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  • Un telaio nelle sue mani

    Inizia tutto, come sempre, con la parola del Signore. Ad accogliere la nostra partenza è la parola del Vangelo secondo Marco: "e prese a mandarli due a due [...] ed ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone" [Mc 6, 7-13]. Ad accompagnarci, a uso e costume delle circostanze della modernità, non abbiamo fisicamente un bastone di sostegno a cui affidarsi nel cammino, ma la croce di un mandato missionario, segno indelebile del vero e primigenio sostegno: Gesù. Forti di questo, ogni mattina ci facciamo largo in punta di piedi a Piazzale Nenni per giocare coi ragazzi e le ragazze di questo luogo.  Periferico e desolato appare il mondo dei dimenticati, di chi non ha alternative, di chi vede e vive il buio come unica soluzione e possibilità. Il quartiere Paolo VI di Taranto , epicentro della nostra missione, vede e vive il buio da molto tempo e forse, ascoltando le storie di alcuni suoi protagonisti, da sempre. Chiamate a leggere nei cuori potenzialità di bene sono le Figlie di Maria Ausiliatrice che qui ogni giorno affrontano i vivai della criminalità. È grazie all'azione incessante e benevolente delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Suore, che ci insegnano ogni giorno come la missione sia un esercizio di fede e di gioia, di carità e di amore, di speranza e di passione. Giungere in un contesto così denso, monòtono e monotòno come Piazzale Nenni, luogo-filatore dell'intricato tessuto di strada di Paolo VI, getta il più saldo degli ideali nel circuito tortuoso della rivalutazione e del dubbio. Qui dove tutto sembra destinato a scivolare via tra roghi, cenere, mobilia, sporcizia, sterpaglie, calcinacci, disillusioni, vergogna e volti che preferiscono il nascondersi, ci muoviamo nel tentativo di costruire percorsi di speranza nella marginalità, stando tra di loro, cercando di incontrarli in modo autentico, senza fingere fiducia e facendogli capire che esiste un'alternativa alla cultura, quella rovinosa, della strada. Nel dare continuità all'attività svolta per le strade la mattina, accogliamo con gioia i bambini e le bambine al pomeriggio negli spazi dell'oratorio l'Aquilone, prendendo parte alle Olimpiadi della Pace , dove loro possono divertirsi ed imparare. Misuriamo nei vari "peccato che domani non ci sarete", "quindi sabato ve ne andate" o "qui mi sento come a casa" l'affetto che questi ragazzi, imparanti della vita, ogni giorno sono disposti a elargire. Diciamo "grazie", un grazie sentito e condiviso, che raccolga in sé i nostri desideri e le nostre speranze: essere telai , aghi e fili di un nuovo e fruttifero filato, quello che contribuirà, sotto le mani del sapiente Sarto, il Signore Gesù, a confezionare abiti a misura della dignità, a misura del rispetto, a misura dell'amore fraterno e umano, a misura del sostegno, a misura del cuore. Edoardo Belfiore e il Gruppo Missionario di Taranto Per approfondimenti leggere gli articoli estesi su: https://donbosco.it/un-telaio-nelle-sue-mani/ https://donbosco.it/dalla-strada-al-paradiso/

  • CAMPO BOSCO - Nei luoghi di Don Bosco

    Cos’è il campo bosco e cosa è stato per me? Il campo bosco è un campo formativo che si svolge presso i luoghi di vita di Don Bosco, dove ognuno di noi si può calare nel passato attraverso la propria mente e conoscere la realtà dei fatti. Riassumendo la giornata tipo in poche parole posso dire che venivamo svegliati e subito dopo colazione partivamo alla scoperta dei luoghi grazie al nostro pullman che ci ha accompagnato in questi giorni. Arrivati al luogo, camminavamo per vedere tutte le meraviglie e poi dopo pranzo, sempre con il pullman, raggiungevamo un’altra destinazione e a seconda della giornata vivevamo la celebrazione eucaristica proprio in quei posti. Tornati nelle stanze, ci facevamo la doccia, cena e infine la parte più bella, la serata dove ognuno di noi rideva a crepapelle. Parlare del campo bosco per me è un po’ difficile perché è stato il mio primo vero campo formativo, dato che l’anno scorso non ho fatto il campo base e l’unico campo fatto era stato il biennio nel 2021. Questa esperienza mi ha lasciato un qualcosa dentro di incredibile, ho conosciuto gente fuori dalla mia città, sono cresciuto come uomo, come amico ma anche nella mia vita emotiva. Ho conosciuto molta gente fantastica con cui ho fatto amicizia ed è stata in grado di trattarmi come se mi conoscesse da tanto tempo. In modo particolare devo menzionare un membro dell’equipe con cui mi sono subito trovato a mio agio e con cui ho parlato veramente tanto, al punto che quando ci siamo salutati per andare via mi è salita un po’ di malinconia. Ho apprezzato tutta l’equipe perché è stata bellissima. Fare questa esperienza mi ha riempito il bagaglio culturale ed emotivo di moltissime cose, calpestare i luoghi in cui è vissuto Don Bosco è stata un emozione davvero immensa ma se devo essere sincero il mio posto più bello è stata la casa dove è morto Domenico Savio, che è stato il posto in cui ho pianto per la prima volta al campo. Custodirò per sempre questa settimana con amore, pregando sempre e ricordandomi che ho vissuto una delle settimane più belle della mia vita. Lagrasta Francesco, Borgo Don Bosco

