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  • "Attirerò tutti a me": l'esperienza degli Esercizi Spirituali MGS Liguria-Toscana e GR Discernimento

    “Attirerò tutti a me” (Gv 12,32) : è questo il tema su cui i ragazzi provenienti dalla Liguria , dalla Toscana  e dal Gruppo Discernimento  dell’Ispettoria ICC si sono ritrovati a meditare. Attraverso il confronto con diverse figure bibliche, dalle più note come Giovanni a quelle meno ovvie come Giuda, i giovani hanno vissuto tre giorni di intensa preghiera e di forte rilettura del proprio quotidiano. Il gruppo, variegato e numeroso, ha favorito uno scambio profondo, permettendo a ciascuno di ascoltare storie e fatiche simili alle proprie, riconoscendosi parte di un unico cammino. Cinque figure per un cuore "disarmato" L’immagine che ha accompagnato il ritiro era formata da quattro frecce convergenti verso il centro. Queste rappresentavano altrettanti personaggi incontrati durante le meditazioni, a cui si è aggiunto Pietro come compagno durante la notte di Adorazione Eucaristica. Cinque figure capaci di toccare l’intimo del cuore e di spingere i giovani a mettersi seriamente in discussione: Giuda Iscariota:  Riprendendo la celebre predica di don Primo Mazzolari su “nostro fratello Giuda”, i ragazzi hanno ricordato che il Signore tocca il cuore di tutti, ma la scelta di seguirlo resta nostra. Giuda ci ricorda che, nonostante le cadute, resta un fratello da non dimenticare. Giovanni l’amato:  Colui che accompagna il Signore fino alla croce. Giovanni è l’esempio di chi si fida e si affida totalmente all’amore di Gesù, senza lasciarlo mai dopo la chiamata. La donna peccatrice:  Una figura che testimonia quanto il perdono di Dio possa raggiungere l'uomo anche nei luoghi e nelle situazioni più insolite. Nicodemo:  Simbolo di una fede che arriva con i propri tempi. Una volta accolta, però, la fede porta a compiere gesti di carità e coraggio che prima sembravano inimmaginabili. Pietro:  La figura che più rappresenta l'umanità del credente. Pietro cade rinnegando Gesù, ma si rialza chiamandolo per nome: “Tu sei il Cristo” . Il suo rapporto con il Signore è fatto di grandi cadute, ma anche di momenti che riempiono il cuore. In cammino verso la stessa Luce L’ Adorazione Eucaristica , proseguita per tutta la notte, è stata il momento culminante per interiorizzare queste provocazioni. Nonostante la stanchezza, i giovani hanno vissuto questo tempo con serietà, lasciandosi sbaragliare dalla presenza di Cristo. Questi Esercizi Spirituali sono stati, per i ragazzi della Liguria e della Toscana, un modo per riscoprirsi in viaggio : ognuno percorre una strada diversa e raggiunge tappe differenti, ma la luce che chiama e attrae è sempre la stessa. Scopri gli Esercizi Spirituali della zona Lazio-Umbria-L'Aquila qui

  • Occhi nuovi per il Lazio-Umbria-L’Aquila: il racconto degli Esercizi Spirituali MGS a Fiuggi

