top of page

Cerca nel sito

175 risultati trovati con una ricerca vuota

  • IN CAMMINO RENDENDOCI UMILI, FORTI E ROBUSTI - Esercizi Spirituali d'Avvento, Liguria-Toscana

    “Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto: e ciò che in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo per i miei figli” Con questa frase Maria, nel noto sogno dei 9 anni , mostra a Giovannino Bosco, quale sarà la chiave del suo carisma, quella chiave con la quale aprirà migliaia di cuori di giovani che ancora oggi realizzano il suo sogno su questa terra. Partendo da queste tematiche, umiltà, fortezza e robustezza abbiamo iniziato i nostri esercizi spirituali a La Spezia nel weekend del 26/11. Personalmente questa è stata la mia prima partecipazione agli esercizi del movimento giovanile salesiano ed è stata un’esperienza bellissima che ha donato alla mia vita entusiasmo ed energia. A guidarci in questo cammino di esercizi è stato il predicatore don Piero Ingegnere, giovane salesiano, che ci ha aiutato a condividere dei momenti insieme riflettendo sui temi precedentemente citati. Ad arricchire l’esperienza è stata la convivenza tra noi giovani, fatta da momenti trascorsi insieme, di preghiera di condivisione sulla parola del Signore e di semplice convivialità. Concepire l’umiltà come veicolo razionale, è un dono da chiedere per avere la consapevolezza che l'umiltà ci aiuta ad andare avanti cosicché il Signore possa entrare a far luce negli angoli più bui di noi stessi. La caratteristica che mi ha richiamato di più è stata quella della robustezza perchè in ogni modo è quella capacità che ci rende fedeli a Dio, che ci fa amare. Inoltre ci consente di riuscire ad organizzare la propria vita in modo positivo, a non lasciarci mai tirare indietro nelle situazioni più difficili ma a trovare sempre la forza per andare avanti. Il più grande dono che Dio ci ha fatto e che l’Avvento ci ricorda ogni anno è di amare se stessi e gli altri, poiché l’amore gioisce con la verità, crede e sopporta ogni cosa, viene definita volontà di amare con il cuore e con l’anima.

  • L’INIZIO DI UN PERCORSO: DOVE SIAMO? COSA FACCIAMO?

    Pronti, partenza… via! Durante il mese di novembre sono iniziati i percorsi di MissioLab nelle varie regioni dell’Italia centrale. Cos'è MissioLab? Un'occasione per approfondire insieme i grandi temi della mondialità, con l'obiettivo di Introdurre e accompagnare i giovani su tematiche internazionali e attuali, per riflettere sulla missionarietà cristiana nel mondo di oggi. Alla fine del percorso, nei mesi estivi saranno fatte delle proposte di servizio concreto, in Italia o all’Estero, per chi desidera vivere in prima persona la mondialità. Vari i temi che saranno affrontati durante l’anno: il dialogo interreligioso, culturale, il senso della missione e del carisma salesiano, la cura del creato… il tutto accompagnato dal documento di riferimento che lega tutti gli argomenti, l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco. I ragazzi si sono mostrati in tutta la loro serietà, impegno ed entusiasmo, con una grande voglia di condivisione finalmente in presenza! Questo primo incontro è iniziato per tutti con alcune dinamiche di conoscenza, i ragazzi poi sono stati invitati, attraverso un itinerario fatto di testi e video, a riconoscere come la loro esperienza di MissioLab si inserisce nella grande storia missionaria salesiana, che ha origine nel cuore di don Bosco e di Madre Mazzarello e nell’essenza del carisma salesiano. Successivamente è stato presentato il documento di papa Francesco, approfondendo il tema della missione della Chiesa e di cosa significa parlare di missione per i cristiani, analizzando anche tutte le sfide che bisogna affrontare nel mondo di oggi e le possibili strade da seguire. I partecipanti sono molto motivati e spinti da un grande senso di servizio e missione. Nei vari incontri si è creato un clima sereno di dialogo e partecipazione. Nella speranza di poter vivere un’esperienza di missione concreta e sincera, l’appuntamento è a dicembre con il secondo incontro, dove, grazie a delle testimonianze di chi è già partito, si entrerà nel cuore di quello che i futuri partenti potranno vivere. Concludiamo con le parole del Papa che sono state centrali per questo primo incontro: “Se la Chiesa intera assume questo dinamismo missionario deve arrivare a tutti, senza eccezioni…Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”. Lazio-Umbria Toscana-Emilia

