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“Stare sempre in mezzo ai ragazzi”: la scelta e il carisma al Campo Bivio MGS

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    Admin
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

“Stare sempre in mezzo ai ragazzi”.

Questa è la descrizione più semplice dell’assistenza salesiana, cioè la base dell’animazione che viene insegnata e raccontata per prima ad ogni ragazzo che vuole mettersi a servizio in una casa salesiana.

Crescere nel cortile vuol dire coltivare la responsabilità verso chiunque ci entri. Non bastano più le basi apprese durante i primi anni del liceo e non basta più solo “fare” l’animatore, ma bisogna imparare a scegliere chi ma soprattutto per chi, come direbbe Papa Francesco, essere.


Il "bivio" al Castagno d’Andrea

Ecco quindi un bivio: con quale carisma abitare il mondo?

A questa esigenza risponde il terzo campo di formazione animatori del MGS “Campo Bivio”, svoltosi a Castagno d’Andrea dal 20 al 26 luglio 2026.

La pastorale giovanile, la pedagogia salesiana, il legame tra fede e cultura e l’influenza dell’ambiente in cui viviamo su ciò che diciamo sono stati gli argomenti principali trattati in questa settimana.


La Comunità Educativo Pastorale (C.E.P.)

La spiegazione della Comunità Educativo Pastorale (C.E.P.) nella struttura e nelle funzioni è stata centrale. Il metodo educativo di Don Bosco in questo modo trova la sua declinazione moderna: come si può applicare il sistema preventivo quando non si ha più sempre disponibile la presenza dei ragazzi in casa, come succedeva nei collegi?

La CEP è quindi una serie di relazioni educative che ogni ragazzo che frequenta una casa salesiana si ritrova a vivere. Si passa quindi dall’educatore che “sta in mezzo” ai ragazzi, al ragazzo che è immerso in relazioni per lui di valore. Della CEP fanno parte genitori, insegnanti, allenatori, salesiani, amici e anche gli stessi animatori del cortile!

È appassionante continuare a scoprire come lo stile di Don Bosco non sia fatto da lezioni frontali ma da una didattica quotidiana che si basa ancora oggi sull’esempio e sull’accompagnamento costante.


La dimensione missionaria e l'apertura al territorio

La dimensione missionaria è stata un altro tema particolarmente significativo. Spesso infatti viviamo le nostre realtà chiusi su noi stessi, facendoci limitare da tradizioni molto belle ma che a volte finiscono per non parlare più al territorio che viviamo. Da questa riflessione emerge il senso originario del carisma salesiano e cristiano. Troppo spesso ci dimentichiamo di essere mandati come missionari da Dio per amare l’altro, soprattutto quando per farlo ci è richiesto di uscire dalla nostra “comfort zone”.

Questo rimanda ancora al tema più grande del bivio: come vivere nel mondo? missionari o protagonisti?

Anche per l’MGS è importante considerare questo aspetto: il movimento deve essere proiettato verso l’esterno. Come un albero nel deserto che, piegato su se stesso, soffre della mancanza di nuovo nutrimento, anche l’MGS risente della chiusura alla varietà di giovani presenti nelle opere salesiane. A partire infatti dai giovani delle scuole, dei centri di formazione professionale e delle case famiglia deve nascere un vero e genuino spirito missionario.


La scelta e la sfida del nuovo anno pastorale

Il tema del bivio, che dà nome al campo, è stato trattato in modo particolare. Ciò che abbiamo vissuto ci ha parlato, più che delle scelte in generale, di una scelta particolare e specifica nella nostra vita mettendo gli aspetti fondamentali alla luce della ragione e della fede.


Questo campo ci ha dato nuove categorie per capire i nostri ambienti. Con il nuovo anno pastorale saremo in grado di mettere a servizio queste competenze? Questa è la sfida che aspetta chi ha partecipato.



 
 
 

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