    Dal 27 febbraio al 1° marzo , la casa di Fiuggi  ha ospitato gli Esercizi Spirituali in preparazione alla Pasqua per i giovani del Lazio-Umbria-L’Aquila . Un appuntamento che non è stato solo un momento di pausa dalla frenesia quotidiana, ma un vero e proprio "allenamento dello spirito" per giungere al Triduo Pasquale con un cuore rinnovato. Sotto la guida di Don Luca Pellicciotta , i partecipanti hanno vissuto un'esperienza immersiva di silenzio e preghiera, intesa come un vero e proprio "deserto" spirituale: un luogo dove svuotarsi del superfluo per ascoltare finalmente la voce di Dio. Il tema: "È tempo di occhi nuovi per cambiare" Il titolo del percorso ha fatto da filo conduttore a cinque meditazioni, pensate per rompere le logiche dell'io e del piacere immediato, proponendo invece la bellezza di uno sguardo rinnovato dalla Grazia: Conversione: È sempre il momento giusto.  La Quaresima è il tempo per "ritrovare la bussola" e riaccendere un fuoco interiore. La conversione non è un evento futuro, ma accade nell’oggi di Dio: ogni istante è il momento opportuno per immergersi nel Suo amore che non solo purifica, ma ridona vita. La Preghiera: Convertire la nostra relazione con Dio.  La preghiera è stata descritta come la "misura sincera" del nostro amore per Dio. Don Luca ha invitato i giovani a riscoprire la preghiera "nel segreto", lontano dai riflettori della visibilità pubblica. È un dialogo silenzioso dove la qualità dei gesti conta più della quantità delle parole. Parola di Dio: Convertire il nostro cuore.  Ascoltare la Parola significa mettersi in una posizione di umiltà, permettendo al messaggio di Dio di "disturbarci" e "sradicarci" dalle nostre convinzioni. La Bibbia è stata definita come la "scuola elementare dell'umano", uno specchio in cui ogni giovane può ritrovare il proprio posto sicuro. Il Peccato: Convertire il nostro modo di vedere la realtà.  Una riflessione forte ha riguardato il peccato come "mancanza di meta" e come tentativo goffo dell'uomo di "farsi da solo", sostituendosi a Dio. Don Luca ha sottolineato che Gesù non è venuto a cambiare magicamente la realtà, ma a darci la possibilità di viverla con Lui, liberandoci dall'idolatria del nostro ego. L’Eucaristia: Convertire il nostro donarsi.  Il culmine del ritiro è stata la riflessione sull'Eucaristia come fonte di una "libertà oltre ogni calcolo". Partecipare all'Eucaristia significa imparare a "spezzare la propria vita" per gli altri, trasformandosi da semplici consumatori a doni viventi, capaci di generare speranza in un mondo spesso disumanizzante. Vivere la liturgia nel silenzio Oltre alle meditazioni, i giovani hanno scandito le giornate con le Lodi, i Vespri e la Santa Messa quotidiana . Hanno inoltre partecipato alla Via Crucis  e all’ Adorazione Eucaristica , spazi fondamentali per far scendere nel cuore le provocazioni ricevute. Grazie a questi giorni di silenzio a Fiuggi, i giovani hanno imparato che avere " occhi nuovi " significa scorgere la presenza di Dio nella realtà di ogni giorno, pronti a diventare "impronte anonime" su cui altri possono camminare verso il bene.

  • Cuori disarmati: il viaggio di MissioLab tra testimonianze globali e periferie umane

    Il percorso di MissioLab  continua a tracciare solchi profondi nella formazione dei giovani del MGS IC. Sotto il tema guida dell'anno, "Cuori disarmati" , la giornata di sabato 21 febbraio ha visto le diverse sedi del cammino impegnate in esperienze di frontiera: dal dialogo interreligioso internazionale alla realtà carceraria, fino alla radice biblica della vocazione. Ecco il racconto corale di una giornata vissuta con il desiderio di abbattere muri e costruire ponti. Lazio-Umbria-L’Aquila: Frontiere globali e dialogo con il VIS Per i giovani della zona Lazio-Umbria-L'Aquila, l’incontro si è svolto a Roma presso la sede del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) . La mattinata ha permesso al gruppo di entrare in contatto con realtà missionarie di frontiera attraverso testimonianze dirette. Testimonianze dal Marocco e dal Mali Il Cardinale Cristóbal López , Vescovo di Rabat, ha descritto la vita in Marocco, dove la comunità cristiana è una minoranza assoluta. Il gruppo ha potuto comprendere come il dialogo interreligioso non sia un ostacolo, ma una pratica quotidiana che arricchisce la fede attraverso la condivisione e l'amicizia. Successivamente, i collaboratori George e Federica  hanno illustrato i progetti di pace in Mali, focalizzandosi sull'uso responsabile dei social media per contrastare la radicalizzazione e la diffusione di messaggi violenti tra i giovani africani. Riflessione sull'identità La giornata si è conclusa con una riflessione collettiva sull'identità e sulle difficoltà di integrazione, partendo dalla storia di una giovane musulmana nella Parigi post-attentati. Un momento prezioso per preparare chi, nella prossima estate, si troverà a operare in contesti multiculturali complessi. Toscana: Oltre il pregiudizio nelle periferie umane di Livorno In Toscana, i partecipanti hanno vissuto una giornata di forte impatto emotivo e sociale a Livorno. Il teatro come spazio di dignità La mattinata è stata dedicata alla visita della casa circondariale “Le Sughere” , dove i giovani hanno preso parte a un laboratorio teatrale insieme ai detenuti. L'attività ha permesso di superare le etichette e i sospetti iniziali, riportando al centro la dignità della persona oltre l'errore commesso. Il tavolo della pace e l'ascolto autentico Nel pomeriggio, presso l'oratorio salesiano, il gruppo degli universitari ha approfondito i pilastri del disarmo interiore: verità, pace, giustizia e misericordia . Il dibattito si è concentrato sull'importanza dell'ascolto autentico, identificandolo come il primo passo per guarire le ferite della società. I giovani si sono interrogati su quanto spesso il giudizio impedisca la reale comprensione dell'altro, riconoscendo nella missione un'occasione per guardare alla reintegrazione e alla guarigione delle persone. Sardegna: Preparare lo "zaino" con la Parola e l'essenziale L'incontro di MissioLab in Sardegna ha invece privilegiato una dimensione di riflessione spirituale e di discernimento vocazionale. La radice nel Vangelo Sotto la guida di don Angelo , i ragazzi si sono soffermati sulla Parola nel Vangelo di Matteo, ricercando le radici profonde del "mandato" cristiano. Cosa portare nel cammino? L’attività centrale ha spinto i partecipanti a interrogarsi su cosa sia realmente essenziale mettere nello "zaino"  per il cammino missionario. Il gruppo ha analizzato non solo gli strumenti materiali, ma soprattutto gli aspetti caratteriali e spirituali su cui lavorare in vista della partenza. Il confronto fraterno tra i giovani del gruppo "Universales" ha permesso di consolidare i legami comunitari, rendendo la missione un sogno condiviso e non solo un impegno individuale.