  • CAMPO ECOLOGICO 2K24: COSTRUIAMO LA PACE, CUSTUDIAMO LA TERRA

    Dall’8 al 14 luglio abbiamo partecipato ad un campo legato all'ecologia integrale; dunque, abbiamo svolto dei laboratori sul riciclo, formazioni inerenti al tema e lavori di sistemazione degli ambienti. In particolare, ci ha accompagnato la “Laudato Si’”, l’enciclica scritta da Papa Francesco e che tratta proprio questo tema. La giornata tipo si svolgeva in questo modo: dopo la sveglia alle 7:00, ci si lavava e si scendeva a fare colazione. Eravamo divisi in tre gruppi per svolgere i servizi comuni, cioè apparecchio e sparecchio, lavaggio piatti e pulizia bagni. Le tre squadre erano gli ECONINJA, i GREENBROS e gli EARTHCREW. La mattinata cominciava con un momento di preghiera e con la lettura di un passo del vangelo, seguito da un piccolo pensiero. Successivamente alcuni di noi si recavano nei centri di San Pietro e Morrecine per svolgere alcuni lavori insieme ai ragazzi della comunità “Soggiorno Proposta”, mentre altri invece rimanevano al Feudo, il luogo in cui alloggiavamo, per svolgere attività di giardinaggio, muratura, pulizia dell’ambiente e di murales.  Poiché ogni giorno era diverso dagli altri, è capitato che molti di noi partecipassero a dei i laboratori condotti da alcune volontarie che ci hanno insegnato ad utilizzare il telaio, a fare il sapone e la carta riciclata.  Inoltre, un giorno abbiamo anche fatto un’uscita in montagna nel Parco della Maiella. Verso le 13:00, grazie ad Agnese e alla qualità dei suoi piatti, pranzavamo e, dopo aver mangiato, avevamo un’oretta e mezza di relax in cui non è mancato il divertimento e durante il quale abbiamo avuto modo di conoscerci a fondo, passando del tempo insieme, giocando e scambiandoci tratti di noi. Alle 15:30 iniziava il momento della formazione organizzata dall’equipe grazie alla quale ogni giorno approfondivamo un capitolo dell’enciclica e aspetti differenti dell’ecologia integrale. Le formazioni sono state veramente ricche di insegnamenti e hanno fatto riflettere molto ciascuno di noi. Dopo, piccola merenda e poi tutti al mare a divertirci. Per quanto riguarda la sera principalmente si giocava.  Una sera sono venuti i ragazzi della comunità a cucinare per tutti la pizza, un’altra siamo andati in paese a mangiare il gelato, un’altra ancora abbiamo ascoltato le testimonianze dei ragazzi della comunità. Abbiamo capito che l'ecologia integrale non riguarda solo il rispetto della natura, ma anche l'integrazione con gli altri. Infatti, abbiamo imparato a non lasciarci frenare dai pregiudizi, ma a scoprire chi ci è attorno senza scartare nessuno perché l'apparenza inganna ed è possibile trovare un amico caro in qualcuno di inaspettato. Un insegnamento fondamentale che abbiamo appreso è quello dell'ascolto. In poco tempo, infatti, mostrando attenzione per l’altro abbiamo potuto scambiarci reciprocamente le nostre storie e ciascuno di noi ha regalato e lasciato un pezzetto di se stesso agli altri partecipanti del campo.   Rebecca Del Casale, Carlotta Russi - Oratorio di Vasto

