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La buona stampa

Anche questo nuovo anno non poteva che essere avviato al meglio dalle mille grazie che il mese salesiano sempre ci riserva. Infatti, una settimana fa si sono svolte a Torino-Valdocco, nella casa madre, le annuali giornate di spiritualità della famiglia salesiana con il Rettor Maggiore e alcuni coordinatori mondiali dei gruppi. Come ormai in uso, l’ufficio stampa delle giornate, composto dallo staff di Comunicazione dell’Ispettoria Meridionale e dalla redazione dell’Ispettoria Piemonte e Valle d’Aosta, ha invitato alcuni giovani dalle altre ispettorie o zone MGS come volontari a svolgere una sorta di stage formativo presso l’evento. Questa volta il viaggio verso il primo oratorio lo abbiamo intrapreso in tre: Antonella, dalla nostra Ispettoria salesiana ICC, Silvia, responsabile della Comunicazione per la Segreteria MGS Italia Centrale ed io, responsabile della Comunicazione per la zona MGS Toscana.

Siamo arrivati a Valdocco giovedì 16, prima dell’inizio dei lavori cosiddetti in diretta, ma a lavori preparatori già avvenuti nei precedenti giorni della settimana, e abbiamo terminato il nostro servizio domenica 19, con la solenne Messa di conclusione delle giornate.

Il gruppo era composto oltre che da noi, dalla troup meridionale, due ragazzi della redazione Piemonte e Valle d’Aosta, circa cinque stagisti della scuola grafica di Valdocco e altri due ragazzi dell’Ispettoria mediorientale, dalla Siria. Gli ambiti di lavoro erano sostanzialmente quattro: video editing e post-produzione, per poi passare tutto alla troup meridionale per la distribuzione; fotografia, con passaggi immediati alla redazione; redazione, per diffondere in tempo reale news attraverso email, post e articoli; backstage, per la mediazione tra la regia video, la regia luci e suoni, e il palco e la sala. Ognuno di noi tre ha scelto di fare esperienza in diversi campi, Silvia per la fotografia, Antonella per la redazione e io per il backstage. I gruppi sono stati coordinati magistralmente da don Moreno Filipetto, con grandi esperienze nell’ambito della comunicazione mediatica e capo redattore dell’ufficio Piemonte e Valle d’Aosta.

L’esperienza è stata molto gratificante non solo per le competenze apprese durante il servizio negli ambiti di lavoro, ma anche perché nel contempo abbiamo vissuto tutto il meraviglioso clima delle giornate: le relazioni e gli interventi di ospiti eccezionali, i momenti di preghiera e di allegria, la presentazione della Strenna da parte di don Angel e la sua buonanotte la sera. Abbiamo goduto a pieno i colori e i suoni del mondo salesiano, dal sud all’est, dal nord alle Americhe. La nostra conoscenza dei gruppi della famiglia salesiana si è estesa enormemente e arricchita di dettagli utilissimi. Abbiamo così potuto vedere come don Bosco è presente ovunque nel modo in cui più ce n’è bisogno negli specifici contesti.

La professionalità unita allo stile allegro e familiare tipico salesiano ci hanno riportati personalmente indietro, alla prima Valdocco, per niente sepolta, in cui don Bosco da’ ancora lavoro ai giovani che sognano un futuro bello, di lavorare, di sposarsi, come per alcuni ragazzi della redazione che abbiamo conosciuto. Ma anche in cui don Bosco esige solo il meglio per i suoi ragazzi e non sottovaluta affatto il mondo della comunicazione, attraverso ogni mezzo, visto come strumento di amore ed evangelizzazione.

Una frase mi ha molto colpito, scritta sulla targa fuori dalla porta della prima tipografia di Valdocco, che come sappiamo ha aiutato don Bosco a dare un lavoro sicuro e un futuro certo ai suoi ragazzi, proteggendoli, educandoli e istruendoli, ma anche diffondendo “la Buona Stampa”, compiendo così una vera rivoluzione nella stampa cattolica europea. Considerando che la stampa era il mezzo più moderno ai suoi tempi, cosa avrebbe fatto oggi con i mezzi che abbiamo a dispozisione?

Quella frase cita così don Bosco: 《Quando si tratta di qualche cosa che riguarda la grande causa del bene, Don Bosco vuol essere sempre all'avanguardia del progresso》(Memorie biografiche, vol. XIX, cap.8).

Questo è proprio ciò che abbiamo respirato anche ai giorni nostri dietro le quinte di questo evento, con il servizio richiesto. Non abbiamo appreso solo tecniche, competenze pratiche, conoscenze specifiche, ma ancor di più un metodo nuovo e antico, un modo di concepire la comunicazione e anche il suo posto all’interno dell’opera educativa, sia per chi riceve che per chi lavora i dati. Tanti volti amichevoli che speriamo di rivedere, e tanta la speranza di poter e saper metter a disposizione ciò in cui siamo cresciuti per i nostri giovani e chi ha creduto in noi per questo progetto.

 

 

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