Il racconto di Mattia e Luca della Missione a Venafro
- Mattia Melis e Luca Sanna
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Buongiorno o buonasera a tutti, siamo Mattia Melis di anni 20 e Luca Sanna di anni 19, proveniamo dall’oratorio di Monserrato (Cagliari). Durante l’anno abbiamo preso parte al cammino di MissioLab, a tutti i suoi incontri e proposte.
Da Monserrato a Venafro: l'inizio dell'avventura
Siamo stati chiamati entrambi ad affrontare la Missione che si è tenuta a Venafro (Molise). Nessuno dei due sapeva esattamente cosa aspettarsi, pensavamo che questa cittadina fosse come nel film di Checco Zalone “Sole a catinelle”.
Appena arrivati ci siamo subito resi conto di quanto Venafro fosse un paese molto vivo e molto attivo: siamo stati accolti benissimo da tutti, sia da chi faceva parte dell’oratorio e chi no.
Far nascere la prima Estate Ragazzi a Venafro
La nostra missione consisteva nell’aiutare a far nascere questo nuovo oratorio salesiano e nell’aiutare gli animatori del posto, che erano tutti alla loro prima esperienza, a formarsi nell’educazione salesiana e nell’animazione vera e propria che andava dal cortile all’organizzazione dei giochi e delle formazioni.
Questa ER che abbiamo vissuto era la prima Estate Ragazzi che fosse mai stata a Venafro. Proprio per questo avevamo diversi dubbi e incertezze: una ad esempio era quanti bambini sarebbero venuti, oppure quanti animatori c’erano ad aiutare, oppure se i genitori dei bambini e in generale il paesino sapeva cosa stavamo facendo per la comunità.
Fin da subito i nostri dubbi sono svaniti:
Il cortile era sempre pieno di bambini, con un picco massimo di 160.
Gli animatori erano veramente tanti (circa una trentina) e, nonostante fossero alla loro prima esperienza, si sono messi in gioco in una maniera pazzesca.
L'abbraccio di tutta la comunità e la festa finale
Tutto il paese si è presto reso conto del bene che stavamo portando, a tal punto da aiutarci in ogni modo possibile: dal farci fare alcuni laboratori come piscina e basket gratis, all’aiutarci con la festa finale, fino all’essere sempre partecipi nelle attività che proponevamo in giro per Venafro.
È stata un’esperienza bellissima e indimenticabile che ci ha aiutato a maturare e ad aprirci gli occhi su tante cose. Sia io che Luca non avevamo aspettative su questa missione, e forse è stato meglio così: abbiamo lasciato che questa avventura ci colpisse in pieno e ci siamo lasciati trascinare da tutto.
Il ricordo migliore che tutti e due abbiamo avuto è stato fare la festa finale ER con i genitori, bambini e cena di condivisione. Entrambi non sapevamo quanta gente sarebbe venuta perché era un qualcosa che in quella città non si era mai fatto; invece hanno risposto tutti “presente” portando tantissime persone, cibo e allegria. È stata una festa fantastica, al tal punto che penso che nel nostro oratorio un’esperienza così forte non l’abbiamo mai vissuta.
Il "Mal di Molise": un'esperienza che lascia il segno
Questa esperienza ci ha lasciato tanto, non solo in termini di maturazione personale, ma anche per i legami che si sono creati con la comunità, i bambini e soprattutto con gli animatori del posto.
Forse qualcuno che tornerà dalle missioni in Africa soffrirà del Mal d’Africa, ma forse quello non è comparabile con il nostro Mal di Molise, la Patagonia d’Italia. Consigliamo a tutti un’esperienza del genere, con persone così fantastiche e una città ben più che viva. Ora possiamo dire che forse il Molise esiste, forse.





























Commenti