  • Convivenza giovani Liguria: un modo diverso di vivere la quotidianità

    Nella settimana del 23 febbraio ci è stato proposto di partecipare, in quanto studenti universitari e lavoratori, alla Convivenza Giovani : un’esperienza iniziata il lunedì sera e conclusasi il sabato dopo pranzo. Durante la settimana abbiamo proseguito i nostri consueti impegni universitari e lavorativi, per poi ritrovarci tutti insieme a condividere la preghiera serale dei Vespri e la cena con la comunità. Momenti di fede e vita condivisa Nelle diverse serate ci siamo dedicati ad attività organizzate; tra queste spicca la preghiera di adorazione celebrata da don Stefano Casu , responsabile vocazionale dell’MGS, che ha trascorso con noi i primi tre giorni della settimana. Sono state occasioni semplici ma significative, che ci hanno permesso di fermarci e dividere con gli altri momenti intensi di fede e di riflessione. Altri appuntamenti condivisi sono stati le Lodi del mattino, le colazioni e persino alcuni tragitti verso l’università. Proprio in queste situazioni più quotidiane si è creato un clima di familiarità grazie al quale siamo riusciti a conoscerci più a fondo. Dentro il cuore della comunità salesiana Questa esperienza ci ha permesso di entrare concretamente nella vita della comunità salesiana, sperimentandone i ritmi e lo stile. Abbiamo toccato con mano una realtà fatta di semplicità e attenzione reciproca, vivendo per qualche giorno non solo accanto, ma dentro la comunità . La Convivenza Giovani è stata, in conclusione, un’occasione preziosa per stare insieme in modo diverso dal solito e per crescere sia a livello personale che come gruppo.

  • Convivenza studio Lazio-Umbria-L'Aquila: sessione universitaria e comunità

    Per il secondo anno consecutivo ho avuto il piacere di partecipare alla convivenza studio  organizzata dalla zona Lazio-Umbria-L’Aquila  presso l’ Istituto Pio XI di Roma . Come già accaduto lo scorso anno, l’iniziativa si è confermata un’importante occasione di comunità, capace di coniugare le necessità della sessione universitaria con la bellezza della condivisione quotidiana, tra momenti di svago e spiritualità. Il ritmo della giornata Le giornate sono state scandite da una routine equilibrata e rigorosa: Mattino:  Inizio con la celebrazione della Santa Messa e delle Lodi, seguiti dalla colazione per iniziare lo studio entro le ore 9.00. Pomeriggio:  Dopo la pausa pranzo, le sessioni di studio riprendevano fino ai Vespri, momento conclusivo della giornata lavorativa. Sera:  La cena è stata vissuta quotidianamente insieme alla comunità del Pio XI, che si è dimostrata, come sempre, estremamente accogliente e benevola nei nostri confronti. Particolarmente preziosi sono stati i momenti di pausa, che ci hanno permesso di recuperare le energie e di confrontarci con i ragazzi della scuola, offrendo alla mente il giusto ristoro prima di tornare sui libri. Testimonianze e nuove prospettive Ad accompagnarci in questo percorso è stata la famiglia Colonna , una testimonianza vivace di accoglienza e vita familiare. Uno dei momenti più significativi è stata proprio la cena trascorsa presso la loro abitazione: una serata caratterizzata da un’allegria autentica e dal piacere del dialogo. Una novità rilevante di questo anno è stato l’ incontro con una psicoterapeuta . Insieme abbiamo riflettuto sulla gestione degli equilibri durante la carriera accademica, sottolineando l’importanza di una programmazione efficace che non trascuri però i momenti di distacco. Il messaggio centrale è stato chiaro: l'identità di uno studente non si esaurisce tra i libri, ma va nutrita valorizzando tutte le sfere della vita personale. Condivisione e ripartenza Le serate sono state variegate e coinvolgenti, spaziando dai giochi di conoscenza del primo giorno a momenti di relax nei locali della zona. Torno a casa con un bagaglio ricco di esperienze: porto con me la bellezza di aver condiviso fatiche, gioie e preghiere con persone che, nel corso di una sola settimana, sono diventate compagni di viaggio preziosi.