  • Campo Base 1 2024 - Arcinazzo

    Avete mai immaginato un luogo dove ragazzi pieni di entusiasmo e speranza, con la voglia di diventare guide per le future generazioni di giovani, si riuniscono per imparare e crescere? È il “Campo Base”, svoltosi ad Arcinazzo dal 9 al 16 giugno 2024: un’esperienza stimolante all’insegna dei valori di Don Bosco, orientata a costruire una comunità di animatori. Siamo partiti con tanta voglia di metterci in gioco e pronti ad accogliere ogni proposta. Il “Campo Base” ci ha dato l’opportunità di crescere non solo dal punto di vista personale ma sopratutto spirituale, grazie a momenti formativi molto intensi, occasioni di confronto e preghiera, che ci hanno permesso di scoprire sempre di più la realtà dell’essere Animatori Salesiani. Particolarmente significativo nel nostro percorso è stato conoscere e leggere il Sistema preventivo di Don Bosco. Nonostante non ci conoscessimo prima, siamo riusciti a creare legami profondi con ragazzi da tutta l’Italia Centrale. La speranza è di continuare a crescere con loro. La ricchezza è proprio questa: confrontarsi con persone differenti tra loro, provenienti da realtà altrettanto diverse, ma tutte accumulate dallo stesso amore per Don Bosco. Mirko Pozzuolo, 16 anni da Genova FMA Greta Carlini, 16 anni da Macerata, Casa futuro.

  • Chiamati alla Speranza - MGS IC a Cagliari

    Dal 25 al 27 aprile 2024 si è svolto a Cagliari il Forum MGS IC dal titolo “Chiamati alla speranza”. Per partecipare a questo evento si sono messi in viaggio - destinazione Sardegna - circa 1000 partecipanti provenienti da tutto il territorio dell’Italia centrale. Il Forum MGS è l'evento di più ampia convocazione dei giovani dai 14 ai 30 anni del territorio, e quest’anno è giunto alla sua settima edizione. Il precedente Forum MGS si era svolto nel settembre 2020, in forma online e rivisitata a causa della pandemia da Covid-19. Questi tre giorni nel capoluogo sardo sono stati dunque l’occasione per ritrovarsi tutti insieme dopo un lungo stop. La proposta del Forum MGS prevede armonizzati l’annuncio di fede, la festa, la formazione personale, l’inserimento nella Chiesa locale e nel territorio, avendo ogni volta una tematica differente come filo conduttore. Per quest’anno i giovani partecipanti all’evento si sono focalizzati sul tema della speranza, prima di tutto partendo dalla loro esperienza personale e confrontandosi poi con il vissuto di alcuni testimoni. In un tempo caratterizzato da forti incertezze e buio esistenziale, i ragazzi hanno potuto riflettere sul fatto che, come giovani cristiani, sono chiamati ad un atteggiamento positivo che ricerca la luce di Cristo per illuminare le difficoltà più buie. Infine, il tema del Forum MGS ha permesso loro di inserirsi nella cammino verso il Giubileo del 2025 intitolato “Pellegrini di speranza”.

  • Ora il momento favorevole - EESSMM Toscana

    Non avevo mai partecipato agli Esercizi Spirituali. Per diversi motivi, ero sempre stata impossibilitata a farlo. Quindi questi erano i miei primi in assoluto. Devo dire che non sapevo esattamente cosa aspettarmi, speravo però che sarebbe stato un momento di profonda riflessione che sentivo vicina alla mia vita. Così è stato. Il titolo degli esercizi era “Ora il momento favorevole”. Per questo motivo le giornate sono state scandite da Lectio dei brani del Vangelo di Giovanni, ognuno dei quali rappresentava un’ ”ORA”. Queste per me sono state illuminanti, profonde e mi hanno permesso di entrare pienamente in ciò che stavo leggendo e meditando. Il modo in cui Suor Annamaria parlava e predicava queste Lectio mi ha catturato profondamente e mi ha aiutato nei miei momenti successivi di Meditatio e Oratio. Tutti gli esercizi sono stati contrassegnati dalla preghiera. In primis, ogni Lectio prevedeva un  momento lungo di riflessione e preghiera, abbiamo pregato Lodi, Vespri e Compieta, abbiamo  celebrato Messa. Il sabato pomeriggio c’è stata una bellissima Celebrazione Penitenziale sul  brano dell’adultera che per me è stato un momento molto prezioso e di profonda  consapevolezza. Il massimo culmine è stato raggiunto con un’adorazione notturna, legata al brano della Samaritana, dove abbiamo pregato perché possiamo riuscire ad essere acqua viva per gli altri. Non sono mancati momenti di comunione e vita fraterna, giochi, scherzi, condivisione di vita. Mi porto a casa le riletture di brani letti mille volte, ma che sono riuscita a vedere con uno sguardo nuovo. Mi porto a casa le condivisioni preziose dei giovani che mi stavano intorno, il momento penitenziale e i momenti di preghiera, dove sono riuscita profondamente ad entrare in contatto con Lui. Mi porto a casa i momenti vissuti insieme, in famiglia, come se fosse naturale vivere insieme. Mi porto a casa l’idea che sia ORA il momento favorevole per agire, per intraprendere la strada che Lui ha scelto per me.