  • Politica: La più alta forma della Carità - Formazione Animatori MGS Toscana 2021-2022

    L’arte di bruciare: questo il titolo scelto dal Comitato per il modulo di formazione animatori MGS 2021-22 della zona Toscana, che completa e chiude, insieme al prossimo appuntamento del 14 Maggio, il trittico tematico così formato da La mia natura è fuoco (2019-20), incentrato sull’affettività, e La mia missione è ardere (2020-21), proiettato verso il concetto di cittadinanza attiva e responsabile. Per me, che ho 19 anni, questa del 14 novembre 2021, è stata la prima esperienza e sono felice che si sia potuta svolgere di nuovo in presenza, muovendoci, nonostante la pioggia, tra i vivaci ambienti dell’oratorio e l’affascinante centro storico di Prato. Da un lato, le testimonianze che hanno scandito la nostra giornata mi hanno lasciato l’urgenza e il dovere, in quanto cristiana, di mettermi in gioco per provare a migliorare le realtà attorno a me, spesso davvero miserabili. Dall’altro ho una nuova speranza, incarnata proprio dalle figure che abbiamo conosciuto. Grazie ad ognuno di loro infatti, Corrado Caiano (responsabile dell’oratorio Sant’Anna insieme alla moglie Sara Baldi), il Vescovo di Prato Mons. Giovanni Nerbini, Giannetto Fanelli (consigliere comunale di Prato), Ilaria Santi (assessore all’istruzione pubblica, pari dignità e memoria), Don Marco Natali (collaboratore dell’associazione Libera) ed infine i riferimenti a Papa Francesco, Giorgio La Pira e Piero Calamandrei, ho compreso che un’azione politica con gli altri e per gli altri, basata sulla correttezza e l’onestà, sia tutt’oggi non solo richiesta, ma anche possibile. Riprendendo il concetto espresso da Papa Francesco della “Chiesa in uscita”, è emerso come noi giovani cristiani siamo chiamati a confidare in Dio, a lasciarci snidare ma non scoraggiare, vincendo la tentazione di un troppo facile accomodamento. Come prima forma di politica, Gesù ci invita alla carità, a iniziare a preparare attivamente il regno dei cieli qui sulla Terra, evitando l’indifferenza. D'altronde Don Bosco per primo rappresentava questa possibilità insegnando ai suoi ragazzi ad essere nel quotidiano “buoni cristiani e onesti cittadini”, binomio riassuntivo dell’impegno sociale (ma anche politico) all’origine di tutte le nostre comunità salesiane. Concludo riportando una splendida frase di Don Marco, che a mio parere salda perfettamente il legame tra la responsabilità politica, ovvero l’approdo del nostro percorso, e il tema iniziale dell’affettività: “Innamoratevi delle persone che avete accanto e il bisogno della politica lo sentirete da voi”.

  • "Maneggiati con cura, sii la custodia di te stesso" - Formazione Giovani Liguria

    Domenica 7 novembre si è tenuta, nell’oratorio di Genova Quarto, la Formazione Giovani organizzata dall’MGS Liguria, una giornata basata sulla crescita personale. Il tema della giornata era “Maneggiati con cura” e riguardava tutto ciò che comprende la cura verso sé stessi; gli interventi sono stati tenuti da Don Karim, direttore salesiano delle case di Vallecrosia e Alassio, e dalla dottoressa Valentina Bigatto, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo analitico transizionale. Divisi in due gruppi i partecipanti hanno potuto assistere ad approfondimenti riguardanti il tema della cura per sé stessi sotto due aspetti: quello salesiano affrontato da Don Karim e quello psicologico e della quotidianità della dott.ssa Bigato. Terminati gli incontri i ragazzi si sono riuniti a pranzo per poi continuare nel pomeriggio con un’attività incentrata sul trovare una frase o citazione ed un’immagine che per loro rappresentassero di più la cura verso la loro persona; si sono divisi poi in piccoli gruppetti da cinque persone con l’obiettivo di creare un dialogo e di argomentare la loro scelta. La giornata è volta al temine con la partecipazione alla Messa presieduta da Don Karim. Sicuramente è stata una giornata ricca di emozioni, una buona opportunità per riflettere e anche per incontrare nuove persone con cui condividere i propri pensieri. In un mondo irrefrenabile dove ogni giorno si hanno sempre impegni è stato bello potersi fermare una giornata e poter ragionare e scambiare il proprio pensiero riguardo a un tema importante come la cura di sé stessi.