  • Cuori disarmati: MissioLab e identità missionaria tra ascolto, storia e coraggio

    Il percorso di MissioLab Italia Centrale  prosegue il suo viaggio formativo. Nel mese di gennaio, i giovani di diverse regioni si sono incontrati per esplorare il significato profondo della missione. Attraverso dinamiche di gruppo, riflessioni spirituali e testimonianze storiche, le tappe in Lazio, Sardegna e Toscana  hanno tracciato un unico sentiero: quello che porta dall'incontro con l'altro alla scoperta di sé. Lazio: l’identità che nasce dall’incontro L’incontro del 17 gennaio nel Lazio è stato un vero e proprio percorso di ascolto. Per "rompere il ghiaccio", i partecipanti hanno vissuto una dinamica a coppie, cambiando continuamente interlocutore. Questo esercizio ha svelato una verità profonda: l’identità non è un dato fisso, ma un percorso che si costruisce attraverso lo sguardo e il confronto con chi ci sta di fronte . La riflessione successiva ha approfondito il tema dell’ amore come forza concreta, capace di generare dignità e fraternità. I giovani hanno riflettuto sulla necessità di "disarmare il cuore", rinunciando all'egocentrismo per lasciare spazio all’altro. Questo concetto è diventato un viaggio in aereo simbolico: tra imbarchi e scali, ogni tappa è stata l’occasione per sedersi di fronte a qualcuno e condividere un pezzo di sé. A dare un volto concreto a questi ideali è stata la figura di don Luigi Bolla (padre Yankuam’) . La sua vita tra il popolo Achuar insegna che la missione non è "fare qualcosa", ma scegliere di "stare" , lasciandosi trasformare profondamente dall’incontro. Sardegna: alle radici della missione salesiana In Sardegna, i giovani universitari di Cagliari si sono confrontati sulle motivazioni personali che li spingono verso il cammino missionario. Il gruppo ha ripercorso la storia dei primi missionari salesiani in Argentina, traendo ispirazione dalla figura di don Cagliero  e dei suoi compagni. Analizzando lo spirito dei pionieri, i partecipanti hanno vissuto un tempo di riflessione personale sulla propria disponibilità a partire. Il momento di condivisione finale ha permesso di trasformare pensieri e aspettative individuali in un sentire comune, radicato nello stile salesiano. Toscana: la missione è una questione di coraggio Dalla Toscana arriva il manifesto valoriale che sintetizza l'esperienza di gennaio. La base della formazione missionaria si poggia su una parola chiave: CORAGGIO . Il coraggio di mettersi in gioco; Il coraggio di non restare indifferenti; Il coraggio di donarsi. La missione viene descritta come un'avventura straordinaria in cui si scopre un paradosso fecondo: sa i che più darai più riceverai .

