostra: in ogni piccolo momento della vita di tutti i giorni (la preparazione del pranzo, della cena e il gioco in oratorio con i bambini) ciascuno ha messo del suo, facendo scoprire agli altri le sue qualità e i suoi punti deboli. È stato come rivivere il clima che si respirava a Valdocco ai tempi di don Bosco, in cui giovani e salesiani condividono gli spazi e i momenti di preghiera tutti insieme, tra cui anche una lectio in parrocchia a cui noi universitari abbiamo avuto modo di partecipare. Come in tutte le case, non sono mancati i momenti di gioco, di cena insieme alla comunità salesiana e agli altri animatori e neanche il momento di un'uscita in giro per Livorno. Se dovessi racchiudere l'esperienza in due parole sceglierei: serenità e opportunità. "Serenità" perché, nonostante il periodo di sessione d'esame, l'esperienza mi ha permesso in questi giorni di uscire dalla routine quotidiana, di fermarmi un attimo e di studiare più tranquillamente; "Opportunità" perché mi ha permesso di conoscere altre persone, di condividere i miei interessi e scoprirne di nuovi. È un'esperienza che consiglio perché mi ha fatto riscoprire che, anche quando meno te lo aspetti, il Signore si fa sempre riconoscere ed è pronto a non lasciarti vincere dalla preoccupazione e dalla chiusura in te stesso. "Qui con voi mi trovo bene, è proprio la mia vita stare con voi."

  • Nel cerchio d’amore della Trinità

    Quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo sugli esercizi spirituali che noi giovani della Liguria e della Toscana abbiamo vissuto da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre, ho subito pensato che sarebbe stato difficile rendere la ricchezza e l’intensità delle giornate trascorse. Spero comunque di potervi dare un piccolo assaggio! Il nostro “Tabor” è stato la Cittadella dell’Immacolata, sul monte Fasce, vicino a Genova. Il luogo ci ha aiutato fin da subito a entrare nel clima adatto agli esercizi: potevamo vedere dall’alto la città che per molti di noi rappresenta il quotidiano, sentire i suoi rumori ovattati… circondati dalla tranquillità è stato più facile accogliere l’invito a “Sostare”, per andare in profondità insieme alla Madonna, Vergine del silenzio. In un mondo che esalta l’esteriorità e le apparenze, riducendo la ricerca della nostra interiorità alla ricerca del benessere psico-fisico e dell’armonia con il cosmo, abbiamo capito l’importanza di “Riscoprire” invece il cammino verso il nostro cuore, in senso biblico il luogo della nostra totalità e l’organo della preghiera. Qui, nel nostro cuore, scopriamo che non ci siamo solo noi! Infatti “il nostro cuore non è campo disabitato, ma è terra in cui dimora una Presenza”. Per essere consapevoli di questa Presenza è necessario cambiare la nostra “postura” abituale: comprendere che Dio ci cerca sempre per primo e che siamo al centro del circolo d’amore che lega le Persone della Trinità. Don Marco Frecentese, il nostro predicatore, ci ha spiegato questo concetto facendo riferimento alla bellissima immagine della “Trinità misericordiosa” di suor Caritas Müller, che ci ha accompagnato durante tutte le giornate. Attraverso Gesù che ci dona la Sua relazione con il Padre, nel nostro intimo c’è un nucleo sempre in contatto con Dio per opera dello Spirito Santo: la preghiera non è quindi un qualcosa da praticare, ma un dono già ricevuto, da far vibrare. In modo particolare abbiamo sfruttato questo tesoro tanto naturale che è la preghiera durante l’adorazione notturna, un momento davvero intenso di intimità con il Signore. Il passaggio successivo, “Lasciarsi amare”, è stato molto consolante secondo me: l’amore di Dio non dipende da quanto siamo degni, dal nostro essere all’altezza di ogni situazione, come invece il mondo in continuazione pretende. Dio ti ama perché sei tu, non perché hai fatto qualcosa. In particolare durante la celebrazione penitenziale per me è stato bellissimo sperimentare che l’amore incondizionato di Dio si rivela nei momenti più bui, nel deserto, quando ci sentiamo deboli. Ma proprio i nostri limiti e le nostre ferite, che spesso ci scoraggiano, sono le fessure attraverso cui l’amore di Dio può penetrare nel nostro cuore di pietra e scioglierlo da dentro. È un’immagine che mi ha molto colpito, anche perché se Dio stesso ha scelto di essere un “Dio vulnerabile” io non mi devo sforzare di essere più forte di quello che sono! Può stupire forse, ma è bello ammettere di essere vulnerabili davanti a Dio, e così lasciarsi amare e consolare: “l’amore è possibile solo tra due cuori feriti” e “il Cuore di Gesù è un cuore ferito, per sempre, per amore”. L’ultima tappa, “Io sono missione” ci ha metaforicamente “catapultati” verso l’esterno: dopo aver scoperto in noi il dono della preghiera ed aver ricordato la nostra altissima dignità di figli amati dal Padre, abbiamo capito che quella di figli non è l’unica identità che condividiamo con il Figlio, Gesù: con Lui, come Lui, siamo chiamati ed essere missione, a realizzare la volontà di Dio. Mi ha colpito molto la spiegazione per cui la volontà di Dio non consiste in un qualcosa da eseguire, ma nel desiderio da innamorato che Dio prova nei nostri confronti. Se rimaniamo legati come il tralcio alla Vite possiamo vivere questa profonda relazione, che ci mette al centro dell’Amore avvolgente della Trinità e che ci rivela come missione #perlavitadeglialtri! Infine, oltre ai ringraziamenti a don Marco Frecentese e a FMA ed SDB che ci hanno accompagnato, vorrei aggiungere che vivere esperienze tanto forti con giovani non “solo” accomunati dalla fede, ma anche dal sentirsi figli di don Bosco, parte di un carisma, ha reso tutto ancora più intenso e mi ha fatto sentire a casa. Non poteva esserci modo migliore per iniziare l’Avvento! Per chi è arrivato a leggere fino a qui, la Madonna, Vergine del silenzio e Immacolata, ci insegni a far vibrare le corde del nostro cuore, perché la musica della nostra preghiera e della nostra vita sia dolce per il Bambino che nascerà.

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