  • Sulla strada da Gerusalemme a Gerico - Esercizi Spirituali Missionari a Loreto

    Gli Esercizi Spirituali Missionari svoltisi dal 24 al 26 Febbraio 2024 a Loreto sono stati per me una splendida occasione di staccare dalla frenesia che ormai regna nelle nostre vite e mi ha donato la possibilità (come sempre succede con gli Esercizi Spirituali) di avere dei momenti da dedicare esclusivamente alla preghiera e alla meditazione. La predicazione di don Nandino Capovilla, che ci ha accompagnato in questi giorni, si è rivelata inedita rispetto a ciò a cui siamo abituati. Invece di sviscerare un brano del Vangelo, ha utilizzato l’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco per offrirci spunti di riflessione che si affiancavano alle testimonianze della sua vita e di altre vite di cui ci ha raccontato. Man mano che avanzano le predicazioni il tavolino che era al centro del salone si riempiva di vite e di storie eccezionali, piene di difficoltà e fatiche e dolori. Tutte le storie che ha presentato e donato a noi don Nandino sono state per noi ispirazione ed esempio. Questo binomio tra l’enciclica e il materiale umano è risultato assolutamente efficace e diverse riflessioni tratte da capitoli dell’opera hanno risuonato molto dentro di me. In modo particolare sono rimasto affascinato dal paragrafo 277. In quest’ultimo il Santo Padre usa il meraviglioso termine “musica del Vangelo”, che mi ha rapito dal primo momento che l’ho letto e mi è subitamente entrato nel cuore. Nella sua predica a questo proposito, don Nandino ha esplicato l’importanza di mantenere viva questa musica del Vangelo nella nostra vita, poiché la musica porta gioia ed il Vangelo è l’annuncio della bella notizia. Proprio per questo perdere questa musica nella nostra vita sarebbe veramente un peccato gigantesco. Mantenere viva questa musica dentro di noi ci permette di far vibrare la gioia che ci dona il Signore tramite la Sua Parola e i Suoi doni. È fondamentale non far smettere di suonare questa musica poiché è ciò che ci permette di lottare ogni giorno per la dignità umana di ciascun individuo. Per collegarci al tematica centrale del nostro percorso MissioLab di quest’anno, il Signore ci chiede di metterci in ascolto dell’incessante grido d’aiuto dei poveri e della Terra e ciò che ci permette di farlo nel migliore dei modi è proprio la musica del Vangelo. Apre il nostro cuore all’accoglienza e alla sensibilità, aiutandoci ad imparare a farci, noi, prossimi. 277. La Chiesa apprezza l’azione di Dio nelle altre religioni, e «nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che […] non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini». Tuttavia come cristiani non possiamo nascondere che «se la musica del Vangelo smette di vibrare nelle nostre viscere, avremo perso la gioia che scaturisce dalla compassione, la tenerezza che nasce dalla fiducia, la capacità della riconciliazione che trova la sua fonte nel saperci sempre perdonati-inviati. Se la musica del Vangelo smette di suonare nelle nostre case, nelle nostre piazze, nei luoghi di lavoro, nella politica e nell’economia, avremo spento la melodia che ci provocava a lottare per la dignità di ogni uomo e donna». Altri bevono ad altre fonti. Per noi, questa sorgente di dignità umana e di fraternità sta nel Vangelo di Gesù Cristo. Da esso «scaturisce per il pensiero cristiano e per l’azione della Chiesa il primato dato alla relazione, all’incontro con il mistero sacro dell’altro, alla comunione universale con l’umanità intera come vocazione di tutti» Per metterci all'ascolto del grido dei poveri nel mondo https://www.bocchescucite.org/