  • Cuori disarmati: weekend MissioLab in uscita

    Il cammino di MissioLab Italia Centrale  ha vissuto un momento fondamentale del suo percorso: nei giorni del 13 e 14 dicembre si è svolto il weekend missionario in uscita . Dopo i primi passi di formazione, i giovani hanno lasciato le consuete sale d'incontro per sporcarsi le mani e aprire il cuore in due territori diversi, la Toscana  e il Lazio , sperimentando cosa significhi concretamente "farsi prossimi". È stato un fine settimana intenso, segnato dal passaggio dalla teoria alla pratica, dove la missione non è stata solo un concetto discusso, ma un volto incontrato, un pasto condiviso e una preghiera vissuta insieme. Che si trattasse delle strade della capitale o delle realtà di accoglienza toscane, l'obiettivo è stato unico: allenare lo sguardo a riconoscere l'altro. Abbiamo chiesto ai gruppi di raccontarci il loro weekend... Lazio: Tra le strade di Roma, dove l'incontro si fa preghiera Nel Lazio, abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha spinti oltre i nostri confini abituali. Siamo stati accolti dalla comunità di Santa Maria della Speranza , a Roma, dove abbiamo avuto l'opportunità di confrontarci con diverse realtà di servizio. Il cuore del nostro weekend è stato l'incontro con le persone senza fissa dimora. Camminando per le strade, abbiamo capito che la missione inizia spesso con un saluto, un ascolto attento o un semplice gesto di vicinanza. Abbiamo distribuito pasti e coperte, ma soprattutto abbiamo cercato di donare il nostro tempo, scoprendo che dietro ogni povertà c'è una storia che merita dignità. Questi momenti di forte impatto emotivo sono stati accompagnati da spazi di silenzio e riflessione comunitaria, che ci hanno permesso di rileggere quanto visto alla luce della fede. Torniamo da questa esperienza con la consapevolezza che la città di Roma nasconde periferie esistenziali che interpellano direttamente la nostra vocazione di giovani missionari. Toscana: Il calore dell'accoglienza e la gioia del servizio In Toscana, il nostro weekend è stato caratterizzato da un forte spirito di famiglia e da una profonda immersione nelle realtà caritative locali . Siamo stati ospitati in un clima di grande apertura, che ci ha permesso di sentirci subito parte di un progetto più grande. Abbiamo dedicato le nostre energie al supporto di mense e centri di accoglienza, lavorando fianco a fianco con i volontari che ogni giorno si spendono per gli ultimi. In queste ore di servizio, ci siamo resi conto di quanto sia prezioso il lavoro silenzioso di chi costruisce ponti di solidarietà nel quotidiano. Non sono mancate le occasioni per condividere tra noi le fatiche e le gioie vissute, rafforzando il legame del nostro gruppo. Abbiamo concluso il weekend con il cuore colmo di gratitudine, certi che la missione in Toscana ci abbia insegnato l'importanza della cura dei dettagli e del sorriso come primo strumento di evangelizzazione. Questa "uscita" ci ha dato la spinta necessaria per continuare il nostro percorso con nuovo entusiasmo e una visione più chiara del nostro impegno nel mondo.