  • Mattone dopo mattone: essere e farsi casa - Formazione Giovani Marche-Abruzzo

    Venerdì 29 ottobre, i giovani della zona MGS Marche-Abruzzo e della diocesi di Macerata si sono incontrati a Loreto per vivere insieme un momento di formazione, condivisione e preghiera. Nel primo incontro del progetto "Formazione giovani”, siamo stati accompagnati dal tema: "quale casa per me?" con l'obiettivo di capire quale idea di casa abbiamo, quale sognamo. Dopo un momento di conoscenza, infatti, costruendo un modellino di una casa ideale, abbiamo riflettuto su quali valori fossero fondamentali per sostenerne le mura e quali invece fossero più superficiali, pensando anche a chi la dovrebbe abitare (singoli, coppie o famiglie) e con quale stile. Alla fine della serata, raggiunta la Basilica, abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare la testimonianza di alcuni giovani di Tolentino che vivono il monastero come una vera e propria casa e che hanno cercato di creare una nuova famiglia per scoprirsi figli e fratelli di una comunità più grande. Sono seguiti poi la buonanotte del vescovo di Loreto Fabio Dal Cin e un momento conclusivo di preghiera in cui ognuno di noi ha avuto l'opportunità di consegnare a Maria e poi portare a casa riflessioni, domande e certezze. Infatti, l’ultimo passo è stato entrare nella Santa Casa dove tutto è cominciato e dove Maria ha pronunciato il suo sì rendendosi casa per il Signore.

  • Abitare la città - Formazione Giovani Lazio-Umbria

    In ogni sfida, o abiti o scappi. Questa è una delle tante provocazioni, lasciate dal docente universitario Simone Budini, durante il primo incontro della formazione per giovani (lavoratori e universitari) al Sacro Cuore. Il luogo non è stato frutto di una scelta casuale, ma rappresenta il nucleo della salesianità a Roma: don Bosco, infatti, nel 1887 celebrò proprio qui la Messa in cui visse, con pienezza, il suo celebre “sogno dei 9 anni” e con esso, quello della sua lunga missione terrena. Un ambiente così carico di significato ha permesso senz’altro di parlare di cittadinanza attiva in termini molto concreti, a partire dalle definizioni di "abitare", per domandarsi, in conclusione: dove voglio abitare? Il termine “abitare” rimanda molto spesso a un’idea statica di risiedere, stare da qualche parte e non muoversi più da lì: come se tutto ciò che ci circondasse fosse sbagliato e noi fossimo l’unico elemento giusto che ha trovato il proprio posto, tanto che, quando non ci troviamo a nostro agio, la prima decisione che prendiamo è quella di andarcene e trovare un posto migliore. Ma se fosse proprio quello il nostro posto? Se ci fosse un MOTIVO per cui ci troviamo proprio in quel luogo e in quel preciso momento? Questi interrogativi necessitano un ribaltamento della prospettiva: e se la risposta non fosse di cambiare città, ma di cambiare la città? Abitare è una chiamata che implica responsabilità, un mettersi in gioco a vivere, conoscere e amare la propria città, in quanto noi per primi siamo stati amati dalla nostra città, dalla nostra comunità che ci ha fornito tutto già prima che nascessimo! Arrivato a questo punto, credi che sia finita qui? Che sia sufficiente leggere poche righe per portare un cambiamento? Eh no, questo è solo il primo passo! Quando senti che quello che stai facendo non ti smuove, non ti trasforma, significa che devi smettere di farlo e solo quando ti sentirai cresciuto e a posto con la coscienza, quello è il momento di cambiare, la tua città ti sta chiamando a fare la muta, come i serpenti. Se hai notato che nella tua città ci sono cose che non funzionano o che a te non stanno bene, non aspettare che arrivi magicamente qualcun altro a risolvere la situazione, sii tu a portare il cambiamento! E c’è ancora altro, se tutto questo ti fa paura, significa che ti sta toccando, che c’è qualcosa dentro di te che si sta smuovendo, e questo fa paura. Per molti giovani immigrati che frequentano il Sacro Cuore, “abitare” acquista tutto un altro significato: per qualcuno significa trovare un posto nel mondo, per altri avere un posto dove stare, per altri ancora avere semplicemente dei documenti. Se quello che hai letto ti ha interessato e sei curioso di trovare gli strumenti per essere cittadino attivo, non devi fare altro che presentarti venerdì 12 novembre alle 18:00 al Sacro Cuore, per il secondo incontro di: Io Abito la città. “La libertà non è stare sopra un albero, non è un’invenzione… la libertà è partecipazione” .

