"Mani in pasta, cuore in ascolto": il Campo Ecologia Integrale a Sassari
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Ventinove cuori (19 ragazzi e 10 membri dell’equipe), una valigia carica di entusiasmo e un’unica destinazione: Sassari. È iniziata così l'esperienza missionaria promossa dall'Ispettoria Salesiana Italia Centrale (ICC), anche grazie al Fondo Sociale Salesiano di Salesiani per il Sociale, una settimana vissuta a ritmo serrato tra servizio, formazione, condivisione e quella gioia tipicamente salesiana che sa trasformare ogni incontro in festa.
Sul campo: toccare con mano la fragilità
La prima parte della giornata era interamente dedicata al servizio sul territorio. I ragazzi si sono divisi tra diverse realtà locali che ogni giorno mettono in campo risposte concrete a povertà, tossicodipendenza e marginalità sociale. A rendere l'esperienza ancora più forte è stato l'incontro con il mondo del carcere: condividere i pasti e il tempo con i ragazzi della comunità ospitante e con persone con vissuti detentivi ha abbattuto barriere, pregiudizi e paure. Intorno alla stessa tavola ci si è scoperti semplicemente "persone", con storie diverse ma con la stessa sete di riscatto e di ascolto.
La ricetta della giornata: servizio, mente e comunità
Il ritmo della settimana ha bilanciato impegno e vita insieme:
Mattina: Lavoro e servizio attivo nelle diverse strutture di accoglienza della città.
Primo pomeriggio: Momenti dedicati alla formazione interiore, alla rielaborazione di ciò che si era vissuto la mattina e al confronto di gruppo.
Tardo pomeriggio: Il meritato riposo al mare della Sardegna, tra tuffi e relax.
Sera: Attività di animazione, giochi ed esperienze formative pensate dai e per i ragazzi.
Da individui a comunità
Non sono mancate gite, passeggiate e momenti informali che hanno fatto da collante. Tra un cammino condiviso, un pasto insieme e una chiacchierata sotto le stelle, i 20 ragazzi non hanno solo svolto un "servizio", ma sono diventati un gruppo di lavoro unito, una piccola comunità capace di sostenersi e di fare squadra di fronte alle storie anche dure incontrate durante il percorso.
L'eredità di Don Bosco
Tornare a casa da un’esperienza del genere significa avere gli occhi diversi. Andare verso le periferie umane non è stato un semplice "fare del bene", ma un lasciarsi provocare dalle ferite dell'altro. Don Bosco ripeteva sempre ai suoi giovani di essere "buoni cristiani e onesti cittadini": a Sassari, tra le pieghe della povertà e della rinascita, questa frase ha preso la forma di volti, nomi e abbracci che difficilmente verranno dimenticati.





























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