  • Il Signore mi ha chiamato e mi ha dato il potere…

    Gratitudine, integrazione e ascolto. Queste le tre parole che meglio riassumono il secondo incontro di Missiolab. Il 16 e 17 dicembre i giovani partecipanti al Missiolab hanno vissuto un weekend tra formazione, servizio e condivisione nel perocros proposto dall'animazione missionaria IC. Visto che il laboratorio missionario si svolge nei diversi territori dell'Italia Centrale, ogni gruppo ha vissuto in maniera diversa la propria esperienza di servizio, affacciandosi a realtà locali che si adoperano a comprendere il grido dei più bisognosi. Per cogliere l'unicità dell'esperienza abbiamo raccolto alcune brevi testimonianze dei giovani che hanno vissuto il weekend di servizio nel proprio territorio. LAZIO-UMBRIA Sabato 16 dicembre abbiamo prestato servizio presso Casa Scalabrini 634, una realtà che porge la mano a persone provenienti da ogni angolo della terra e che hanno, almeno inizialmente, bisogno di un tetto sotto cui vivere. Ci siamo occupati, assieme a chi abita la casa ed ai volontari, della festa di Natale, che rappresenta, nonostante le diverse religioni, un momento di gioia, spensieratezza e augurio di un futuro migliore. Dai giochi con i bambini fino alla preparazione dei biscotti di Natale, dai balli di ogni cultura alla tombola finale tutto è contornato da un sentimento comune: la solidarietà. Ebbene, nonostante le barriere culturali, linguistiche a volte e soprattutto di usi, ognuno di noi era perfettamente integrato all’interno della festa. In tutto ciò ci siamo sentiti immensamente grati dell’opportunità concessaci in quanto per noi è stato importante ascoltare ed essere ascoltati, al di là di ogni barriera che alla fine, come sempre, è risultata esclusivamente un mero pregiudizio! Domenica 17 abbiamo affrontato un passo della “Laudato Si” che ci accompagnerà per tutto il percorso. I temi trattati sono stati come sempre la relazione uomo-natura, base dell’enciclica, le relazioni con il prossimo, e il nostro impegno nella società. Certamente il weekend può considerarsi fondamentale per creare coesione nel gruppo, per gettare le fondamenta per rapporti che andranno via via migliorando lungo il percorso, e ne abbiamo avuto l’occasione proprio durante i due giorni trascorsi a Cinecittà, conclusi con la Santa Messa e il pranzo. TOSCANA Durante il weekend appena trascorso, il gruppo Missiolab Toscana si è riunito a Firenze per vivere tre giorni all'insegna del silenzio, della condivisione e del servizio. In questo contesto, ci siamo confrontati su temi fondamentali della "Laudato sì", concentrandoci principalmente sulla relazione con il prossimo e sulla capacità di comprendere e accogliere la chiamata del Signore. Una chiamata che ci concede la libertà di scegliere se accettarla o meno, rendendoci strumento nelle Sue mani. Con determinazione, noi giovani abbiamo risposto a questa chiamata, affidandoci al Signore e mettendoci al servizio di coloro che sono più bisognosi di noi. Le esperienze vissute sono state diverse: alcuni di noi hanno visitato una casa accoglienza per mamme con bambini, mentre altri si sono recati in una struttura che accoglie bambini ricoverati al Meyer insieme alle loro famiglie. Entrambi i gruppi hanno condiviso pomeriggi di giochi, laboratori e sistemazioni. In particolare, il primo gruppo ha contribuito all’organizzazione della casa accoglienza, pulendo alcune zone esterne e offrendosi per qualsiasi necessità. Il secondo gruppo, preparando varie attività manipolative, ha realizzato decorazioni natalizie con materiali di cartoleria insieme ai bambini e alle loro famiglie. Sono stati momenti intensi e bellissimi, durante i quali i nostri ragazzi hanno manifestato entusiasmo e desiderio di donare e ricevere amore. Il terzo gruppo ha vissuto un'esperienza significativa presso il carcere minorile. Nonostante il gioco che era stato pianificato (una versione rivisitata del gioco dell'oca) non sia stato realizzato, si è adattato alle esigenze dei ragazzi del carcere, trascorrendo del tempo a parlare, conoscersi, a giocare a biliardino e calcio, oltre che al jenga e alla Tombola. Le due ore sono volate, condividendo risate che rimarranno sempre nei loro e nei nostri cuori. Abbiamo compreso che, al di là delle attività pianificate, ciò che conta veramente è la presenza e il tempo trascorso insieme ai ragazzi. Parlare, condividere momenti, essere presenti: sembrano azioni semplici, ma in realtà sono quelle che fanno la differenza. MARCHE-ABRUZZO Un weekend di formazione e nuovi incontri in questo percorso di MissioLab per l’anno 2023/2024 che non poteva iniziare se non con una bella escursione nei pressi dell’Abbadia di Fiastra assieme a circa venti ragazzi di diverse nazionalità che risiedono alla Caritas di Macerata. Sveglia alle 7:30 e zaino in spalla, una volta arrivati all’Abbadia ci siamo messi in cammino fino ad arrivare alla cima di una piccola collina, dove abbiamo potuto ammirare i colli marchigiani e la varia vegetazione del posto. Le parole chiave sono state proprio “mettersi in cammino” e “semplicità”, è stato curioso infatti vedere quanto alcuni di loro erano meravigliati dalla bellezza dei vigneti e dalle lontane montagne, cose che noi diamo così per scontato. Mentre camminavamo, abbiamo avuto modo di scambiarci alcuni tratti delle nostre storie personali e dei nostri sogni: nonostante le apparenti differenze, tante sono le passioni e i sogni che condividiamo. Non sono mancati momenti di riflessione personale e comunitaria sui temi della Laudato Si e Laudate Deum: “perché ciò che è in questo mondo non è a nostro uso e consumo, ma a nostra disposizione” dove abbiamo riflettuto sull’importanza della cura del creato e della cura delle relazioni, perché si può essere missionari già lì dove uno si trova, curandosi di chi è al nostro fianco. La domenica pomeriggio abbiamo poi concluso il weekend con una tombolata, dove la rabbia e la gioia sembravano mescolarsi nei volti di ciascuno: forte era il desiderio che uscisse il numero che ciascuno aspettava. Aspettare e desiderare sono proprio le parole che ci portiamo dietro per l’arrivo del nuovo anno: perché possa essere un anno in cui ciascuno possa seguire i propri sogni nella tanto desiderata pace.