  • Cop26 - Il futuro, oggi

    Domenica scorsa, il 31 Ottobre 2021, è iniziata a Glasgow, in Scozia, la COP26, ventiseiesima sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Per la prima volta Gran Bretagna e Italia in partnership guidano questo appuntamento mondiale dei leader politici, che terminerà il 12 Novembre 2021. L'evento è stato preceduto da due incontri rivelanti: il "Vertice sul clima" dei leader religiosi in Vaticano del 4 Ottobre e il "Youth4Climate: Driving Ambition (Pre-COP Youth Event)" a Milano del 18 Ottobre. A Glasgow si discute sui temi più urgenti, sulle "bugie green", sulle strategie per apparire interessati e partecipi al tentativo di fare qualcosa, senza però fare niente, continuando a fare danni, e sulle decisioni serie da prendere una volta per tutta mettendoci la faccia. Tutto questo è Cop26. Sono coinvolti i giovani, ed è coinvolta la Chiesa, soprattutto quella dei giovani. Tra i giovani anche Greta Thunberg: "hanno evitato d'intraprendere un'azione reale" e questo dimostra come "il cambiamento climatico non sia una vera priorità attuale per loro", "contenere i danni è possibile, lo dobbiamo volere veramente! Dipende da noi". Lo ha denunciato alla Bbc l'attivista svedese, arrivata la sera prima a Glasgow per animare le proteste in occasione della conferenza. Greta ha anche giustificato "la rabbia" della gente, fintanto che la protesta non diventa violenza. Anche il Movimento Laudato Sii, di cui fa parte la Don Bosco Green Alliance per la Famiglia salesiana, è presente all'evento con i suoi rappresentanti e incontra gli scienziati e i leader religiosi presenti per cercare di portare il punto di vista della Chiesa Cattolica e del mondo salesiano. Il Santo Padre non riuscendo a partecipare all'incontro per motivi non ancora noti, ha inviato diversi messaggi di incoraggiamento per i lavori, dopo il Vertice in Vaticano, ha messo al centro la questione del Cop26 con tutti i leader politici incontrati nella settimana precedente, ed infine, mediante il Segretario di Stato Mons. Pietro Parolìn, ha inviato una lettera alla Conferenza, letta oggi, 3 Novembre, e accolta con grande plauso. "Si tratta di un cambiamento d’epoca, di una sfida di civiltà per la quale vi è bisogno dell’impegno di tutti ed in particolare dei Paesi con maggiori capacità" dice Papa Francesco. Il suo è un invito ad assumere un ruolo guida nell'ottica del servizio, a quei paesi potenti che hanno le capacità per farlo. "Guida nel campo della finanza climatica, della decarbonizzazione del sistema economico e della vita delle persone, della promozione di un’economia circolare, del sostegno ai Paesi più vulnerabili per le attività di adattamento agli impatti del cambiamento climatico e di risposta alle perdite e ai danni derivanti da tale fenomeno" continua nella lettera, cercando di indicare vie sicure per il risanamento di quello che definisce il “debito ecologico” , che abbiamo, e che ostacola spesso lo sviluppo dei popoli. Da parte sua la Santa Sede, come indicato all’"High Level Virtual Climate Ambition Summit" del 12 dicembre 2020, ha adottato una strategia di riduzione a zero delle emissioni nette (net-zero emission) che si muove su due piani: 1) l’impegno dello Stato della Città del Vaticano a conseguire questo obiettivo entro il 2050; 2) l’impegno della Santa Sede stessa a promuovere un’educazione all’ecologia integrale, ben consapevole che le misure politiche, tecniche ed operative devono unirsi a un processo educativo che, anche e soprattutto tra i giovani, promuova nuovi stili di vita e favorisca un modello culturale di sviluppo e di sostenibilità incentrato sulla fraternità e sull’alleanza tra l’essere umano e l’ambiente naturale. Da questi impegni sono nate migliaia di iniziative in tutto il mondo. Anche il Movimento Giovanile Salesiano si interroga su come possa contribuire carismaticamente a questa missione, soprattutto quando il Papa indica l'educazione come la principale convergenza di energie. Restiamo sintonizzati con quello che succede in Scozia in queste settimane, con la speranza di poterne trarre grande ricchezza spirituale, per noi e per le nuove generazione, che dovranno proseguire l'opera. Intanto ci uniamo al desiderio di Francesco della preghiera comune, per la nostra comune Casa, e per i fratelli sofferenti.

