Esercizi Spirituali di Quaresima Marche-Abruzzo: "Fate questo in memoria di me!"
- redazione
- 1 giorno fa
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Dal 20 al 22 marzo si sono svolti ad Atri, in Abruzzo, gli Esercizi Spirituali di riflessione in questo periodo di Quaresima e in preparazione alla Pasqua. L’incontro ha visto la presenza di una quindicina di giovani provenienti dalle case salesiane di Vasto, Civitanova Marche, Macerata e Ancona, predicati da don Andrea Lupi, affiancato da don Aldo Angelucci, che hanno contribuito alla gioia, alla fraternità e alla riflessione del gruppo.
Prendere, spezzare, benedire, dare. I quattro verbi eucaristici
I nostri momenti di deserto hanno avuto come fulcro i quattro verbi che Gesù pronuncia ai suoi discepoli durante la sua ultima cena, nel momento in cui istituisce l’eucarestia:” E mentre mangiavano, prese il pane e recitò la preghiera di benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».” (Marco 14,22).
Prese il pane. Prendere. Originariamente ogni famiglia prendeva il compito di preparare il pane che poi sarebbe stato offerto e utilizzato per la santa messa. Gesù prende un pane che è stato preparato per Lui, prende qualcosa di nostro. Cristo ha bisogno che ciascuno di noi prepari il pane. Ovvero offrire a lui quello che sono, quello che ho, il nostro vivere quotidiano. Siamo disposti a farci prendere da Gesù? Qual è il pane della mia vita che offro al Signore?
Recitò la benedizione. Benedire. Gesù dà un valore specifico al pane che noi quotidianamente gli offriamo, lo benedice, sta al tempo stesso ringraziando ed elevando una lode. La benedizione ha portato noi a riflettere sulla relazione che abbiamo con Dio. Quanto sia importante uscire dalle nostre maledizioni e entrare nella benedizione del Signore. Il benedire ci ha fatto comprendere il nostro aprirci alla benedizione non nei momenti più felici, ma in quelli più tristi.
Lo spezzò. Spezzare. Affinché non sia indigesto il pane va spezzato, reso fruibile, condiviso con gli altri. Questo ci porta a perdere la nostra unicità e ad aprirci agli altri. Ma non siamo noi a spezzare il nostro pane, è Dio che compie questo gesto. Facendo questo, abbiamo compreso che Cristo ci rende un’opera di Dio nelle sue mani e che per aprirci agli altri dobbiamo ridimensionarci, poiché è nella divisione che vediamo presente l’unione.
E lo diede loro. Dare. Così come il pane viene fatto per essere donato, anche noi siamo stati fatti per essere donati. Il verbo dare ci ha permesso di uscire dal proprio "io", ci ha fatto riflettere su quanto il mio esistere ha senso solo se ci diamo agli altri e ad oggi su che tipo di pane Cristo mi chiede di essere.
Vivere la spiritualità e fraternità salesiana
In questi giorni siamo stati ospiti delle suore clarisse del convento di Atri. Alle nostre riflessioni abbiamo avuto il dono di avere una loro testimonianza di vita monastica, fatta di un continuo incontro quotidiano del Signore nella preghiera. A loro va il nostro grazie per l’ospitalità e un ricordo nelle nostre preghiere. Allo stesso tempo abbiamo avuto modo di riflettere sulla fraternità e spiritualità salesiana accostando ad ogni parola del vangelo suddette un estratto della vita di don Bosco o dei documenti salesiani. Questo insieme al condividere il quotidiano di questi tre giorni ci ha fatto capire l’importanza del MGS e che la spiritualità salesiana è diventata la spiritualità del nostro quotidiano.
Torniamo a casa con il cuore più leggero, con l’animo rinnovato e con il desiderio di vivere questa Pasqua e il quotidiano tenendo nel cuore e a mente il prendere, lo spezzare, il benedire e il dare noi stessi a Dio e ai fratelli.



































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