  • Meeting MGS IC 2023

    Sabato 9 e Domenica 10 settembre , presso l'Opera Don Bosco dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice al quartiere don Bosco, si è svolto il più numeroso Meeting della storia del movimento giovanile salesiano dell'Italia Centrale, con più di 560 presenze. Il Meeting è la più ampia convocazione ordinaria (annuale) del nostro territorio, superato solo dal Forum, che ha però una convocazione periodica e appunto straordinaria. In questo weekend ho potuto riabbracciare e fare memoria delle amicizie vere e dei rapporti significativi della mia vita. La possibilità di parlare e confrontarmi con i consacrati e giovani appartenenti al MGS mi ha dato energia e forza per cominciare questo nuovo anno pastorale. Quest’anno ho avuto la fortuna di poter aiutare nell’animazione di alcuni stand per i più giovani e mi ha fatto vedere questo evento da una prospettiva diversa. Ho potuto trasmettere loro quello che negli anni era stato per me il meeting e questo mi ha davvero reso consapevole di quanto si possa essere testimoni nella vita dei più giovani. Il tema dell’anno pastorale pensato sul sognare lo sento forte dentro me, e il poter regalare un mio sogno alla preghiera di qualcuno ricevendone uno in cambio mi ha fatto sentire figlia di uno stesso Padre con tutti i giovani e consacrati presenti. Confido che questo evento, riesca nel tempo a trasmettere le emozioni che ha trasmesso a me a tutti i giovani che parteciperanno, dando forza ed energia da portare nelle proprie case.

  • Tutti siamo Provvidenza - MissioLab a Gubrye

    Siamo da poco tornati in Italia dopo ventiquattro giorni vissuti nella missione di Gubrye, in Etiopia. Una missione FMA creata per prendersi cura della popolazione più povera e che permette a molti uomini e donne di lavorare. Suor Rosaria, Suor Antonietta e Suor Scolastica in sette anni hanno dato vita a un’oasi di bellezza e gioia. In questo tempo, infatti, hanno aperto una panetteria che sforna circa cinque mila panini al giorno, parte dei quali vengono venduti ad un prezzo accessibile a tutti, mentre gli altri vengono destinati ai poveri e ai bambini dell’oratorio. Insieme alla panetteria, c’è un ristorante, dove lavorano molte mamme e in cui si recano per lo più gli operai delle fabbriche vicine; qui, con i guadagni ottenuti, viene dato da mangiare anche ai più poveri che non possono permettersi di pagare il pasto. La missione ospita inoltre, una pelletteria che si dedica alla realizzazione e alla vendita di alcuni prodotti in pelle come borse, giacche, portachiavi, portafogli e svuota tasche e una scuola di sartoria, che permette a molti di imparare un mestiere. Infine, ma non alla fine, i corsi di musica e inglese cercano di coltivare nei più giovani interessi e motivazioni nuove. A servizio dei poveri ci sono anche altre attenzioni della comunità, che si impegna a pagare l’affitto delle abitazioni di alcune famiglie e offre la possibilità di ricaricare torce elettriche a chi non ha la corrente elettrica in casa. Per tutti poi, c’è il pozzo, che permette a moltissime persone di accedere all’acqua. A tal proposito, durante la nostra permanenza a Gubrye si è verificata la rottura della pompa e per alcuni giorni non è stato possibile fare il pane né aprire l’oratorio ai bambini. Di fronte a questo problema, abbiamo assistito ad una mobilitazione generale in cui tutti si sono adoperati per accelerare la risoluzione del problema, lavorando anche il sabato e la domenica. Noi stessi ci siamo sentiti in dovere di interessare parenti e amici per raccogliere i fondi necessari alla sua sostituzione ed abbiamo aperto una pagina Instagram @salesiansisters_gubrye con la finalità di far conoscere maggiormente questa bella realtà. La testimonianza delle suore è che la Provvidenza accompagna quotidianamente questa missione e chi, come noi, ha avuto l'occasione di starci dentro, ha scoperto presto di essere egli stesso strumento di questa Provvidenza. In merito alla nostra esperienza ciò che abbiamo fatto è stato semplicemente STARE, immergerci in punta di piedi in questa realtà così diversa dalla nostra, senza giudizio. Ci siamo sentiti accolti come a cas a e abbiamo vissuto in comunione fraterna e abbracciati dall’amore del Signore. È stato sorprendente vedere come nel pomeriggio l’oratorio si riempisse di bambini di ogni età e diventasse uno spazio in cui ciascuno di loro potesse vivere la propria infanzia. Fare animazione con ottocento bambini ci ha permesso di apprezzare a fondo la potenza della semplicità del gioco e del divertirsi insieme. Ripercorrendo quanto abbiamo visto e ricevuto, non possiamo che dire āmeseginalehu ovvero GRAZIE per ogni sorriso e volto incontrato e per la testimonianza straordinaria delle suore che, con il loro esempio, ci hanno accompagnato e guidato. Affidiamo questa missione alla preghiera di tutti, perché possa continuare a crescere e veder realizzati i sogni che porta con sé, come quello di aprire un giorno una scuola dell’infanzia dove educare i più piccoli e offrir loro le basi per un’istruzione altrimenti preclusa.