  • Amati e Chiamati - Assemblea MGS Italia 2021

    Il 22, 23, 24 ottobre l'opera salesiana di Mestre ha ospitato l'assemblea MGS Italia. Una sessantina fra giovani, FMA e SdB, provenienti da tutta Italia si sono incontrati per un confronto sinodale sul tema della proposta pastorale di quest'anno "Amati e Chiamati", concentrandosi in particolar modo sul capitolo 7 del Quaderno di Lavoro "Affetti e legami". Il lavoro è stato suddiviso nelle tre fasi sinodali: Riconoscere, Interpretare e Scegliere. La prima fase, il Riconoscere, ha analizzato ciò che accade all'interno delle nostre realtà e nella società in cui viviamo, facendo attenzione in particolar modo ai cambiamenti emotivi e affettivi che sono avvenuti negli ultimi due anni. La fase dell'Interpretare ha, invece, messo in gioco il nostro carisma salesiano, domandandoci come noi, in quanto salesiani, viviamo tale cambiamento. La terza fase, lo Scegliere, ci ha resi protagonisti della formulazione di proposte, volte ad affrontare gli interrogativi dei giovani sui temi dell'affettività e sessualità in relazione allo spirito salesiano e cristiano. L'assemblea MGS Italia è stato un momento di confronto profondo fra tutti i partecipanti; un momento di condivisione di interrogativi e visioni differenti che si sono sempre intrecciate e mai scontrate imponendosi le une sulle altre. Ma soprattutto l'assemblea MGS Italia è stato un momento di analisi interiore che ciascuno ha vissuto in maniera diversa con se stesso, ma in comunione con gli altri. All'interno dell'assemblea si è sentita chiaramente la differente provenienza geografica dei partecipanti: accenti e termini differenti hanno più volte rallentato e reso interessanti le nostre conversazioni! Ma la presenza del carisma salesiano ha reso l'incontro un momento di condivisione familiare, come don Bosco stesso avrebbe voluto e progettato, facendo sì che ciascuno di noi si sentisse amato e chiamato all'interno della propria vita. Oltre alla Segreteria nazionale, ci hanno aiutato nel cammino due salesiani, con "le mani in pasta": don Andrea Bozzolo, teologo e Rettore della Università Pontificia Salesiana di Roma, e don Rossano Sala, docente di Pastorale Giovanile, segretario speciale del Sinodo sui giovani e Direttore di NPG.

