Fermandosi a veder le stelle - Esercizi spirituali missionari Sardegna
- Lorenzo Moi
- 6 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
“E voi, oggi, vi siete fermati a guardare le stelle?”.
Questa domanda, a tratti così semplice, è stata ciò che ha permesso di disarmarci dalla fretta del quotidiano per entrare con mente e cuore nella dimensione degli esercizi spirituali.
I tre giorni a Villa Tecla sono stati un “arresto forzato”, una sosta vitale per ritrovare il contatto profondo con Dio e con la Sua Parola, vera protagonista di questo tempo.
La Parola nel silenzio del deserto
Il rumore lento delle onde ci accompagnava durante i momenti di deserto, aiutando a far risuonare in noi la Parola incontrata durante le meditazioni. Isaia, Geremia e gli Evangelisti ci hanno preso per mano, guidandoci nella lettura di tematiche quanto mai attuali e mai banali.
In particolare, durante il momento dell’adorazione abbiamo potuto riflettere sul buio delle troppe guerre che feriscono il mondo. Pregare per chi soffre ci ha ricordato che la nostra pace non è un privilegio, ma una responsabilità, declinata anche nella misura in cui tanti di noi partiranno quest’estate per la missione.
In quel silenzio, non sempre facile da mantenere, ho riscoperto uno spazio d’incontro e di dialogo con Dio, ma non solo: in quel silenzio condiviso, bastava uno sguardo per capirsi anche con gli altri.
Aria di famiglia e cammino condiviso
Certo, non sono mancati i momenti di convivialità in cui abbiamo riso, mangiato ma soprattutto in cui ci siamo incontrati, respirando quell’aria di famiglia e di casa che ci ricorda il nostro camminare insieme pur venendo da zone diverse dell’ispettoria.
Il vero esercizio: il ritorno al quotidiano
Nel concludere questa esperienza, ognuno ha portato con sé un impegno concreto da custodire e alimentare nel quotidiano, perché questi esercizi non siano una parentesi isolata. L’augurio è che il nostro ritorno alla frenesia e alla routine sia vissuto con occhi nuovi: non più schiacciati dal peso delle cose da fare, ma capaci di scorgere, anche nel traffico delle nostre giornate, quel mare di pace e quella luce delle stelle che abbiamo imparato a guardare. Il vero esercizio, in fondo, comincia proprio ora.







































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