  • The Malta Experience - Missione IC a Malta

    Quest’anno, tra le destinazioni previste dal percorso di MissioLab, è stata proposta anche quella minuscola isola del Mediterraneo così rinomata soprattutto come meta di vacanze estive: Malta. Ma tra le spiagge rocciose, le tracce delle civiltà preistoriche e dei cavalieri, e i vivaci locali notturni, si annida un’altra Malta, che spesso passa inosservata o rimane sconosciuta: si tratta della Malta quotidiana, fatta, tra le altre cose, di problemi e sofferenze di chi vive ogni giorno l’isola e le sue contraddizioni. È proprio questa la realtà in cui opera la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice composta dalla direttrice Sr Maria Angeles, da Sr Mimoza e da Sr Tess, le quali hanno accolto e ospitato me e Sr Ilaria Fara per tutta la durata dell’esperienza missionaria, dal 30 giugno al 30 luglio. La missione di questa piccola comunità FMA si occupa dell’educazione di bambini e ragazzi provenienti soprattutto da varie tipologie di famiglie povere e l’obiettivo, come ha detto Sr Mimoza, citando don Bosco, è far sì che i ragazzi crescano in tutte le dimensioni, diventando “onesti cittadini del mondo, buoni cristiani e futuri abitatori del cielo”. È una realtà ancora in fase di sviluppo, in quanto opera solo da un anno e mezzo nella località di Xghajra, dopo aver operato nella zona di Birzebbuga, ma ha già riscosso un grande successo presso i bambini! Una cosa che mi ha particolarmente colpito, infatti, è stata la gioia e l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno partecipato alle attività, oltre all’allegra accoglienza che riservavano a tutti coloro che davano una mano, anche a chi, come me, era lì per la prima volta. Durante l’anno, la comunità mette in atto un programma socio-educativo con sostegno scolastico e si occupa della gestione di un centro giovanile per ragazzi dagli 11 anni in su, mentre in estate organizza un Summer Camp per bambini a partire dai 6 anni, fino ad arrivare ai più grandi, di 15 anni. La mia esperienza missionaria, con Sr Ilaria, si è svolta proprio nell’ambito del campo estivo, iniziato il 3 luglio e terminato il 28. Le settimane erano organizzate in modo preciso, sotto l’insegna del tema principale: Be + live, giocando sulla parola inglese “believe”; il lunedì e il venerdì erano dedicati ad un sottotema sempre diverso (be home, be unique, be a true leader, live transforming, live for others, live loving), che veniva presentato all’inizio della giornata da una breve scenetta di teatro sulla vita di don Bosco, di madre Mazzarello o di uno dei giovani che hanno seguito i loro insegnamenti, dopodiché i ragazzi venivano divisi in gruppi basati sull’età per fare un’attività di riflessione sul tema, per esempio a me erano stati affidati i bambini del gruppo “Tree”, di 8 e 9 anni! Il lunedì, poi, si passava ai workshops, scelti dai ragazzi stessi, spaziando da attività di craft, a danza africana, musica o, nel mio caso, calligrafia cinese e flauto dolce. Il venerdì, invece, dopo il momento con il proprio gruppo, ci si dava ai giochi d’acqua, con le quattro squadre chiamate John, Main, Domenico e Laura! Il martedì e il giovedì, infine, erano dedicati alle uscite, in particolare il mare il martedì e una gita “fuori porta” il giovedì, come la visita al Malta Experience o al museo interattivo Esplora. I momenti di riflessione sul tema e quelli dei laboratori sono stati i momenti in cui ho avuto più occasione di conoscere i bambini e legare con loro, ma sono stati anche quelli in cui sono stata messa maggiormente alla prova, ritrovandomi a gestire un gruppo, a dover trasmettere degli insegnamenti, e a riflettere anche su me stessa e sui miei limiti! Ogni momento passato con i bambini ricordava che la missione non è fatta solo di “dare”, ma anche di tanto “ricevere”. Una delle riflessioni più forti, poi, riguarda proprio Malta in sé. Prima di partire, infatti, non credevo che un’isola come Malta potesse essere terra di missione e avevo sempre immaginato l’esperienza missionaria come qualcosa di proiettato a luoghi più lontani, più remoti, e magari ai nostri occhi anche un po’ “esotici” forse. Ma era un’idea sbagliata. Conoscer e la realtà maltese ed entrare in contatto con l’ “altra faccia” di questa isola mi ha fatto capire come la missione possa essere necessaria in luoghi più vicini a noi di quanto pensiamo, in luoghi quasi “insospettabili”. È questa l’immagine di Malta che vorrei far conoscere e conservare in me, come porterò sempre nel cuore i sorrisi di ogni bambino e il calore dell’accoglienza che ci ha riservato la comunità, con cui è nato un bellissimo rapporto.