  • Sui passi di don Bosco - Campo vocazionale 2021

    Dal 10 al 16 agosto la nostra Ispettoria ICC ha proposto per i giovani del MGS il campo vocazionale, a conclusione delle esperienze estive di questo 2021. Una settimana intensa in cui noi (9 giovani, 4 salesiani e una coppia di sposi) abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente con don Bosco nei luoghi della sua vita. Abbiamo seguito in ordine cronologico i suoi passi, vivendo un campo “itinerante” che è iniziato al Colle don Bosco e si è concluso a Valdocco, camminando insieme ciascuno con la propria storia e le proprie domande, ma col comune desiderio di capire quello che il Signore chiede alla nostra vita. Di fronte alle storie di don Bosco e dei suoi tanti compagni di viaggio, storie di vite donate e spese fino alla fine, l’interrogativo che ci ha accompagnato è stato “PER CHI sono io?” La vocazione, quella consacrata salesiana come quella matrimoniale, trova senso nel momento in cui è un dono per altri, ed è per questo che alla base di ogni scelta è importante chiedersi per chi voglio donare la mia vita. Un Santo Salesiano diceva che “la condizione di vita di ogni creatura umana è la felicità”… e poiché la felicità non è mai una questione individualistica, siamo ben convinti che per essere felici c’è bisogno di donarsi, ognuno dove è chiamato a farlo, fino all’ultimo respiro… così come ha fatto don Bosco.

  • A cosa ti servo, qui e adesso?

    "Potrebbe esserci qualcun altro, è vero, un altro più bravo e più capace, ma ci sei tu. Potresti non esserci, eppure ci sei". Ecco quello che Lui mi ha detto con le parole di un salesiano, mentre Gli domandavo anche un po' arrabbiata: "a cosa ti servo qui e adesso?". Ricevere un mandato e sentirmi dire che era proprio Lui a mandarmi, partire in “Missione”, in questo campo dove sarei stata “più” di un'animatrice, indossare per la prima volta al collo una piccola croce e camminarci insieme per le strade, erano tutte montagne che guardavo con la testa tirata indietro nel tentativo di comprenderle, seppur meravigliata e spaventata. Forse per questo sono partita, mettendomi inconsciamente alla ricerca di “grandi cose” da fare, di un servizio quasi frenetico che mi stancasse e occupasse tempo, perché dentro di me credevo che avrei corso da una parte e dall'altra, ma per lo più sono stata ferma, per lo più, come diceva Lui in quel salesiano, ci sono stata. A Tocco non c'erano da fare quelle “grandi cose” di cui l'immaginario comune circa le esperienze missionarie mi aveva per così dire convinto, non c'era un mondo disastrato da salvare, ma solo un piccolo e breve tratto di quotidiano in cui entrare in punta di piedi, con attenzione e pazienza. C'erano ragazzi di cuore da affiancare nell'animazione estiva, una drammatizzazione da mettere in scena con un Giona da far arrivare dal re a Ninive, e bambini da conoscere in soli cinque giorni. C'era papà Don Bosco, già dipinto da anni col suo sguardo dolce sui muri dell'oratorio The Dream e su quelli del paese, come una presenza che non abbiamo dovuto “importare” noi in quanto animatori salesiani, ma che siamo stati chiamati a condividere, ad “indossare” insieme ad un intero paese sulle magliette rosso acceso della pedalata notturna, nel segno di un carisma che abbracciava già prima di noi tutti quegli animi incontrati. Infine c'era per me un gruppo di altri missionari, una specie di famiglia insieme alla quale attendere al nostro servizio, insieme alla quale attendere il nostro servizio. Perché da missionario impari che questo non è un semplice da fare che ti viene assegnato, ma al contrario qualcosa che arriva quando ci sei davvero, quando smetti di stare lì nel tuo a leccarti le paure, e capisci, al di là dei volti che vedi, al di là di quello che senti e spesso nemmeno ti piace, Chi vuoi servire, Chi vuoi innalzare, a Chi vuoi essenzialmente tornare utile. Ma in quest'attesa attesa siamo stati un gruppo: tredici persone connesse e unite, che per due settimane hanno fatto colazione chiedendosi 'che mangiamo a pranzo?', che hanno grattato di giorno in giorno un enorme tocco di zucchero, e che, soprattutto, hanno condiviso la preghiera, le riflessioni personali, la Mensa Eucaristica, e si sono sforzati in tutti i modi di essere autentici. Solo così dopo averlo atteso, siamo riusciti ad attendere al nostro servizio, sperimentando ancora una volta che Servire non è regnare solo perché questa è una bella frase, ma perché dietro di sé porta racchiusa una Vita immensa che queste due settimane a Tocco da Casauria ci hanno aiutato a vedere un po' meglio e un po' di più.