  • Sulle Orme del Battista: Esercizi Spirituali MGS per l'Avvento

    Esercizi Spirituali  in preparazione dell' Avvento  e delle festività Natalizie  del Lazio-Umbria-L'Aquila si sono svolti il 28-29-30 novembre 2025 nella Casa di Preghiera di San Biagio a Subiaco . L'iniziativa ha visto la partecipazione di oltre venti giovani  provenienti da diverse Case Salesiane , che hanno condiviso un profondo momento di fede  e crescita. I partecipanti hanno potuto contare sull'accompagnamento di Don Roberto Buattini , sacerdote diocesano, che con le sue riflessioni ha offerto profonda ispirazione e una preziosa ricchezza al gruppo. Sulle Orme di San Giovanni Battista: Il Focus Spirituale Le giornate di riflessione hanno avuto come figura centrale San Giovanni Battista , modello di preparazione e conversione. Attraverso quattro meditazioni, caratterizzate da una notevole efficacia comunicativa e schiettezza nel riferirsi alle sfide e alle difficoltà della vita quotidiana, Don Roberto ha condotto i giovani a un esame di coscienza  profondo: 1. Dal Grembo al Deserto: La Nascita di un Outsider La prima riflessione ha invitato i partecipanti a soffermarsi sulle proprie difficoltà, riconoscendo che, come per il Battista nella sua singolare vocazione, anche nelle nostre "fatiche" e "stranezze" si cela un appello del Signore. Riconoscere e nominare le proprie difficoltà è il primo passo per un cammino autentico . 2. La Conversione ovvero la Fine del Vittimismo La seconda meditazione ha evidenziato il Battesimo come condizione essenziale per la remissione dei peccati. È stata sottolineata l'importanza di cambiare prospettiva , superando gli "alibi" che la società propone per i nostri peccati, per focalizzarsi sulle proprie "ferite", poiché solo il riconoscimento sincero dei propri peccati permette di intraprendere pienamente la vita cristiana . 3. Il Metodo Battista: Quattro Punti di Appoggio La riflessione successiva ha riguardato l'attualità del Battista come maestro di chiarezza nella relazione con il Signore. I partecipanti sono stati invitati a riflettere sulle virtù di cui parla il Battista—Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza—come elementi caratterizzanti la vita di ogni cristiano. Queste domande hanno permesso un vero " esame " della propria vita quotidiana e una messa in discussione dei pilastri personali. 4. Al Giordano: Il Battista e l’Arte del Passaggio L'ultima meditazione ha concluso gli esercizi spirituali  concentrandosi sulla natura del rito battesimale : un rito unico, che riguarda la totalità della vita, e la cui attuazione è urgente. Vivere questa riflessione all'inizio dell' Avvento  è stato tempo di grazia e un’opportunità offerta dal Signore. Preghiera, Sacramento e Fraternità L'intenso percorso è stato accompagnato da momenti forti di preghiera , scanditi dalla proclamazione solenne delle Lodi Mattutine, dalla celebrazione della Santa Messa  e dalla recita dei Vespri. Le meditazioni hanno introdotto e valorizzato il momento centrale dell'accostamento al Sacramento della Riconciliazione , al quale i ragazzi hanno avuto la possibilità di avvicinarsi, ricevendo il perdono di Dio. Un elemento che ha arricchito profondamente l'esperienza è stata l'accoglienza calorosa e fraterna della comunità di Subiaco , che ha ospitato i partecipanti con un autentico spirito di famiglia. Torniamo a casa con il cuore alleggerito e rinnovato, avendo intrapreso un passo importante del nostro cammino. L'esperienza ha ribadito che il raccoglimento e la quiete sono vie privilegiate per l' ascolto interiore , e che la fraternità  nella preghiera permette di compiere imprese superiori alle aspettative.

  • "Il Verbo si fece carne": Esercizi Spirituali MGS Toscana-Liguria

    Dal 28 al 30 novembre 2025, i giovani delle case MGS di Toscana e Liguria si sono riuniti presso il Convento Ospitale San Lorenzo di Pontremoli per gli Esercizi Spirituali d'Avvento. Sotto la guida di Don Marco Frecentese, il focus è stato sull'interiorità e la preparazione al Natale, imparando ad affrontare le ferite e a scegliere l'Amore di Dio. Dal 28 al 30 novembre 2025 ci siamo ritrovati con le case MGS di Toscana e Liguria  a Pontremoli , nel Convento Ospitale San Lorenzo dei frati Cappuccini, per svolgere gli Esercizi Spirituali d’Avvento , un'occasione importante per fermarsi e mettere in pausa la frenesia degli impegni quotidiani. Il titolo, “Il Verbo si fece carne” , nascondeva un tema profondo: noi stessi. Don Marco Frecentese ha impostato questi giorni lasciando la libertà di scegliere la propria tematica personale, avviando gli esercizi spirituali con l'obiettivo di capire su cosa della propria vita c'era bisogno di lavorare. Sotto la sua guida, abbiamo intrapreso un percorso di revisione all’interno della propria interiorità. Il Percorso Spirituale: Le Cinque Tappe del Discernimento Questo breve ma intenso viaggio può essere riassunto in cinque tappe fondamentali: Ascoltare:  Entrare dentro di noi. Riconoscere:  Individuare l’Amore e smascherare le illusioni. Affrontare:  Gestire le proprie ferite ponendole sotto la benedizione di Dio. Adorare:  Mettersi alla presenza del Signore. Poter scegliere:  Esercitare la libertà di seguire Cristo. Tra silenzi meditativi, risate, momenti musicali e condivisioni collettive, il metodo suggerito da Don Marco ci ha permesso di vivere tre giorni di riflessione, utili per raddrizzare la propria vita e iniziare l’Avvento con la postura giusta. Dal Rumore al Silenzio: L'Amore che Non si Guadagna Un messaggio che ha risuonato particolarmente forte è stato: «Tu sei l’amato, il prescelto» . Sono arrivato agli Esercizi Spirituali con il cuore e la mente pieni di rumore, pensieri e ferite che credevo di controllare ma che stavano occupando troppo spazio. Questi Esercizi Spirituali hanno evidenziato quanto sia cruciale fermarsi: mi son o accorto che a volte si corre all’infinito senza mai fermarsi a respirare e a chiederci come stiamo. Invece, il silenzio e la meditazione sono fondamentali per riuscire ad entrare dentro noi stessi. Viviamo in una società che illude, tenta e, come nota Don Marco, «viviamo in una società che sgomita, siamo costantemente in competizione con gli altri» . Il mondo gode delle nostre fragilità, ci travolge e ci trascina sul fondo. Abbracciare le Ferite e la Scelta di Zaccheo Toccare il fondo, però, rappresenta un punto fondamentale: senza quella consapevolezza, non ci rendiamo conto di dove siamo e di cosa ci ha portato lì. È in quel momento che bisogna trovare il coraggio di abbracciare le nostre ferite, facendo del dolore un amico. La chiave è la luce con cui guardiamo la sofferenza: spesso, mettiamo le nostre sofferenze sotto la luce della maledizione, ingigantendole. Dobbiamo invece allenarci ad affrontarle mettendole sotto la luce della benedizione , affidandole a Dio, come ha fatto Pietro. Al termine, la domanda è stata: «Come possiamo tornare nel mondo?» . La risposta è arrivata dal Vangelo, attraverso l'incontro di Zaccheo  con Gesù. Leggendolo, abbiamo compreso l'importanza di muoversi verso Dio , di andargli incontro, perché stando fermi ci chiudiamo e veniamo logorati dai pensieri negativi. Gesù ci chiede solo di camminare, cercarlo e seguirlo. La chiave di tutto è la nostra libertà: Essere padroni di sé stessi . Sta a noi, quindi, ricollocarci nel mondo, non più come parte di esso, ma come qualcuno che è stato inviato al suo interno, perché «io non appartengo a questo mondo, ma in quello che lo precede, dove l’Amore domina» .