  • BEATI NEL DARE E NEL RICEVERE - WEEKEND MISSIOLAB AL SERMIG

    Si è più beati nel dare che nel ricevere! Con questo spirito evangelico si è vissuta l’ultima tappa di MissioLab. Il 21 aprile il gruppo missionario dell'IC, composto dai giovani partecipanti del MissioLab, è partito per Torino per vivere un’esperienza di servizio presso il SERMIG (Servizio Missionario Giovani). Un weekend di dono di sè nell’ex fabbrica di armamenti, ora un “monastero metropolitano”, che vive di Provvidenza per sostenere missioni in tutto il mondo e portare pace nei quartieri di degrado attraverso la preghiera, l’accoglienza, la formazione e il dialogo. Il primo giorno, il gruppo MissioLab è stato accolto da Mattia e Marco, due giovani consacrati della Fratellanza del Sermig, che hanno testimoniato la loro vita nell’Arsenale della Pace. Dopo aver visto la moderna chiesa dove i volontari e i consacrati si raccolgono tutti giorni per pregare siamo andati alla scoperta dei diversi luoghi della struttura: sale di laboratorio e del doposcuola per i giovani, gli studi medici, l'accoglienza e la cappella. In quest'ultima, meravigliati di come degli arnesi della ex fabbrica di guerra fossero stati usati per costruire e allestire il luogo sacro, i volontari hanno avuto la possibilità di porre alcune domande sul carisma e sulla vita comunitaria del SERMIG. In seguito alla cena e la preghiera dei Vespri, i giovani partenti hanno visto un capolavoro edile. Battezzato col nome “PalaSermig”, il palazzetto dello sport è stato edificato in soli nove mesi con l’aiuto dei numerosi donatori. Inaugurato il 12 novembre del 2021, con la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e del fondatore dell’Arsenale Ernesto Olivero, PalaSermig ha riqualificato il quartiere malfrequentato e accoglie le diverse attività sportive dell’ASD Sermig e di altre associazioni. Alberto, un punto di riferimento per i ragazzi e i genitori stranieri che frequentano il doposcuola e le attività sportive, ha condiviso la sua esperienza da missionario in Brasile e la sua storia nel SERMIG. Il giorno successivo, i volontari si sono dati da fare nei diversi reparti dell’Arsenale. Divisi in gruppi, hanno prestato servizio nel magazzino di smistamento dei vestiti ricevuti in beneficienza e destinati i bisognosi e alle missioni, in cucina, nell’oratorio - dove hanno animato i bambini del doposcuola - nel laboratorio di falegnameria e di bricolage e nella pulizia di diverse stanze. La giornata lavorativa, intervallata dalla celebrazione della messa, si è conclusa con la visita guidata nel Museo Casa don Bosco, nell’oratorio salesiano di Valdocco, e con il tanto atteso mandato missionario ricevuto dai ragazzi nella Basilica di Maria Ausiliatrice da parte dell’equipe missionario, conclusosi in una preghiera comunitaria. Domenica, ultimo giorno della permanenza a Torino, al gruppo di giovani è stato riservato un momento di raccoglimento. Dopo un’ultima testimonianza di Marco riguardo la sua vocazione e la lettura di una pagina della Regola redatta dal fondatore, i giovani di MissioLab sono stati invitati a riflettere sul carisma del Sermig, cioè la restituzione del bene che si è ricevuto, e si sono interrogati su come diventare lievito nelle missioni e a casa loro. L’esperienza del Sermig è terminata in bellezza: i ragazzi hanno avuto la fortuna di poter porre delle domande a Ernesto Olivero, il quale con entusiasmo li ha voluti conoscere e renderli partecipi delle prove che lui stesso ha vissuto da missionario nella sua città. Dopo la messa e il pranzo, i ragazzi si sono salutati e incoraggiati a vicenda, in vista del viaggio che li attende. Se sei curioso di scoprire qualcosa in più del SERMIG ecco qui il loro sito: https://www.sermig.org/

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