  • Col motore acceso - Campo Bivio 2021

    Se dovessi definirlo, definirei il Campo Bivio come un viaggio, per utilizzare una metafora che già mi ha accompagnato durante le ultime condivisioni. Sono stati solo pochi giorni, ma vissuti tanto intensamente da sembrare mesi: ogni attività, ogni condivisione, ogni sorriso insieme sembrava avere la capacità di dilatare il tempo, valorizzando e rendendo prezioso ogni istante. Sono stati per me giorni di profonda riflessione e meditazione, che mi hanno aiutato a capire meglio sia me stesso che gli altri. Grande importanza ha avuto anche il rapporto con gli altri, sia i membri dell'équipe, sia tutti i ragazzi e le ragazze che hanno condiviso quest'esperienza con me: penso che si sia creato davvero un bel clima familiare, un clima di casa, un bel cambiamento rispetto ai mesi di isolamento che ognuno ha vissuto nelle sue realtà. In definitiva, posso dire che ogni secondo di questo campo è stato fondamentale, un momento di crescita e di amicizia che ci ha permesso di conoscere ancora meglio il mondo dell'animazione. Grazie. Lorenzo Moi, Monserrato Il Campo Bivio per me è stato un importante stimolo per rimettermi in discussione: ho imparato ad interrogarmi e a prendere in mano il mio futuro, a tendere l’orecchio alla mia vocazione, ad avere un occhio di riguardo per la strada che è pensata per essere percorsa da me. Tanto più dopo un periodo confuso e ricco di cambiamenti, in cui avevo allentato il contatto con l’oratorio per via degli studi in Toscana, quest’esperienza è stata per me estremamente salutare, imprescindibile; rimettendo i piedi nel vecchio mondo ho percepito più che mai cosa vuol dire il Movimento Giovanile Salesiano: per questo nuovo anno punto di offrire il mio servizio ai ragazzi della casa salesiana di Livorno. Ho tutt’ora un grande bisogno di stare col motore acceso, attivo, mettendo in atto la mia vita secondo la spiritualità salesiana, che distingue noi animatori sulle orme di don Bosco. Un grazie doveroso a tutti, ma in particolare ai membri dell’équipe, che hanno saputo guidarmi nei momenti di maggior smarrimento e far risplendere, più forte di prima, il mio sorriso. Giuseppe Daga, Cagliari

  • Questa è la mia casa

    Hic Verbum caro factum est. Queste le parole che campeggiano sotto il manto dorato e nero della Vergine Lauretana. Qui il Verbo si è fatto carne, tra quelle mura l’Eterno ha incontrato il Tempo, in quella casa Dio è venuto a dimorare, Uomo tra gli uomini. Non solo 2000 anni fa: lungo tutta la storia della Salvezza, Dio sempre si sceglie una Casa da abitare per stare vicino il suo popolo, come per la tenda da cui parlava a Mosè; una Casa da visitare per incontrarci lì nel nostro quotidiano, come a Betania da Marta e Maria, archetipi dell’atteggiamento con cui scegliamo di accogliere e servire Cristo. Proprio nell’esperienza di “casa” ci siamo addentrati in questo Campo Biblico 2021, svoltosi a Loreto, lì dove si possono toccare con mano i mattoni che hanno udito il “sì” di Maria. Attraverso il confronto con la Parola e con la tradizione salesiana, abbiamo approfondito molteplici sfaccettature della natura dell’uomo, dal suo essere creatura privilegiata, a cui il Creatore affida la custodia della casa Comune, alla scoperta delle esperienze della nostra vita in cui ci riconosciamo chiamati ad essere fermento di bene nella società, chi come chiesa domestica in uscita, chi come strumento tutto consegnato a Lui. Il tutto, ovviamente, insieme ad altri giovani, famiglie e consacrati, in un clima di condivisione e confronto che non solo ha scaldato il cuore e lo ha reso certamente più disponibile all’azione dello Spirito, ma, soprattutto, vi ha fatto nascere un sincero sentimento di gratitudine per essere parte di questa larga e allegra famiglia che è il MGS, per averci fatto sentire a Casa.

bottom of page