• Antonio Corcione, SPAZIO MGS

Cop26 - Il futuro, oggi

Domenica scorsa, il 31 Ottobre 2021, è iniziata a Glasgow, in Scozia, la COP26, ventiseiesima sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

Per la prima volta Gran Bretagna e Italia in partnership guidano questo appuntamento mondiale dei leader politici, che terminerà il 12 Novembre 2021.


L'evento è stato preceduto da due incontri rivelanti: il "Vertice sul clima" dei leader religiosi in Vaticano del 4 Ottobre e il "Youth4Climate: Driving Ambition (Pre-COP Youth Event)" a Milano del 18 Ottobre.

A Glasgow si discute sui temi più urgenti, sulle "bugie green", sulle strategie per apparire interessati e partecipi al tentativo di fare qualcosa, senza però fare niente, continuando a fare danni, e sulle decisioni serie da prendere una volta per tutta mettendoci la faccia. Tutto questo è Cop26.

Sono coinvolti i giovani, ed è coinvolta la Chiesa, soprattutto quella dei giovani.


Tra i giovani anche Greta Thunberg: "hanno evitato d'intraprendere un'azione reale" e questo dimostra come "il cambiamento climatico non sia una vera priorità attuale per loro", "contenere i danni è possibile, lo dobbiamo volere veramente! Dipende da noi". Lo ha denunciato alla Bbc l'attivista svedese, arrivata la sera prima a Glasgow per animare le proteste in occasione della conferenza. Greta ha anche giustificato "la rabbia" della gente, fintanto che la protesta non diventa violenza.


Anche il Movimento Laudato Sii, di cui fa parte la Don Bosco Green Alliance per la Famiglia salesiana, è presente all'evento con i suoi rappresentanti e incontra gli scienziati e i leader religiosi presenti per cercare di portare il punto di vista della Chiesa Cattolica e del mondo salesiano.


Il Santo Padre non riuscendo a partecipare all'incontro per motivi non ancora noti, ha inviato diversi messaggi di incoraggiamento per i lavori, dopo il Vertice in Vaticano, ha messo al centro la questione del Cop26 con tutti i leader politici incontrati nella settimana precedente, ed infine, mediante il Segretario di Stato Mons. Pietro Parolìn, ha inviato una lettera alla Conferenza, letta oggi, 3 Novembre, e accolta con grande plauso.


"Si tratta di un cambiamento d’epoca, di una sfida di civiltà per la quale vi è bisogno dell’impegno di tutti ed in particolare dei Paesi con maggiori capacità" dice Papa Francesco.

Il suo è un invito ad assumere un ruolo guida nell'ottica del servizio, a quei paesi potenti che hanno le capacità per farlo. "Guida nel campo della finanza climatica, della decarbonizzazione del sistema economico e della vita delle persone, della promozione di un’economia circolare, del sostegno ai Paesi più vulnerabili per le attività di adattamento agli impatti del cambiamento climatico e di risposta alle perdite e ai danni derivanti da tale fenomeno" continua nella lettera, cercando di indicare vie sicure per il risanamento di quello che definisce il “debito ecologico” , che abbiamo, e che ostacola spesso lo sviluppo dei popoli.


Da parte sua la Santa Sede, come indicato all’"High Level Virtual Climate Ambition Summit" del 12 dicembre 2020, ha adottato una strategia di riduzione a zero delle emissioni nette (net-zero emission) che si muove su due piani: 1) l’impegno dello Stato della Città del Vaticano a conseguire questo obiettivo entro il 2050; 2) l’impegno della Santa Sede stessa a promuovere un’educazione all’ecologia integrale, ben consapevole che le misure politiche, tecniche ed operative devono unirsi a un processo educativo che, anche e soprattutto tra i giovani, promuova nuovi stili di vita e favorisca un modello culturale di sviluppo e di sostenibilità incentrato sulla fraternità e sull’alleanza tra l’essere umano e l’ambiente naturale. Da questi impegni sono nate migliaia di iniziative in tutto il mondo.


Anche il Movimento Giovanile Salesiano si interroga su come possa contribuire carismaticamente a questa missione, soprattutto quando il Papa indica l'educazione come la principale convergenza di energie.


Restiamo sintonizzati con quello che succede in Scozia in queste settimane, con la speranza di poterne trarre grande ricchezza spirituale, per noi e per le nuove generazione, che dovranno proseguire l'opera.


Intanto ci uniamo al desiderio di Francesco della preghiera comune, per la nostra comune Casa, e per i fratelli sofferenti.




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