  • Esercizi Spirituali Marche-Abruzzo: Fede, Avvento e Incontro con Dio

    Si sono svolti dal 21 al 23 novembre a San Severino Marche gli Esercizi Spirituali in preparazione all'Avvento e al Natale . L'incontro ha riunito una decina di ragazzi provenienti dalle comunità salesiane di Vasto, Civitanova Marche, Macerata e Ancona, guidati da don Aldo Angelucci, affiancato da don Andrea e suor Valeria, che hanno arricchito il gruppo portando entusiasmo, profondità e gioia. Il Cuore degli Esercizi: La Fede Vissuta nella Quotidianità Il cuore delle nostre riflessioni è stato il tema della fede : una fede concreta, vissuta nella quotidianità, capace di illuminare la nostra vita e darle senso. Siamo partiti dalla consapevolezza che in ciascuno di noi c’è un’immagine di Dio che chiede di emergere, liberandosi da ciò che non appartiene a Lui. Abbiamo riconosciuto che senza Gesù la nostra vita rischia di diventare sorda e smarrita , mentre diventa piena e significativa quando il cuore sa accogliere la sua presenza. Ci siamo soffermati sull’idea della fede come incontro personale con Dio, un’apertura alla realtà resa possibile dal suo amore gratuito: un amore che non trattiene, ma che fa fiorire ciascuno nella propria unicità, che “permette all’altro di esistere”. Siamo stati invitati a compiere il bene non solo facendo le cose “per bene”, ma “per il bene”, con un cuore autentico. Il Modello di Maria: Accogliere il Mistero con Silenzio e Fiducia L’ultima meditazione è partita dal racconto dell’Annunciazione. Abbiamo contemplato Maria , scelta da Dio nella sua umiltà, come colei che accoglie il mistero in silenzio e fiducia, senza pretendere di comprenderne modalità e tempi. Nel suo “sì” abbiamo riconosciuto il modello più alto di disponibilità: Dio entra nella nostra storia con discrezione, facendosi bambino, per abbracciare tutti a partire dai più piccoli. Abbiamo vissuto momenti intensi anche nella veglia e l’adorazione eucaristica, durante la quale abbiamo potuto ricevere il perdono di Dio attraverso il sacramento della Confessione. Fraternità e Accoglienza dalle Clarisse di San Severino A rendere ancora più preziosa l’esperienza è stata la presenza delle suore clarisse di San Severino  che ci hanno accolto nella loro casa con una dolcezza e un calore che solo chi vive profondamente nel Signore sa donare. Hanno condiviso con noi la loro preghiera, il loro canto e la testimonianza semplice e luminosa di una vita totalmente consegnata a Dio. Torniamo a casa con il cuore più leggero, rinnovato e desideroso di custodire ciò che abbiamo vissuto, preparandoci ad accogliere il Natale.

  • Fede, Ragione e Amore: Formazione Animatori Toscana

    La Formazione Animatori  organizzata dal MGS Toscana a Colle Val d’Elsa  (Siena) il 09 novembre 2025 si è rivelata una giornata estremamente stimolante e profonda. L'incontro mattutino con Don Flaviano  è stato particolarmente significativo e illuminante, offrendo una nuova e potente chiave di lettura nel rapporto personale con il Cristianesimo, capace di rafforzare la Fede  dei partecipanti. Analisi della Società: Il "Nodo Spirituale" del Dio Ragione Don Flaviano ha saputo toccare temi attuali e palpabili, partendo dall'analisi del "nodo spirituale"  che caratterizza la società odierna. Questa situazione vede la non-esistenza di Dio data per scontata, un vuoto riempito dal cosiddetto "dio della Ragione". Questo processo, avviato nel Seicento e portato avanti da grandi pensatori e filosofi come Kant e Nietzsche, ha gradualmente allontanato l'umanità dalla dimensione spirituale. Di fronte a questa società "persa e chiusa", la sfida cruciale è: come riuscire a restare ben saldi alla Fede? L'Amore come Chiave di Lettura Esistenziale Attraverso il Lumen Fidei  di Papa Francesco e il Vangelo, Don Flaviano ha offerto una fondamentale chiave di lettura dell'esistenza : quella dell’ Amore . Questo Amore, inteso come l'Amore tra Padre e Figlio, è un legame vivibile e riconoscibile nelle relazioni umane più profonde: dal rapporto tra genitori e figli fino alla dinamica del bacio tra fidanzati. Gesù: L'Illuminazione Visibile della Via L'Amore Divino è reso possibile solamente attraverso il costante sguardo verso Gesù , che si è fatto Uomo per illuminare visibilmente la via verso Dio. Questa visione, pur sembrando basilare per chi è ben radicato nella Fede, è stata uno stimolo forte per i partecipanti, specialmente per chi, come l'autore, è tornato da poco a vivere un neonato percorso spirituale. L'incontro ha generato il desiderio di ricercare la Verità  e di portare la Fede  in tutti i momenti della vita quotidiana.

  • Festa Fanciulli e Famiglie - MGS Liguria

    Domenica 9 novembre, presso l’ Istituto Don Bosco di Sampierdarena , si è tenuto il secondo appuntamento del 2025 del MGS Liguria, dedicato alla giornata “Fanciulli e famiglie” . La giornata è partita con l’accoglienza, che ha visto le diverse realtà del territorio ligure ritrovarsi per una piacevole colazione. Rispetto all’appuntamento di aprile scorso, è stata una gradita sorpresa vedere come l’affluenza dei partecipanti abbia superato le aspettative. Dopo il primo ritrovo e i saluti, le famiglie  sono state suddivise tra genitori e bambini, per permettere l’inizio dell’attività della mattina: i bimbi sono stati suddivisi in squadre e hanno partecipato ai giochi organizzati dagli animatori, mentre per i genitori  si è tenuto un momento di formazione, durante il quale, suddivisi a loro volta in piccoli gruppi, c’è stata la possibilità di riflettere su uno dei sei temi proposti (provvidenza che accompagna la vita quotidiana, grazia che vince il peccato - perdono, carità concreta e gioiosa, libertà responsabile, cura degli altri, speranza nelle difficoltà) e di condividere le proprie idee ed esperienze all’interno della propria casa, scuola ed oratorio. Le attività della mattinata si sono concluse con un momento conviviale in cui, tutti insieme, anche ai ragazzi dei GR, presenti dal giorno prima, è stato consumato il pranzo. Durante il primo pomeriggio tutte le famiglie , grandi e piccoli, sono state coinvolte in un ultimo gioco, suddivisi sempre in squadre, per poi concludere la giornata con la Santa Messa , presieduta da Don Massimiliano Civinini e concelebrata da Don Andrea Lupi e Don Piero Ingegnere. Durante l’omelia, don Massimiliano ha portato l’attenzione sulla similitudine tra chiesa e casa, dove la chiesa non è altro se non la comunità che la abita. Ad ultimo, non poteva mancare la foto di rito, ricordo di una splendida giornata, trascorsa in compagnia di tante persone diverse tra loro, ma unite sotto un unico spirito: lo spirito e il carisma di Don Bosco .

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